Dominique Pellecchia eletta sindaca di Melito di Napoli con il 70,29% dei voti: è la prima donna alla guida del Comune. Dopo la gestione commissariale, la nuova amministrazione parte con 18 seggi di maggioranza e una responsabilità politica enorme.
Dominique Pellecchia è la nuova sindaca di Melito di Napoli. La candidata sostenuta dal campo largo di centrosinistra ha vinto le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 al primo turno, ottenendo 11.496 voti, pari al 70,29%, quando lo scrutinio è stato completato in tutte le 38 sezioni cittadine. Un risultato netto, che consegna alla nuova amministrazione una maggioranza ampia in Consiglio comunale e chiude subito la competizione senza passare dal ballottaggio. I dati sono quelli pubblicati dal portale Eligendo del Ministero dell’Interno, riferimento ufficiale per i risultati elettorali.
Il voto di Melito ha però un significato che va oltre la semplice alternanza amministrativa. Pellecchia è, per quanto risulta dalla storia politica recente del Comune, la prima donna eletta alla guida della città. Un passaggio simbolico importante, soprattutto in un territorio che arriva alle urne dopo una lunga stagione di instabilità, scioglimenti, commissariamenti e crisi del rapporto tra cittadini e istituzioni.
Alle spalle della neoeletta si sono fermati Giuseppe Chiantese, candidato civico, con 2.915 voti e il 17,82%, e Giovanni Barretta, candidato del centrodestra, con 1.945 voti e l’11,89%. L’affluenza si è attestata al 56,76%, in calo rispetto alla precedente tornata amministrativa, quando aveva raggiunto il 63,98%. È un dato da non sottovalutare: Melito ha scelto con chiarezza la nuova sindaca, ma una parte consistente dell’elettorato è rimasta lontana dalle urne.
Una vittoria netta, ma dentro una città da ricostruire
Il 70,29% ottenuto da Dominique Pellecchia è una vittoria molto ampia. Non c’è stata una partita realmente aperta fino alla fine: il campo largo ha costruito una coalizione capace di raccogliere consenso trasversale, superando sia la proposta civica di Chiantese sia il centrodestra guidato da Barretta.
La coalizione vincente tiene insieme Partito Democratico, A Testa Alta, Movimento 5 Stelle, Free Melito, Con Melito, Nuovo Cdu Cristiani Democratici Uniti, Un Patto per Melito e Per le Persone e la Comunità. Una composizione ampia, politica e civica insieme, che ha consentito a Pellecchia di presentarsi come punto di sintesi di una fase nuova.
Il dato più forte è proprio questo: Melito non ha scelto soltanto una candidata, ma ha consegnato a quella candidata una delega molto larga. Dopo gli anni della gestione straordinaria, la città ha dato un mandato pieno a una donna che ora dovrà misurarsi con il compito più difficile: trasformare il consenso in ricostruzione amministrativa.

La prima sindaca di Melito: un dato simbolico che pesa
L’elezione di Dominique Pellecchia assume un valore particolare perché porta per la prima volta una donna alla guida del Comune. In una città segnata da una storia amministrativa complessa e da una tradizione politica fortemente maschile, la fascia tricolore affidata a una sindaca rappresenta un passaggio non solo istituzionale, ma anche culturale.
Questo non significa che il mandato possa essere letto soltanto attraverso il genere. Sarebbe riduttivo. Il punto politico è più ampio: Melito sceglie una leadership femminile nel momento in cui deve ricostruire fiducia, credibilità e presenza pubblica. La responsabilità di Pellecchia non sarà soltanto amministrare, ma dimostrare che una nuova fase è davvero possibile.
Il voto consegna quindi una doppia immagine: da un lato una città che sceglie con decisione, dall’altro una città che chiede di essere ricucita dopo anni difficili. Il fatto che questa ripartenza passi da una sindaca rende il risultato ancora più significativo.
