Il procuratore di Napoli interviene al Festival “Trame” di Lamezia Terme e critica le riforme della giustizia, la Corte dei Conti e la risposta della politica
Il sistema delle riforme in materia di giustizia “non ha prodotto risultati utili, se non dannosi”, soprattutto per quanto riguarda i tempi e le modalità di acquisizione delle prove. È la posizione espressa dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, intervenuto a Lamezia Terme alla quindicesima edizione di “Trame”, il festival dei libri sulle mafie. Secondo Gratteri, le modifiche normative introdotte negli ultimi anni avrebbero inciso negativamente sull’efficienza complessiva del sistema giudiziario. “Stiamo smontando come un trenino Lego tutto il sistema giudiziario, per poi alla fine non toccare i colletti bianchi”, ha affermato nel corso del suo intervento, sottolineando quella che considera una direzione non coerente delle politiche legislative.
Gratteri ha inoltre osservato come, a suo giudizio, non si registri una reazione politica adeguata rispetto a queste trasformazioni. In particolare, ha parlato di un’opposizione “tiepida” davanti alle riforme in discussione.
La riforma della Corte dei Conti e il tema della responsabilità
Uno dei punti centrali delle dichiarazioni riguarda la riforma della Corte dei Conti e il sistema di responsabilità amministrativa. Gratteri ha criticato il meccanismo che, a suo dire, ridurrebbe in modo significativo le conseguenze economiche per gli amministratori pubblici in caso di danno erariale.
“Se un pubblico amministratore fa un danno di 100 mila euro, paga solo 30 mila. Quindi con lo sconto del 70%, manco fossero i saldi di fine stagione”, ha dichiarato. Il procuratore ha poi sottolineato che la parte restante del danno ricadrebbe sulla collettività: “Lo paghiamo noi con le nostre tasse”. Nel suo intervento ha inoltre collegato il tema della responsabilità amministrativa a dinamiche politiche locali, affermando che alcuni amministratori potrebbero beneficiare di sistemi di consenso basati su reti di favori e scambi elettorali.
Secondo Gratteri, su questo fronte la reazione delle forze politiche non sarebbe stata sufficientemente incisiva. Ha citato in particolare la sinistra parlamentare, sostenendo che alcune componenti avrebbero dovuto adottare una posizione più netta e visibile di protesta.

Criminalità organizzata, economia illegale e nuove tecnologie
Nel corso dell’intervento al festival, il procuratore ha dedicato ampio spazio anche al ruolo delle organizzazioni criminali nei mercati economici e finanziari. Le mafie, ha spiegato, rappresentano una minaccia anche quando non utilizzano la violenza, poiché reinvestono i proventi delle attività illecite nell’economia legale.
Secondo Gratteri, i capitali derivanti dal traffico di stupefacenti consentono alle organizzazioni criminali di acquistare attività commerciali e influenzare settori strategici, inclusi quelli dell’informazione. “Se compro l’informazione è un’involuzione democratica”, ha affermato, sottolineando il rischio di condizionamento dell’opinione pubblica. Il magistrato ha inoltre evidenziato l’evoluzione delle modalità operative delle mafie, sempre più legate all’utilizzo di strumenti digitali. Ha citato il ricorso al dark web e all’intelligenza artificiale per ottimizzare rotte e ridurre la possibilità di intercettazione, oltre al traffico di armi in scenari di conflitto internazionale.
In particolare, ha fatto riferimento ai possibili effetti del conflitto tra Russia e Ucraina, ipotizzando un interesse delle organizzazioni criminali nel reperimento di armamenti a basso costo in contesti post-bellici.
Il lavoro della Procura di Napoli e la posizione sulla politica
Gratteri ha infine tracciato un bilancio della sua attività alla guida della Procura di Napoli, evidenziando un incremento dei risultati operativi. Tra i dati citati, la definizione di circa 6.500 fascicoli in un anno con lo stesso numero di magistrati, l’aumento delle rogatorie internazionali e il rafforzamento delle attività di demolizione di immobili abusivi. Secondo quanto dichiarato, le demolizioni sarebbero passate da circa 70 a 180 l’anno, mentre gli arresti avrebbero registrato un incremento. Interrogato su una possibile discesa in politica, Gratteri ha escluso questa ipotesi: “Io penso di no”, ha detto, ribadendo di avere una storia di coerenza personale e di considerarsi “sempre all’opposizione”. Ha poi concluso definendosi “il felice procuratore di Napoli”.


