Guardia di Finanza
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📍 Benevento

1 Giugno 2026

Martina Sarracino

Benevento, fondi per migranti spesi in beni di lusso e viaggi: indagato anche un ex funzionario della Prefettura

Fondi per l’accoglienza dei migranti finiti in spese di lusso a Benevento: danno da oltre 1,3 milioni di euro, indaga la Finanza.

L’inchiesta della Procura regionale della Corte dei Conti della Campania e della Guardia di Finanza ha acceso i riflettori su una gestione distorta dei fondi pubblici destinati all’assistenza dei migranti a Benevento. Secondo quanto emerso, risorse che avrebbero dovuto garantire accoglienza dignitosa sarebbero state invece utilizzate per acquistare beni di lusso e finanziare spese estranee alle finalità del servizio.

L’indagine e il presunto danno erariale

Al centro dell’indagine c’è un presunto danno erariale quantificato in circa 1 milione e 300 mila euro. Le somme contestate rientrano in un più ampio flusso di oltre 20 milioni di euro erogati tra il 2014 e il 2018 dal Ministero dell’Interno attraverso la Prefettura di Benevento per la gestione dei centri di accoglienza. Secondo gli investigatori, una parte di questi fondi sarebbe stata sottratta alla loro destinazione originaria, generando un sistema di “risparmio” illecito sui servizi essenziali.

boutique del falso Pomigliano

Lusso, viaggi e strutture degradate

Le risorse, destinate a vitto, alloggio e servizi per i richiedenti protezione internazionale, sarebbero state in parte impiegate per l’acquisto di beni di alta moda come Hermès, Chanel e Prada, oltre che per viaggi e soggiorni. Nel frattempo, i controlli nei centri del consorzio “Maleventum” avrebbero evidenziato condizioni ben diverse. Si parla, infatti, di strutture fatiscenti, sovraffollamento, carenze igienico-sanitarie e mancanza degli standard minimi di sicurezza previsti dai capitolati d’appalto.

L’inchiesta ha portato alla notifica di inviti a dedurre nei confronti di otto persone, tra cui ex dipendenti della Prefettura di Benevento e amministratori del consorzio “Maleventum”. Tra i nomi figurano Paolo Di Donato, indicato come amministratore di fatto, e altri rappresentanti legali che si sono succeduti tra il 2014 e il 2018. Contestazioni specifiche riguardano anche alcuni funzionari pubblici accusati di non aver attivato le necessarie procedure di controllo e sanzione delle criticità riscontrate.

Gli “alert” e le presunte irregolarità nei controlli

Particolarmente grave, secondo gli inquirenti, sarebbe il comportamento di un ex funzionario della Prefettura di Benevento addetto alla gestione dei centri di accoglienza. Gli viene, infatti, contestato di aver anticipato l’arrivo delle ispezioni, consentendo così di “ripulire” le strutture prima dei controlli ufficiali. In alcuni casi avrebbe utilizzato frasi in codice per avvisare dell’imminenza delle verifiche. Tra queste emerge un’espressione diventata simbolo dell’indagine: ‘”Passate la cera’” Tale comunicazione avrebbe avuto lo scopo di segnalare la necessità di sistemare rapidamente le condizioni igieniche prima delle visite ispettive.

L’indagine trae origine da un procedimento penale avviato nel 2018 e conclusosi con una sentenza di condanna emessa dal tribunale di Benevento lo scorso aprile. Ora la vicenda si sposta sul piano contabile, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità amministrative e il danno economico arrecato allo Stato. Gli accertamenti proseguono per chiarire l’intera rete di rapporti e responsabilità nella gestione dei fondi.

Una vicenda che solleva una questione centrale: quando le risorse destinate alla tutela dei più fragili vengono distorte, il danno non è solo economico, ma anche umano e sociale. Il sistema di accoglienze perde molta credibilità. A farne le spese, inoltre, sono proprio le persone che avrebbero dovuto essere protette. In questi casi è fondamentale garantire trasparenza, oltre che controlli efficaci. Non si tratta solo di un obbligo amministrativo, ma di una vera e propria responsabilità etica verso l’intera collettività.

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