Un giorno diverso
Un giorno diverso
📍 Napoli

29 Maggio 2026

Paolo Marsico

“Un giorno diverso”, di Domenico De Meo in scena presso Galleria Toledo

Uno spettacolo che indaga e riflette, osserva e prova a trarre conclusioni

Il concetto di teatro, di luogo in cui, banalmente si potrebbe dire, si veicolano messaggi, riflessioni, concerti, luogo in cui l’arte prende forma, vita, si presta a numerose altre interpretazioni, e, in un certo senso modalità d’uso. A Galleria Toledo, in pieno centro a Napoli, per esempio, teatro diventa qualcos’altro. Un nuovo modo di intendere tutta la lavorazione di un progetto.

Cantiere under 35

Il progetto “Cantiere under 35” per l’appunto, propone un nuovo impianto, una nuova idea dello stesso contesto teatrale. Un edificio in lavorazione, una struttura aperta in cui è possibile guardare attraverso ciò che accade, una rassegna, una rappresentazione, oppure qualcosa di molto più complesso e stratificato. In questo caso la rassegna teatrale è viva, pulsante, e raccoglie consensi giorno dopo giorno.

Cantiere
Cantiere

“Cantiere under 35” è curato da Giulia Renzi, con spettacoli, gli incontri, la call e tanto altro a cura, invece, di Silvia Migliozzi. Quattro i progetti selezionati per l’intera manifestazione. La messa in discussione di alcuni principi cardine del teatro contemporaneo, la partecipazione come elemento nuovo, lo scambio di opinioni, la collaborazione, elementi quasi di rottura, in certi contesti.

Lo spettacolo

La rassegna in questione, non si presta alla sola proposta artistica, ma anzi, fa molto di più. Organizza incontri, confronti, scambi di idee, proprio nel momento successivo alla proposta. In quel momento, dunque, il discorso si amplia e da un singolo spettacolo si può arrivare a discutere, serenamente, dello stato attuale delle cose nel mondo del teatro stesso.

Gli eventi proposti finora, hanno visto in scena “L’idiota: circo di voci per attore solo” di e con Valerio Pietrovita, “Maupin” di Isabella Covelli (spettacolo vincitore del 1° premio di produzione Scaramouche 2025 – ICRA Project) e  “I topi. Non li possiamo nemmeno vedere” di Stefano Ghidetti con Eugenia Delbue,. Dal 29 al 31 maggio, invece, chiusura dei lavori con “Un giorno diverso” di Domenico De Meo, sempre a Galleria Toledo a Napoli.

“Un giorno diverso” è una produzione indipendente, con la regia di Domenico Meo, con protagonisti in scena Fracesca Florio e Diego Giangrasso, musiche Martina De Santis, video di Addis Rossi, scene di Ariele Amodio, costumi di Simone Gadi, disegno luci di Javier Delle Monache e grafiche di Aurora Silvestri.

La trama

Un uomo e una donna, nudi, quasi spaesati in un tempo che non li riconosce e in cui loro stessi non trovano immagine di appartenenza. Il segno del tempo che si blocca, della monotonia, la stessa figura di un presente in qualche modo incerto e banale. In scena un sacco, i due sono obbligati a prendere una decisione, guardare cosa c’è dentro.

Vestiti, è pieno di vestiti che indossano e quindi entrano in altre situazioni, condizioni, storie. Il tempo continua a passare e i due si scelgono come una sorta di antidoto alla sofferenza, una presenza che può alleviare i dolori e lo smarrimento di una esistenza altrimenti svuotata da ogni significato. Una terza figura soffre per la loro unione e la fa finita. A quel punto i due vivono la sofferenza, cercano di uscire da quella nuova condizione e di liberarsi, in qualche modo.

In questo spettacolo, sotto un tema ben specifico, nascono riflessioni e ragionamenti di varia natura. Gli interrogativi sono molti, le risposte, certo, non sono previste per ognuno di essi. La messa in scena ha un fine, specifico, raccontare certi aspetti, forse addirittura sdoganarli, nel tentativo che non contribuiscano a dar vita a nuove solitudini.

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