Il dopo-commissariamento come primo banco di prova
La nuova amministrazione nasce dopo una fase estremamente delicata. Il Comune di Melito di Napoli è stato affidato a una commissione straordinaria nominata con decreto del Presidente della Repubblica del 12 marzo 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La gestione dell’ente era stata assegnata per diciotto mesi a una commissione composta da Francesco Antonio Cappetta, Daniela Rossi e Fiorentino Boniello.
Nel provvedimento venivano richiamate forme di ingerenza della criminalità organizzata, il pregiudizio al buon andamento dell’amministrazione e la necessità di un intervento dello Stato per il risanamento dell’ente. La relazione allegata al decreto ricostruiva anche lo scioglimento precedente del Consiglio comunale, avvenuto dopo le dimissioni di quattordici consiglieri su ventiquattro.
È dentro questo contesto che va letto il risultato elettorale. Melito non riparte da una situazione ordinaria. Riparte da una ferita istituzionale profonda. Per questo la vittoria di Pellecchia non può essere raccontata solo come un successo di coalizione: è anche l’avvio di una fase in cui la politica dovrà dimostrare di saper restituire normalità, legalità amministrativa e fiducia.
Il peso delle liste: Pd primo partito, coalizione molto distribuita
Nel campo della nuova sindaca, il Partito Democratico si conferma la prima lista della coalizione con 2.402 voti, pari al 15,19%, e 4 seggi. Subito dietro si colloca A Testa Alta, con 1.596 voti, il 10,09% e 3 seggi.
Il Movimento 5 Stelle ottiene 1.364 voti, pari all’8,63%, e conquista 2 seggi. Free Melito raccoglie 1.302 voti, l’8,24% e 2 seggi. Con Melito arriva a 1.288 voti, pari all’8,15%, con 2 seggi. Nuovo Cdu Cristiani Democratici Uniti ottiene 1.274 voti, l’8,06% e 2 seggi. Un Patto per Melito raggiunge 1.174 voti, pari al 7,43%, e conquista 2 seggi. Per le Persone e la Comunità chiude con 927 voti, il 5,86%, e 1 seggio.
Il dato racconta una maggioranza larga ma non monolitica. Nessuna lista, da sola, domina completamente il campo. La coalizione è distribuita tra più componenti e proprio questa articolazione sarà uno dei primi temi politici del nuovo mandato. Pellecchia avrà numeri solidi, ma dovrà tenere insieme sensibilità, appartenenze e aspettative diverse.
Gli eletti nel nuovo Consiglio comunale di Melito
Secondo l’elenco degli eletti pubblicato dal Ministero dell’Interno sul portale Eligendo, il nuovo Consiglio comunale di Melito sarà composto da 18 consiglieri di maggioranza e 6 di opposizione.
Per il Partito Democratico risultano eletti Raffaele Caiazza detto Lello, Graziella Chiariello detta Grazia, Angela Guarino ed Enrico Maisto.
Per A Testa Alta entrano in Consiglio Vincenzo Costa, Luisa D’Ambrosio detta Lisa e Cesare Pisani.
Per il Movimento 5 Stelle risultano eletti Salvatore Perelli e Anna Puzone.
Per Free Melito entrano Antonio Pecoraro e Valentina Rella detta Vale.
Per Con Melito risultano eletti Elisabetta Auricchio e Angelo Chianese.
Per Nuovo Cdu Cristiani Democratici Uniti entrano Pietro Ceccarelli e Angela Esperimento detta Gison.
Per Un Patto per Melito risultano eletti Stefano Pellecchia e Amalia Simeone.
Completa la maggioranza Alessandro Guarino per Per le Persone e la Comunità.
Tra i banchi dell’opposizione entrano Giuseppe Chiantese e Giovanni Barretta come candidati sindaco non eletti. Con Chiantese risultano eletti Paolo Chiantese per Ora Melito Chiantese Sindaco, Nunzio Marrone per Presente con Melito e Filomena Verde detta Mena per Più Melito. Con Barretta entra Stefano D’Alterio detto Caf per Forza Italia-PPE.
