Parco Nazionale
Storia e Sentieri del parco nazionale del Vesuvio

18 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Parco del Vesuvio, il piano anti-incendi 2026: più prevenzione e una rete unica tra enti dopo il rogo del 2025

Dopo l’emergenza del 2025, il nuovo piano del Parco del Vesuvio punta su una maggiore integrazione tra enti, prevenzione capillare e strumenti scientifici per la gestione del rischio incendi

Un sistema più coordinato, rapido e capace di intervenire prima che il rischio si trasformi in emergenza. È questa la direzione del Piano antincendio boschivo 2026 del Parco nazionale del Vesuvio, presentato a Boscoreale, nell’Auditorium del Museo del Parco. Un documento che nasce direttamente dall’esperienza dell’incendio che nell’estate 2025 ha interessato l’area vesuviana, mettendo sotto pressione l’intero sistema di protezione e spegnimento. Il nuovo piano punta a rafforzare la rete operativa tra istituzioni e soggetti coinvolti nella gestione del territorio: Regione Campania, vigili del fuoco, carabinieri Forestali, enti locali, Protezione Civile e volontariato organizzato. L’obiettivo è rendere più efficace il coordinamento e ridurre i tempi di risposta nelle fasi di emergenza, soprattutto durante i periodi di massima pericolosità incendi. All’incontro erano presenti tutti gli attori del sistema AIB, in vista dell’avvio della campagna 2026 e della pianificazione delle attività di prevenzione sul territorio.

L’incendio del 2025 e la revisione del sistema

Il punto di partenza del nuovo piano è l’incendio che nel luglio 2025 ha colpito il territorio del Parco nazionale del Vesuvio. L’evento ha rappresentato una prova complessa per il sistema antincendio boschivo, evidenziando sia la capacità di risposta delle strutture operative sia alcune criticità nella gestione logistica e nel coordinamento tra enti. Da questa esperienza nasce il nuovo assetto del piano 2026, che non si limita a intervenire sulle emergenze, ma rafforza in modo strutturale la prevenzione e il monitoraggio del territorio. L’obiettivo è anticipare il rischio, riducendo la probabilità che gli incendi raggiungano ampiezze critiche. Il modello resta quello della gestione integrata, ma con un rafforzamento della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e operativi.

Protezione Civile
Protezione Civile – Immagine di repertorio

Una rete più forte tra enti, territori e protezione civile

Uno dei pilastri del nuovo piano è il potenziamento del coordinamento tra istituzioni. Regione, Vigili del fuoco, Carabinieri Forestali e amministrazioni comunali sono chiamati a operare in modo sempre più integrato, con una catena decisionale più rapida e una condivisione più efficace delle informazioni. Grande attenzione viene riservata anche ai comuni dell’area vesuviana e al ruolo della Protezione Civile, insieme alle organizzazioni di volontariato che operano nelle attività antincendio. La gestione dei punti di approvvigionamento idrico, la sorveglianza del territorio e il presidio delle aree più vulnerabili diventano elementi centrali della strategia. Il rafforzamento della rete non riguarda solo la fase di emergenza, ma soprattutto la prevenzione quotidiana, considerata decisiva per ridurre il rischio incendi.

Ricerca scientifica e nuove tecnologie per la prevenzione

Una delle novità più rilevanti del Piano AIB 2026 è l’integrazione della ricerca scientifica nelle strategie di prevenzione. Attraverso la collaborazione con il Consorzio interuniversitario grandi rischi, il Parco ha sviluppato un sistema di “zonizzazione dinamica degli incendi boschivi”. Questo modello consente di aggiornare in modo continuo la valutazione del rischio, tenendo conto di variabili climatiche, ambientali e territoriali. In questo modo è possibile individuare con maggiore precisione le aree più esposte e orientare meglio le attività di sorveglianza e intervento. Si tratta di un approccio che supera la pianificazione statica tradizionale e introduce una logica più adattiva e predittiva nella gestione del rischio incendi.

Prevenzione, informazione e ruolo del volontariato

Accanto alla componente tecnologica e istituzionale, il piano dedica ampio spazio alla prevenzione sul territorio. Le campagne di informazione ai cittadini diventano uno strumento centrale per ridurre i comportamenti a rischio, soprattutto nei mesi estivi. Il volontariato organizzato e la Protezione Civile vengono confermati come elementi fondamentali del sistema AIB, sia nelle attività di prevenzione sia nel supporto operativo durante le emergenze. Il loro contributo viene considerato essenziale per garantire una presenza capillare sul territorio. La strategia complessiva punta quindi a un equilibrio tra prevenzione, intervento rapido e conoscenza scientifica del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza dell’intera area vesuviana.

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