Controlli dei carabinieri Forestali e del Noe nell’ambito delle attività di tutela del bacino del Sarno. Contestate violazioni ambientali, scarichi irregolari e gestione illecita dei rifiuti
Nuova offensiva contro l’inquinamento del fiume Sarno. Nella giornata del 5 giugno le forze dell’ordine hanno eseguito tre distinti sequestri tra Striano e Torre Annunziata nell’ambito delle attività di controllo ambientale coordinate sul territorio. Al centro delle verifiche aziende operanti nei settori agroalimentare e nautico. Sono state accusate a vario titolo di irregolarità nella gestione degli scarichi, dei rifiuti e delle autorizzazioni ambientali. Le operazioni sono state condotte dai Carabinieri Forestali e dai militari del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) di Napoli. Queste attività si inseriscono nel più ampio programma di tutela del bacino idrografico del Sarno. Si tratta di uno dei territori più delicati sotto il profilo ambientale dell’intera Campania.
A Striano sequestrata azienda ortofrutticola
Il primo intervento è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Forestale di Roccarainola presso la società Agricola Luisa Srl, attiva nel settore delle lavorazioni ortofrutticole. Durante i controlli i militari hanno accertato la presenza di fanghi derivanti dalle operazioni di lavaggio dei prodotti agricoli, scarti di tessuti vegetali e reflui industriali. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, questi sarebbero stati convogliati direttamente in una caditoia senza alcun trattamento preventivo.
Le verifiche hanno inoltre evidenziato la presunta assenza dei necessari titoli autorizzativi in materia ambientale. Per questo motivo è stato disposto il sequestro preventivo dello scarico ritenuto abusivo, del piazzale industriale, delle attrezzature e dei rifiuti presenti nell’area.

Agriconserve Rega sotto sequestro: contestati scarichi fuori limite e gestione irregolare dei rifiuti
Sempre a Striano un secondo provvedimento ha interessato la Agriconserve Rega, azienda conserviera che occupa oltre sessanta dipendenti. L’azienda si estende su una superficie di circa 30mila metri quadrati, di cui 15mila coperti. Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina ed è stato eseguito dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente di Napoli. Secondo le prime ricostruzioni, nei reflui scaricati nel torrente Corrente (corso d’acqua che confluisce nel Sarno) sarebbero stati registrati superamenti dei valori limite relativi ad alcuni parametri ambientali, tra cui il Cod e l’Escherichia coli. Ulteriori superamenti sarebbero stati rilevati negli scarichi diretti verso un altro corpo idrico superficiale. Questo si trova in un’area protetta ricadente nel Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno.
Gli investigatori hanno inoltre contestato il deposito incontrollato di rifiuti, tra cui terriccio di lavaggio, fanghi prodotti dal trattamento degli effluenti e scarti inutilizzabili derivanti dalla lavorazione industriale. Tali materiali sarebbero stati accumulati in aree non autorizzate. Nel corso degli accertamenti sono emerse anche presunte irregolarità edilizie legate all’ampliamento dell’impianto produttivo.
Torre Annunziata, sequestrato rimessaggio nautico
Il terzo intervento è stato effettuato a Torre Annunziata dal Gruppo Forestale di Napoli attraverso il Nucleo Investigativo di polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale. Nel mirino è finita la Security Global sas, società impegnata nel rimessaggio di imbarcazioni da diporto. L’area interessata dal provvedimento si estende per circa 11mila metri quadrati e ospitava 66 imbarcazioni. Secondo quanto emerso dalle verifiche, l’attività sarebbe stata esercitata senza le necessarie autorizzazioni amministrative e ambientali. I militari hanno quindi proceduto al sequestro dell’intero complesso immobiliare, comprese le strutture destinate agli uffici, i servizi e tutte le imbarcazioni presenti.
Controlli sempre più serrati nel bacino del Sarno
Le operazioni eseguite tra Striano e Torre Annunziata confermano l’intensificazione delle attività di monitoraggio e repressione degli illeciti ambientali lungo il corso del Sarno e nei territori limitrofi. Negli ultimi anni il bacino del fiume è stato oggetto di numerosi interventi da parte delle forze dell’ordine e degli enti preposti alla tutela ambientale. In particolare, si è prestata attenzione agli scarichi industriali, alla gestione dei reflui e allo smaltimento dei rifiuti. I tre sequestri eseguiti nella stessa giornata rappresentano un nuovo tassello nell’azione di contrasto alle condotte che possono compromettere la qualità delle acque e l’equilibrio ambientale di uno dei corsi d’acqua più monitorati del Mezzogiorno.


