Procura della Repubblica
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli

10 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Banda del buco, maxi blitz tra Caserta e Napoli: arresti e perquisizioni per i presunti autori delle rapine ai danni di banche e poste

Oltre cento agenti impegnati nell’operazione coordinata dalla Procura di Napoli Nord contro un gruppo accusato di aver assaltato banche e uffici postali attraverso cunicoli sotterranei

Le prime luci dell’alba hanno fatto da sfondo a un’imponente operazione della polizia di Stato tra le province di Caserta e Napoli. Oltre cento agenti sono entrati in azione per eseguire arresti e perquisizioni nei confronti di presunti appartenenti alla cosiddetta “banda del buco”, un’organizzazione ritenuta responsabile di numerose rapine ai danni di istituti bancari e uffici postali attraverso una tecnica tanto complessa quanto insidiosa: l’accesso ai locali da rapinare tramite cunicoli scavati nel sottosuolo. L’operazione, ancora in corso nelle prime ore della giornata, rappresenta il risultato di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta. Gli accertamenti avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire la struttura e le modalità operative di un gruppo criminale specializzato in incursioni pianificate nei minimi dettagli.

L’operazione della polizia tra Caserta e Napoli

Il blitz è scattato nelle prime ore del mattino con l’impiego di un ingente dispositivo di uomini e mezzi. Le attività si stanno concentrando in diversi comuni delle province di Caserta e Napoli, dove gli agenti stanno eseguendo misure cautelari e perquisizioni delegate dall’autorità giudiziaria.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli indagati sarebbero coinvolti in una serie di rapine commesse negli ultimi anni ai danni di agenzie bancarie e uffici postali presenti sul territorio campano. Gli investigatori avrebbero raccolto elementi ritenuti utili a delineare il ruolo dei singoli componenti all’interno dell’organizzazione e a ricostruire le fasi preparatorie e operative dei colpi. L’intervento odierno rappresenta uno dei più significativi sviluppi investigativi degli ultimi mesi nel contrasto ai reati predatori compiuti attraverso tecniche particolarmente sofisticate.

Auto della polizia
Auto della polizia – Immagine di repertorio

La tecnica dei cunicoli sotterranei

La cosiddetta “banda del buco” deve il proprio nome alla metodologia utilizzata per raggiungere gli obiettivi da colpire. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, il gruppo avrebbe realizzato scavi abusivi e cunicoli sotterranei in grado di collegare aree esterne o locali adiacenti agli edifici presi di mira.

Una volta completato il percorso sotterraneo, i componenti dell’organizzazione sarebbero riusciti a raggiungere il sottosuolo delle strutture individuate e a forarne i pavimenti per introdursi all’interno senza destare sospetti. Una tecnica che richiede tempo, pianificazione e una conoscenza approfondita degli immobili e delle reti sotterranee. Proprio la complessità di queste operazioni avrebbe reso particolarmente impegnativa l’attività investigativa, finalizzata a monitorare gli spostamenti e le azioni dei soggetti coinvolti e a raccogliere elementi utili per contestare le ipotesi di reato.

Le ipotesi investigative e il lavoro della Squadra Mobile

L’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord avrebbe consentito di acquisire elementi a carico di una presunta associazione per delinquere strutturata e organizzata. Gli investigatori ritengono che il gruppo fosse in grado di pianificare e realizzare le incursioni attraverso una precisa divisione dei compiti e una preparazione tecnica accurata.

Le attività sono state delegate alla Squadra Mobile della Questura di Caserta, che ha seguito gli sviluppi dell’indagine raccogliendo informazioni, riscontri investigativi e ulteriori elementi confluiti nel procedimento. Le perquisizioni eseguite nelle ultime ore potrebbero inoltre consentire il recupero di materiale ritenuto utile alle indagini, tra cui strumenti impiegati per gli scavi, documentazione e altri elementi che saranno sottoposti agli accertamenti degli investigatori.

Indagini ancora in corso

L’operazione odierna rappresenta una fase importante dell’inchiesta, ma gli accertamenti proseguono per definire nel dettaglio le responsabilità dei singoli soggetti coinvolti e verificare eventuali collegamenti con altri episodi avvenuti sul territorio. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori dettagli da parte degli inquirenti sulle misure eseguite e sui risultati dell’operazione. La Procura e la Polizia di Stato proseguono infatti le attività investigative per ricostruire l’intera rete di contatti e le eventuali ulteriori azioni riconducibili al gruppo finito sotto la lente degli investigatori.

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