L’opera lignea policroma, raffigurante Cristo crocifisso, è stata rintracciata dai carabinieri nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e sarà restituita alla comunità di Pimonte
È stata recuperata dai carabinieri una scultura lignea policroma del XVIII secolo raffigurante Cristo crocifisso, sottratta dalla chiesa di San Michele Arcangelo di Pimonte, in provincia di Napoli. L’opera, alta 92 centimetri, è stata riconosciuta come bene di rilevante interesse storico-artistico dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli. Il recupero è avvenuto nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Essa è stata eseguita dai Carabinieri. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la scultura era originariamente collocata nella chiesa di San Michele Arcangelo. Se ne erano perse le tracce dopo il terremoto del 1980. L’opera, ritenuta di particolare valore devozionale e artistico, verrà ora restituita alla parrocchia di origine. Così sarà possibile la ricollocazione nel luogo di culto.
Le indagini e la ricostruzione del percorso dell’opera
L’attività investigativa è stata avviata nel 2024 a seguito della denuncia di furto di un’altra opera proveniente dalla stessa chiesa. Per esempio, una tela raffigurante l’Ultima Cena scomparsa nel 1985. Da quel momento i carabinieri hanno avviato una serie di accertamenti per ricostruire la dispersione del patrimonio artistico ecclesiastico della zona. Le verifiche hanno consentito di accertare che, dopo il sisma del 1980, l’edificio religioso risultava inagibile e aveva subito episodi di saccheggio e sottrazione di beni. In quel contesto, per evitare ulteriori furti, la scultura lignea era stata inizialmente affidata al parroco dell’epoca. Egli la custodì nella propria abitazione privata.
Successivamente, l’opera passò al suo successore, che la conservò anch’egli in ambito domestico fino al proprio decesso avvenuto nel 2000. I familiari del sacerdote, rintracciati dai Carabinieri, hanno confermato la ricostruzione dei fatti e hanno consegnato spontaneamente la scultura agli investigatori.

Il ruolo della Procura e il recupero dei beni culturali
L’operazione è stata coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e si inserisce nel più ampio quadro delle attività di tutela del patrimonio artistico e religioso del territorio. Le indagini hanno permesso di ricostruire una catena di custodia informale che, nel tempo, aveva allontanato l’opera dalla sua sede originaria. Tuttavia, ciò è avvenuto senza però determinarne la dispersione definitiva.
Il recupero della scultura rappresenta un ulteriore risultato nell’attività di contrasto ai furti di beni culturali. Questo fenomeno, nel territorio vesuviano, ha interessato nel tempo numerose chiese e istituti religiosi.
Le caratteristiche dell’opera e il valore storico-artistico
La scultura raffigura il Christus patiens, iconografia che rappresenta Cristo sofferente con il capo reclinato e i segni evidenti della Passione. L’espressività del volto, la policromia e la resa anatomica sono elementi che hanno consentito agli esperti di datarla al XVIII secolo. L’opera, originariamente collocata sul pulpito della chiesa di San Michele Arcangelo di Pimonte, rappresenta un esempio significativo della scultura lignea devozionale diffusa nel Mezzogiorno d’Italia tra XVII e XVIII secolo. La sua funzione era legata alla liturgia e alla devozione popolare. Aveva un forte impatto visivo durante le celebrazioni religiose.
La restituzione alla comunità di Pimonte
La scultura verrà consegnata nei prossimi giorni alla chiesa di San Michele Arcangelo di Pimonte dai carabinieri, in accordo con la parrocchia guidata da don Antonino Lazzazara. Dopo gli adempimenti formali, l’opera sarà ricollocata nella sua posizione originaria. La restituzione rappresenta la conclusione di un percorso complesso. Ha consentito di riportare alla comunità un bene sottratto al patrimonio religioso locale. Inoltre, l’opera era rimasta per decenni in una condizione di custodia privata.

