Tommaso Barbato, ex sindaco di Teverola
Tommaso Barbato, ex sindaco di Teverola
📍 Teverola

20 Giugno 2026

Martina Sarracino

Teverola, processo per corruzione su permessi edilizi: indagato l’ex sindaco Tommaso Barbato e altre dieci persone

Un presunto sistema di scambi illeciti legato ai permessi edilizi scuote il Comune di Teverola, portando a processo l’ex sindaco e altri dieci tra amministratori e tecnici

L’inchiesta della Procura di Napoli Nord su un presunto sistema corruttivo legato ai permessi a costruire nel Comune di Teverola arriva a una fase decisiva. L’ex sindaco Tommaso Barbato e altre dieci persone sono state rinviate a giudizio e dovranno comparire davanti al GUP Anna Caterina Arpino. Le accuse, a vario titolo, sono di corruzione per l’esercizio della funzione e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. L’indagine dei carabinieri della compagnia di Aversa ipotizza un sistema strutturato di favori e denaro attorno alla gestione dell’ufficio tecnico comunale.

Il presunto sistema di favori e pratiche edilizie

Secondo l’impostazione accusatoria, al centro della vicenda ci sarebbe un meccanismo consolidato in cui permessi di costruzione, varianti urbanistiche e incarichi tecnici venivano condizionati da utilità economiche e relazionali. Il cuore dell’inchiesta riguarda la gestione delle pratiche edilizie e il presunto scambio tra decisioni amministrative favorevoli e somme di denaro o vantaggi personali.

Il primo filone riguarda un intervento edilizio su un immobile di via Fratelli Bandiera. Secondo la Procura, il proprietario avrebbe ottenuto un permesso di costruire per demolizione e ricostruzione con ampliamento volumetrico e cambio di destinazione d’uso. In cambio, l’ex sindaco Barbato, il consigliere Biagio Lusini e il tecnico Alessandro Pisani avrebbero ricevuto somme di denaro, quantificate in circa 10mila euro. L’episodio rappresenta uno dei punti centrali dell’accusa, che ipotizza una correlazione diretta tra autorizzazioni e compensi illeciti.

Tommaso Barbato, ex sindaco di Teverola

Ufficio tecnico e gestione delle pratiche

Un secondo segmento dell’indagine coinvolge figure legate all’ufficio tecnico e a tecnici privati. Secondo gli inquirenti, sarebbero stati favoriti alcuni permessi edilizi in cambio di pagamenti periodici e altre utilità. Tra gli episodi contestati figura anche la gestione informale di pratiche da parte di soggetti non ancora formalmente inseriti nella struttura comunale. Viene inoltre citato un permesso di costruire rilasciato nel novembre 2022 che avrebbe rappresentato uno degli snodi dell’accordo corruttivo contestato.

La nomina e le opere pubbliche

Il terzo filone riguarda la presunta pianificazione della nomina del responsabile dell’ufficio tecnico prima della pubblicazione del bando. Secondo l’accusa, diversi indagati avrebbero contribuito a indirizzare la scelta, in cambio della promessa di favori amministrativi e approvazioni di spesa pubblica. Tra i progetti citati figurano interventi al cimitero, opere di urbanizzazione e la realizzazione di un parco pubblico. Anche alcune delibere relative a opere in via Milano vengono indicate come parte del presunto sistema di scambio.

Gli imputati sono assistiti da un collegio difensivo composto da diversi avvocati. Il processo dovrà ora stabilire la fondatezza delle accuse e verificare l’eventuale esistenza del sistema corruttivo delineato dalla Procura. La fase dibattimentale sarà determinante per chiarire ruoli, responsabilità e dinamiche amministrative contestate. Una vicenda che riporta l’attenzione sul tema della trasparenza nella gestione della cosa pubblica.

Il rilascio di permessi edilizi non è solo un atto tecnico, ma un passaggio che incide sul territorio, sull’economia e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Indipendentemente dall’esito giudiziario, emerge la necessitò di rafforzare i controlli e rendere più tracciabili le decisioni amministrative, riducendo le zone d’opacità in cui possono poi maturare fenomeni costruttivi. La credibilità delle amministrazioni locali passa anche dalla capacità diretta di garantire procedure chiare e al contempo verificabili.

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