Villa Sonrisa. Foto da Vanity Fair.
Villa Sonrisa. Foto da Vanity Fair.

15 Giugno 2026

Cristina Siciliano

La Sonrisa chiude definitivamente a Sant’Antonio Abate: revocate le licenze al Castello delle Cerimonie dopo anni di battaglia giudiziaria

Dopo oltre quarant’anni di attività, lo storico ristorante-hotel “La Sonrisa” interrompe l’attività a seguito della revoca dei permessi legata a una lunga vicenda giudiziaria

La struttura de La Sonrisa, a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli, ha chiuso definitivamente oggi, lunedì 15 giugno 2026. Il complesso, noto al grande pubblico come “Castello delle Cerimonie”, ha cessato ogni attività di ristorazione e ricettiva dopo la revoca delle licenze da parte delle autorità competenti. La decisione arriva al termine di un procedimento giudiziario durato anni relativo a contestazioni urbanistiche sull’area su cui sorge la struttura.

La revoca delle licenze e la fine delle attività

La chiusura è divenuta operativa dopo la revoca dei titoli autorizzativi necessari per proseguire l’attività di ristorazione e ospitalità. Senza tali permessi, la struttura non può più ospitare eventi né accogliere clienti. Nella giornata di domenica 14 giugno si sarebbe svolto l’ultimo evento prima dello stop definitivo. Da quel momento, secondo quanto emerso, le prenotazioni sono state sospese e l’accesso alla struttura è stato interdetto per le attività commerciali. La chiusura arriva in un periodo dell’anno tradizionalmente centrale per il settore dei matrimoni e degli eventi, che tra giugno e settembre registra il picco di richieste. La gestione della struttura, oggi affidata a Imma Polese e al marito Matteo Giordano, si è attivata per tentare di riprogrammare alcuni eventi già prenotati in altre location della zona vesuviana e dell’area stabiese.

La vicenda giudiziaria e il nodo urbanistico

Alla base del provvedimento di chiusura vi è una lunga vicenda giudiziaria legata a contestazioni di lottizzazione abusiva dei terreni su cui sorge il complesso. Nel corso degli anni, la famiglia Polese ha affrontato vari gradi di giudizio, fino all’esito che ha portato alla perdita dei permessi.

La struttura, divenuta nota a livello nazionale anche grazie al programma televisivo “Il Castello delle Cerimonie”, ha rappresentato per decenni un punto di riferimento nel settore degli eventi matrimoniali nel Napoletano, con un modello organizzativo basato su un elevato numero di cerimonie e un forte indotto economico. La revoca delle autorizzazioni segna quindi la conclusione di un percorso giudiziario che si è sviluppato per anni, incidendo direttamente sulla continuità dell’attività imprenditoriale.

Un festeggiamento al Castello delle Cerimonie
Un festeggiamento al Castello delle Cerimonie

Lavoratori, indotto e reazioni social

Secondo quanto riporta Fanpage, nelle ore successive alla chiusura si è aperto anche il tema occupazionale. Il prefetto di Napoli ha convocato una riunione con una delegazione di lavoratori della struttura per affrontare le ricadute immediate sul personale. Parallelamente, sui social network, in particolare TikTok e Instagram, numerosi lavoratori e collaboratori hanno raccontato la propria esperienza all’interno della struttura, esprimendo preoccupazione per il futuro. Anche diversi artisti legati al mondo delle cerimonie hanno condiviso messaggi di dispiacere per la fine dell’attività. La Sonrisa, situata al civico 500 di via Stabia, è stata per anni non solo un luogo di lavoro ma anche un simbolo mediatico legato alla figura di Antonio Polese, imprenditore che ha contribuito a rendere celebre il modello delle grandi cerimonie napoletane. A dicembre 2026 ricorreranno dieci anni dalla sua scomparsa.

Con lo stop definitivo delle attività, si chiude una delle esperienze più note e discusse del settore wedding in Campania. La struttura lascia un’eredità complessa, tra successo mediatico, impatto economico e una lunga vicenda giudiziaria che ne ha segnato il destino.

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