compresse - immagine di repertorio
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19 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Conosce un 74enne sui social e lo convince a incontrarla: lo avrebbe narcotizzato e rapinato in casa nel Cilento, arrestata 26enne

Secondo l’accusa, la giovane avrebbe conquistato la fiducia dell’anziano online prima di sedarlo con farmaci e consentire ai complici di svaligiare l’abitazione

Un uomo di 74 anni residente a Salento, sarebbe stato narcotizzato e rapinato all’interno della propria abitazione dopo aver conosciuto una 26enne sui social network. La donna, originaria della provincia di Cosenza, è stata arrestata dai carabinieri del Reparto Territoriale di Vallo della Lucania in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura. L’accusa è di rapina aggravata in concorso. L’episodio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si inserisce in un contesto di presunta truffa organizzata ai danni dell’anziano. Egli avrebbe instaurato un rapporto di fiducia con la giovane attraverso conversazioni online. Queste sono culminate in un incontro nella sua abitazione.

Le indagini dei carabinieri di Vallo della Lucania

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dalla vittima ai carabinieri. L’uomo, una volta ripresosi, avrebbe riferito di aver subito la sottrazione di diversi oggetti di valore dalla propria casa. Inoltre, ha raccontato di non aver più avuto contatti con la donna conosciuta sui social. Gli accertamenti condotti dai militari dell’Arma del Reparto Territoriale di Vallo della Lucania hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti contestati. Le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica, si sono basate sulle dichiarazioni dell’anziano. Inoltre, hanno incluso l’analisi delle comunicazioni intercorsi tra i due e su ulteriori elementi raccolti nel corso delle verifiche.

Secondo l’impianto accusatorio, la 26enne avrebbe approfittato della vulnerabilità della vittima, instaurando un rapporto confidenziale attraverso i social network e organizzando successivamente un incontro diretto.

Carabinieri - immagine di repertorio
Carabinieri – immagine di repertorio

Il contatto sui social e l’incontro nella casa dell’anziano

Stando alla ricostruzione investigativa e quanto riporta Fanpage, i primi contatti tra l’anziano e la giovane sarebbero avvenuti online. Le conversazioni si sarebbero sviluppate nel tempo. Ciò avrebbe creato un presunto rapporto di fiducia, tale da indurre l’uomo a invitare la donna nella propria abitazione.

È proprio in questa fase che, secondo gli inquirenti, si sarebbe sviluppato il momento centrale della vicenda. La 26enne avrebbe raggiunto la casa del 74enne e, approfittando della situazione, gli avrebbe fatto assumere a sua insaputa sostanze farmacologiche, verosimilmente antidepressivi. Queste sostanze sarebbero state in quantità tali da provocarne lo stato di incoscienza. Le modalità dell’azione sono al centro degli accertamenti. Perciò vengono trattate dagli investigatori come ipotesi accusatorie ancora da riscontrare in sede processuale.

Il presunto piano e l’intervento dei complici

Una volta che l’anziano sarebbe stato privo di sensi, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero entrati in azione uno o più complici. Questi ultimi, che avrebbero atteso nelle vicinanze dell’abitazione, sarebbero stati successivamente fatti accedere all’interno della casa per portare via beni e oggetti di valore. L’ipotesi della Procura è quella di una rapina aggravata in concorso, con un’azione pianificata e coordinata. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno portato alla richiesta e all’emissione della misura cautelare in carcere nei confronti della 26enne.

La dinamica complessiva resta comunque al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà verificare nel dettaglio il ruolo dei singoli soggetti coinvolti e l’effettiva ricostruzione dei fatti.

L’arresto e la misura cautelare disposta dal gip

L’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare è stata affidata ai carabinieri del Reparto Territoriale di Vallo della Lucania, che hanno rintracciato la giovane e dato seguito al provvedimento restrittivo disposto dal giudice per le indagini preliminari. La 26enne è stata quindi trasferita in carcere in attesa degli sviluppi processuali. Come previsto dalla normativa vigente, la sua posizione sarà valutata nelle successive fasi del procedimento. Tale valutazione avverrà nel pieno contraddittorio tra accusa e difesa.

Il caso ha riportato l’attenzione sulle truffe e sulle dinamiche di raggiro che, sempre più spesso, prendono avvio da contatti sui social network. In particolare si evidenzia la vulnerabilità delle persone anziane.

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