Le opposizioni: Chiantese e Barretta chiamati al controllo
Il risultato elettorale consegna alle opposizioni uno spazio numericamente ridotto, ma politicamente non irrilevante. Giuseppe Chiantese arriva secondo con il 17,82% e porta in Consiglio una rappresentanza civica composta da più liste. Giovanni Barretta, con l’11,89%, rappresenterà invece il centrodestra insieme al consigliere eletto nella lista di Forza Italia-PPE.
In un Consiglio dominato dalla maggioranza di Pellecchia, il ruolo della minoranza sarà soprattutto quello del controllo, della trasparenza e della vigilanza sull’azione amministrativa. Dopo una fase commissariale e dopo provvedimenti così pesanti sulla storia dell’ente, il confronto consiliare dovrà essere serio, rigoroso e orientato all’interesse pubblico.
Melito non può permettersi una dialettica sterile. La città ha bisogno di una maggioranza che governi e di un’opposizione che controlli, segnali criticità e contribuisca a tenere alta l’attenzione sulla qualità dell’amministrazione.
Una città che ha votato, ma con un’astensione da non ignorare
Il successo di Dominique Pellecchia è netto, ma il dato dell’affluenza merita una riflessione. Il 56,76% dei votanti indica una partecipazione significativa, ma inferiore a quella registrata nella precedente tornata. In una città uscita da anni difficili, la distanza di una parte dell’elettorato dalle urne diventa un tema politico centrale.
La nuova sindaca dovrà parlare non solo a chi l’ha votata, ma anche a chi ha scelto altri candidati e a chi non ha partecipato. La ricostruzione della fiducia istituzionale passa anche da qui: dalla capacità di far percepire il Comune come un luogo utile, accessibile, presente e credibile.
Il primo mandato femminile nella storia di Melito, se saprà diventare governo concreto, potrà rappresentare un segnale di discontinuità reale. Ma la discontinuità non si misura soltanto nei nomi o nei simboli. Si misura nei comportamenti, nelle scelte, nella trasparenza degli atti e nella capacità di rispondere ai bisogni quotidiani.
Le priorità: legalità amministrativa, servizi e fiducia
Il nuovo mandato parte da alcune priorità inevitabili. La prima è la legalità amministrativa. Dopo il commissariamento, Melito deve dimostrare di aver chiuso una fase e di poter aprire un ciclo istituzionale fondato su regole chiare, controlli, trasparenza e responsabilità.
La seconda priorità riguarda i servizi. Una città che ha vissuto lunghi periodi di instabilità amministrativa ha bisogno di risposte concrete su manutenzione urbana, scuole, politiche sociali, viabilità, ambiente, spazi pubblici, uffici comunali e rapporto quotidiano tra cittadini e Municipio.
La terza priorità è la fiducia. Non basta amministrare: bisogna ricostruire un patto tra Comune e comunità. Pellecchia parte da una maggioranza ampia, ma il compito vero sarà usare quella forza per rimettere in moto l’ente, ridurre la distanza con i cittadini e restituire alla politica locale una funzione riconoscibile.
Una vittoria larga che diventa responsabilità
Dominique Pellecchia arriva alla guida di Melito con un risultato molto forte. Il 70,29% le consegna una legittimazione ampia e una maggioranza solida. Ma proprio la dimensione della vittoria rende più alta la responsabilità.
Essere la prima sindaca di Melito significa entrare nella storia politica della città. Governare Melito dopo il commissariamento significa però affrontare una prova molto più complessa della normale amministrazione. La nuova sindaca dovrà dimostrare che il voto del 24 e 25 maggio non è stato soltanto una scelta elettorale, ma l’inizio di una ricostruzione.
La città ha dato una risposta chiara. Ora attende i fatti: una giunta credibile, un metodo amministrativo trasparente, una gestione rigorosa dell’ente e una presenza costante nei quartieri. Melito ha scelto una donna per aprire una fase nuova. Da oggi, la sfida sarà trasformare quel simbolo in governo.


