Napoli, 15enne aggredito dopo gli esami di terza media: indaga la Polizia per un grave episodio di violenza all’uscita della scuola
Momenti di forte tensione presso l’Istituto Comprensivo VI Fava-Gioia di Materdei, nel centro storico di Napoli, dove un ragazzo di 15 anni è stato aggredito all’uscita dalla scuola dopo aver sostenuto la seconda prova scritta degli esami di terza media. L’episodio si è verificato nella giornata del 16 giugno e ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato del commissariato Dante, che sta svolgendo accertamenti per chiarire la dinamica dei fatti. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato colpito con pugni, calci e persino sputi in faccia da un coetaneo nei pressi dell’ingresso dell’istituto. Trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale CTO dei Colli Aminei, è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni.
L’ipotesi del movente xenofobo
Gli investigatori stanno valutando anche la possibilità che l’aggressione possa avere avuto un movente xenofobo. Il ragazzo coinvolto, infatti, è di origine ucraina. Sulla vicenda è intervenuto il parlamentare Francesco Emilio Borrelli, che ha definito l’accaduto una “aggressione razzista e xenofoba a Napoli. Vicenda di una gravità inaudita ed aberrante. Solidarietà totale al ragazzo e alla sua famiglia. I responsabili vanno puniti con fermezza, non possiamo tollerare il veleno della discriminazione tra i giovanissimi”.
Secondo quanto riportato nella denuncia presentata alla Polizia, il giovane sarebbe stato avvicinato da un gruppo di cinque coetanei subito dopo la prova d’esame. Alla dichiarazione della sua nazionalità sarebbero seguiti insulti come “Che paese di merda”, “Tu sei come il tuo paese di merda” e “Si vede che sei ucraino”, prima dell’aggressione fisica.

La solidarietà delle istituzioni
Tra le prime reazioni istituzionali c’è stata quella del consigliere della II Municipalità Enrico Platone, che ha espresso vicinanza al ragazzo e alla sua famiglia. Nel suo messaggio ha dichiarato: “Esprimo la mia più sincera e profonda solidarietà al giovane studente brutalmente aggredito stamattina all’interno della scuola Fava-Gioia. La cosa ancora più triste é che il tutto é avvenuto durante un momento delicato e che dovrebbe essere ricordato come un giorno bello: lo svolgimento degli esami. A lui e alla sua famiglia rivolgo la mia vicinanza, non solo come consigliere municipale, ma soprattutto come padre e come cittadino“.
Platone prosegue: “Nessun ragazzo dovrebbe mai vivere un’esperienza così dolorosa all’interno di un luogo che deve rappresentare sicurezza, educazione e futuro. Per questo, scriverò al Sindaco affinché l’intera Amministrazione Comunale esprima concretamente la propria vicinanza e garantisca ogni forma di sostegno necessaria. Accompagnando in questo modo il ragazzo e la sua famiglia nella tutela dei loro diritti e nel percorso verso la piena giustizia. Di fronte a episodi come questo, il silenzio non è un’opzione. La comunità deve essere unita, presente e solidale!”.
La posizione della scuola
Anche la dirigente scolastica Camilla Angelone ha espresso preoccupazione per quanto accaduto. In una circolare pubblicata sul sito dell’istituto ha affermato: “In riferimento all’episodio verificatosi nei pressi dell’ingresso dell’Istituto, la Dirigenza scolastica esprime profonda preoccupazione per quanto accaduto e rinnova la propria vicinanza allo studente coinvolto e alla sua famiglia. La scuola condanna fermamente ogni forma di violenza, prevaricazione e comportamento lesivo della dignità e dell’incolumità delle persone, valori incompatibili con la funzione educativa dell’istituzione scolastica”.
La dirigente ha inoltre precisato: “Sin dal momento in cui è venuta a conoscenza dei fatti la scuola ha attivato tutte le procedure di propria competenza. Ha collaborato con le famiglie e con le autorità eventualmente interessate e adottando i provvedimenti previsti dalla normativa vigente. Nel rispetto della riservatezza dei minori coinvolti e degli accertamenti in corso, non verranno rilasciati ulteriori dettagli sulla vicenda. L’Istituto continuerà a promuovere iniziative educative volte alla diffusione della cultura del rispetto, della legalità e della convivenza civile”.
Una vicenda che interroga la comunità
L’aggressione avvenuta in zona Materdei rappresenta un episodio che va oltre il semplice fatto di cronaca. Se dovesse essere confermata la matrice xenofoba, ci si troverebbe di fronte a un segnale preoccupante di intolleranza tra giovanissimi. La scuola dovrebbe essere uno spazio di crescita, inclusione e confronto, non un luogo in cui le differenze diventano motivo di discriminazione o violenza. La risposta delle istituzioni, delle famiglie e della comunità educativa sarà fondamentale per trasformare questo episodio in un’occasione di riflessione collettiva sul valore del rispetto, dell’integrazione e della convivenza civile.


