Pimonte, Palummo interviene dopo le tensioni in Consiglio comunale nate durante la discussione sulla riduzione delle sanzioni paesaggistiche: «La maggioranza ha il diritto di governare, le opposizioni hanno il dovere di controllare»
Dopo la seduta ad alta tensione del Consiglio comunale di Pimonte, arriva la replica del consigliere di opposizione Antonio Palummo. Al centro della vicenda resta la discussione sulla riduzione delle sanzioni paesaggistiche legate ai condoni edilizi. Un tema che ha acceso il confronto tra maggioranza e minoranza fino al duro scontro verbale avvenuto in aula. Palummo, in una lettera inviata alla nostra Direttrice, interviene per chiarire la propria posizione, esprimere solidarietà umana al presidente del Consiglio comunale Pasquale Somma e, soprattutto, precisare un punto: «Non sono stato espulso dall’aula».
La replica di Palummo dopo la seduta infuocata
La vicenda continua a far discutere a Pimonte, dove il confronto politico si è acceso durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. La discussione riguardava il ricalcolo dell’indennità risarcitoria per danno ambientale, connessa alla riduzione delle sanzioni paesaggistiche per i condoni edilizi.
Un tema tecnico, ma politicamente molto sensibile, che ha provocato un duro confronto tra i banchi della maggioranza e quelli dell’opposizione. Dopo la diffusione delle immagini della seduta e i commenti apparsi sui social, Antonio Palummo ha scelto di intervenire.
«Nei giorni scorsi, si è verificato nell’aula consiliare un episodio che ha suscitato molte reazioni e commenti, finiti sulle pagine dei giornali e in pasto ai social», scrive il consigliere.

La solidarietà umana al presidente Pasquale Somma
Nella prima parte del suo intervento, Palummo usa parole di comprensione nei confronti del presidente del Consiglio comunale, Pasquale Somma, protagonista del momento più acceso della seduta.
«Sull’accaduto desidero, in primo luogo, esprimere comprensione sul comportamento del Presidente del Consiglio Comunale, l’amico Pasquale Somma che, in un confronto politico acceso e appassionato sul futuro della propria comunità, ha perduto il controllo, lasciandosi andare ad una reazione spropositata, non consona al ruolo istituzionale di arbitro che gli è stato unanimemente affidato!».
«Essere, poi, esposti al giudizio dei social e, quindi, di migliaia di persone che guardano solo un frammento, spesso frettoloso e impietoso, circostanza questa che si è verificata già in passato, non è mai piacevole per nessuno! Pertanto, giunga all’uomo Pasquale la mia solidarietà umana!!».
«Non sono stato espulso dall’aula»
Il passaggio centrale della replica riguarda però la ricostruzione dell’episodio. Palummo contesta di essere stato effettivamente espulso dall’aula e rivendica di essere rimasto fino alla conclusione dei lavori consiliari.
«Ci tengo, al contempo, a precisare che, in ogni caso, io non sono stato espulso dall’aula, non avendo commesso nulla per cui andare incontro a tale sanzione; a tal proposito, il regolamento vigente è chiaro. Infatti, sono rimasto sino alla fine del Consiglio, partecipando a tutte le deliberazioni».
Secondo il consigliere, quanto accaduto rientrerebbe quindi in un confronto politico acceso, ma non tale da giustificare una sanzione formale nei suoi confronti. Palummo sottolinea di aver espresso opinioni divergenti da quelle della maggioranza e annuncia che sui temi al centro della discussione ci sarà modo di tornare.
«Ho semplicemente espresso, con la mia consueta passione, opinioni divergenti da quelle della maggioranza, sulle quali si avrà tempo e modo di approfondire».

Il nodo politico: maggioranza e opposizione
La lettera non si limita alla precisazione personale. Palummo prova infatti a riportare la vicenda dentro una cornice politica più ampia, denunciando quello che considera un problema nel rapporto tra maggioranza e minoranza all’interno dell’aula consiliare.
«Denuncio da tempo il tentativo di governare a colpi di maggioranza, zittendo chi la pensa diversamente. Un modo di intendere il confronto politico che considero profondamente sbagliato e poco rispettoso delle regole che dovrebbero sempre caratterizzare i lavori di un’Aula Consiliare. Credo che quanto accaduto nello scorso Consiglio, in parte, lo dimostri».
«Voglio ricordare che la “politica come arte del confronto” è un concetto cardine della filosofia e della cittadinanza attiva, base di un sistema democratico dove l’atto finale deve essere il risultato di una dialettica onesta e rigorosa tra maggioranza e opposizione».
«Il bene di Pimonte viene prima di ogni altra cosa»
Nella parte finale della lettera, Palummo invita a superare le immagini dello scontro e a riportare il dibattito sui temi che riguardano la comunità pimontese. Un passaggio che prova a chiudere la polemica personale, pur mantenendo aperta la critica politica.
«Ora, però, per il bene di Pimonte, credo che tutti siamo pronti a lasciarci alle spalle quelle immagini, che non fanno bene alla nostra comunità e a guardare avanti».
Il consigliere ribadisce poi la necessità di riconoscere pari dignità istituzionale alle diverse funzioni presenti in Consiglio comunale.
«La maggioranza ha il diritto di governare, le opposizioni hanno il dovere di controllare, proporre e rappresentare una parte della cittadinanza. Sono due funzioni diverse, ma ugualmente importanti, che meritano pari rispetto e che dovrebbero concorrere all’obiettivo comune del raggiungimento dei migliori risultati per la nostra Città».
Infine, l’appello al ritorno a un confronto fermo ma rispettoso. «Mi auguro che quanto accaduto possa diventare occasione di riflessione per tutti noi. Che si torni a discutere con fermezza, ma con rispetto, confrontandosi sui temi, sulle idee e sulle scelte che riguardano Pimonte».
E conclude: «È il modo in cui ho sempre cercato di svolgere il mio ruolo e il modo in cui continuerò a farlo, nel rispetto delle istituzioni e dei cittadini che abbiamo l’onore di rappresentare. Perché il bene di Pimonte viene prima di ogni altra cosa».
Nota della redazione
Nel precedente articolo si era dato conto del momento di tensione avvenuto durante la seduta del Consiglio comunale e dell’allontanamento disposto dal presidente dell’assise. Con la presente replica, il consigliere Antonio Palummo precisa di non essere stato materialmente espulso dall’aula e di essere rimasto fino al termine del Consiglio, partecipando alle deliberazioni.


