Guardia di Finanza
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20 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Avellino, turni massacranti e ferie negate a tre dipendenti in un distributore di carburanti: denunciato il titolare per sfruttamento del lavoro

Scoperto dalla Guardia di Finanza di Avellino un presunto sistema di sfruttamento ai danni di tre lavoratori impiegati in un’azienda del commercio al dettaglio di carburanti

I controlli della Guardia di Finanza di Avellino hanno portato alla luce una situazione di presunto sfruttamento lavorativo all’interno di un’azienda operante nel settore della vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione. Tre dipendenti, formalmente assunti con contratti a tempo determinato, sarebbero stati sottoposti a condizioni lavorative gravemente irregolari. Pertanto, il titolare dell’attività è stato denunciato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

I controlli della Guardia di Finanza in provincia di Avellino

L’operazione è stata condotta dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Baiano nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro sommerso e alle forme di sfruttamento lavorativo. Gli accertamenti hanno riguardato un’azienda attiva nel commercio al dettaglio di carburanti per autotrazione. Secondo quanto emerso dalle verifiche, la posizione dei lavoratori, pur risultando regolare dal punto di vista contrattuale, presentava una serie di criticità sostanziali. In particolare, tali criticità riguardavano l’applicazione delle norme previste dai contratti collettivi nazionali e dalla legislazione in materia di lavoro e sicurezza. L’attività ispettiva ha incluso l’analisi della documentazione aziendale, delle turnazioni e delle condizioni operative del personale impiegato. Di conseguenza, le Fiamme Gialle hanno ricostruito un quadro complessivo ritenuto incompatibile con la normativa a tutela dei lavoratori. Inoltre, si è posto particolare riferimento alla gestione dei turni e dei riposi.

Turni prolungati, riposi negati e retribuzioni non in linea

Dalle risultanze investigative è emersa una situazione caratterizzata da turni di lavoro prolungati e dalla mancata concessione di riposi adeguati. I tre dipendenti sarebbero stati impiegati con una frequenza tale da rendere difficoltoso il godimento delle ferie. Ciò ha impedito anche ai lavoratori di usufruire dei periodi di recupero previsti dalla legge. Un altro elemento contestato riguarda la presunta sproporzione retributiva rispetto alle mansioni svolte e all’orario di lavoro effettivamente prestato. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, le condizioni complessive avrebbero determinato un significativo scostamento rispetto agli standard stabiliti dai contratti collettivi nazionali di settore. La combinazione di orari intensi, ridotti tempi di riposo e ferie non pienamente fruite avrebbe configurato, secondo l’impianto accusatorio, una forma di sfruttamento lavorativo ai danni dei dipendenti coinvolti.

distributore di carburante - immagine di repertorio
distributore di carburante – immagine di repertorio

Le gravi carenze in materia di sicurezza sul lavoro

Oltre alle condizioni contrattuali e organizzative, i controlli hanno evidenziato anche criticità sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, sarebbe stata riscontrata la mancata effettuazione dei corsi di formazione obbligatori per il personale. Tali corsi sono previsti dalla normativa vigente per garantire la prevenzione dei rischi professionali. A questo si aggiunge la mancata sottoposizione dei dipendenti alle visite mediche periodiche obbligatorie. Questo elemento rappresenta un ulteriore profilo di irregolarità in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro. Tali omissioni avrebbero inciso direttamente sul livello di sicurezza complessivo dell’attività lavorativa. Infatti, avrebbero esposto i dipendenti a potenziali rischi non adeguatamente valutati o prevenuti.

La denuncia e le conseguenze per il titolare dell’attività

Al termine degli accertamenti, il titolare dell’azienda è stato denunciato per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. La posizione dell’imprenditore sarà ora vagliata dall’autorità giudiziaria. Quest’ultima dovrà valutare nel dettaglio gli elementi raccolti nel corso delle indagini. L’intervento rientra nel più ampio quadro di controlli finalizzati a contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e delle forme di sfruttamento che colpiscono in particolare alcuni settori del commercio e dei servizi. In conclusione, le verifiche proseguiranno sul territorio per individuare eventuali ulteriori situazioni analoghe.

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