Terra dei Fuochi
Terra dei Fuochi - Immagine di repertorio

18 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Terra dei Fuochi, allarme ecomafie: «Acque contaminate e chimici corrotti», il sistema dei rifiuti tra frodi e infiltrazioni nell’economia legale

Il dossier parlamentare descrive un sistema criminale evoluto che punta sul traffico illecito di rifiuti e sulla contaminazione delle falde in Campania

L’inquinamento delle acque rappresenta la principale criticità nel ciclo dei rifiuti nella Terra dei fuochi, secondo la relazione della Commissione parlamentare sulle ecomafie. Il documento definisce lo scenario “allarmante” e segnala la crescente capacità delle organizzazioni criminali di avvalersi di tecnici qualificati per infiltrarsi nell’economia legale e nelle procedure pubbliche. Al centro dell’analisi vi sono la contaminazione delle falde e le nuove modalità di gestione illecita dei rifiuti.

Un sistema criminale sempre più tecnico e strutturato

La relazione della Commissione parlamentare descrive un’evoluzione significativa delle attività delle ecomafie. Le organizzazioni criminali non si limiterebbero più alle forme tradizionali di smaltimento illegale, ma avrebbero sviluppato un sistema più complesso, basato su competenze tecniche e reti di intermediazione. Secondo il documento, si tratterebbe di “pratiche fraudolente sempre più raffinate”, che includono la falsa classificazione dei rifiuti e il loro declassamento attraverso società di intermediazione. In questo contesto, emergerebbe anche il ruolo di professionisti specializzati, tra cui analisti chimici compiacenti, che contribuirebbero a rendere più difficile l’individuazione delle irregolarità da parte degli organi di controllo. La relazione evidenzia inoltre come queste dinamiche consentano alle organizzazioni criminali di ottenere autorizzazioni o di influenzare procedure amministrative, arrivando in alcuni casi a interferire con gare d’appalto pubbliche.

Terra dei Fuochi
Terra dei Fuochi – Immagine di repertorio

La contaminazione delle acque come emergenza strutturale

Il punto centrale del documento riguarda la contaminazione delle acque sotterranee, indicata come l’effetto più grave e persistente del sistema illecito di gestione dei rifiuti nella Terra dei fuochi. La Commissione segnala il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione per sostanze come tetrafluoroetilene e tricloroetilene. Si tratta di composti utilizzati in diversi processi industriali, tra cui lo sgrassaggio dei metalli e altre lavorazioni chimiche, e classificati come sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene. Le criticità ambientali risultano diffuse su più territori della Campania. Nella provincia di Caserta, in particolare nel comune di Villa Literno, vengono evidenziate situazioni rilevanti. Nella provincia di Napoli le anomalie interessano diversi comuni, tra cui Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano.

Nel territorio avellinese il fenomeno coinvolge il comune di Montoro, con effetti anche sulla rete idrica. Nella provincia di Salerno, invece, i superamenti delle soglie di contaminazione sono stati rilevati nei comuni di Scafati, Angri e Sarno. Secondo la relazione, la diffusione della contaminazione delle falde rappresenta un rischio rilevante sia sul piano ambientale sia su quello sanitario, soprattutto per la possibilità di esposizione attraverso l’uso domestico dell’acqua o tramite la catena alimentare.

Dalle discariche abusive alle infiltrazioni nell’economia legale

Il documento della Commissione evidenzia come il fenomeno non si esaurisca nelle sole attività di smaltimento illegale, ma si inserisca in un contesto economico più ampio caratterizzato da forti criticità strutturali. Tra gli elementi individuati vi è un deficit impiantistico nella regione Campania, che limita la possibilità di trattare correttamente i rifiuti nei luoghi di produzione. A questo si aggiunge la presenza di numerose attività industriali e artigianali che operano in condizioni irregolari o totalmente sommerse, alimentando il circuito dello smaltimento illecito. Le modalità operative descritte comprendono interramenti, discariche abusive, sversamenti di reflui industriali e un uso non controllato di fertilizzanti e pesticidi in ambito agricolo. Ulteriori criticità derivano dalle carenze dei sistemi fognari e depurativi, che contribuiscono al deterioramento complessivo delle risorse idriche.

La relazione sottolinea inoltre che il sistema criminale non rimarrebbe confinato alla Campania, ma tenderebbe a espandersi verso altre regioni, in particolare la Puglia, fino ad assumere caratteristiche di modello esportabile anche a livello internazionale.

Impatti sanitari e rischi per la popolazione

Un ulteriore elemento evidenziato riguarda le possibili conseguenze sanitarie della contaminazione delle acque sotterranee. Il documento parlamentare segnala che il fenomeno può determinare esposizioni dirette, in caso di utilizzo domestico di acque non adeguatamente controllate, e indirette, attraverso la catena alimentare. La Commissione sottolinea come l’inquinamento delle falde abbia un impatto che va oltre la dimensione ambientale, coinvolgendo la sicurezza delle filiere produttive e la salute pubblica. La combinazione tra traffici illeciti, deficit infrastrutturali e infiltrazioni nell’economia legale viene indicata come uno dei fattori più critici dell’intero sistema.

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