Michele Carbone eletto sindaco di San Giorgio a Cremano con 20.382 voti e l’87,67%: una vittoria larghissima che consegna alla coalizione di centrosinistra 23 seggi su 24. In Consiglio entra solo Patrizia Nola per l’opposizione.
Michele Carbone è il nuovo sindaco di San Giorgio a Cremano. Il candidato del centrosinistra ha conquistato la fascia tricolore al primo turno con un risultato larghissimo: 20.382 voti, pari all’87,67%, quando lo scrutinio è stato completato in tutte le 54 sezioni cittadine. Un dato che non lascia spazio a letture ambigue e che consegna alla città un’amministrazione sostenuta da una maggioranza quasi totale in Consiglio comunale. L’affluenza si è attestata al 64,18%, secondo i dati diffusi dalle piattaforme elettorali del Ministero dell’Interno.
Il voto sangiorgese assume un significato politico molto netto. Carbone, sostenuto da una coalizione ampia composta da Partito Democratico, Progetto San Giorgio, Ora, A Testa Alta, Civici e Progressisti, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra-Cento Passi, Per le Persone e la Comunità, Quartiere Mio e Avanti-PSI, ha raccolto un consenso superiore perfino alle aspettative della vigilia.
Un risultato quasi plebiscitario
Il dato più evidente è la distanza dagli altri candidati. Patrizia Nola, sostenuta dal Movimento 5 Stelle, si ferma al 5,92% con 1.376 voti. Roberto Galdieri, candidato civico con Futuro per San Giorgio, ottiene il 2,4% con 558 voti. Maurizio Bruno, sostenuto da Fratelli d’Italia, raggiunge l’1,48% con 345 voti. Patrizia Tramontano Guerritore, candidata civica con Direzione Futuro, si ferma all’1,46% con 340 voti, mentre Salvatore Maddaloni ottiene l’1,07% con 248 voti.
La fotografia politica è chiara: il centrosinistra non solo vince, ma domina la competizione. La coalizione di Carbone ottiene 23 seggi su 24, lasciando all’opposizione un solo posto in Consiglio comunale, occupato dalla candidata sindaco Patrizia Nola.
È una maggioranza amplissima, che garantisce stabilità amministrativa ma porta con sé anche una responsabilità politica altrettanto grande. Quando il consenso assume proporzioni così nette, infatti, il rischio non è la fragilità numerica, ma la capacità di trasformare la forza elettorale in ascolto, governo quotidiano e rappresentanza effettiva di tutta la città.

Il peso delle liste: il Partito Democratico primo motore della vittoria
Dentro la coalizione vincente, il Partito Democratico si conferma il principale motore della vittoria. La lista dem ottiene 6.902 voti, pari al 30,26%, e conquista 9 seggi in Consiglio comunale. È il risultato più forte dell’intera competizione e certifica il ruolo centrale del Pd nel nuovo assetto amministrativo sangiorgese.
Alle spalle del Partito Democratico si colloca Progetto San Giorgio, con 3.165 voti, il 13,88% e 4 seggi. La lista Ora raggiunge il 9,33% con 2.128 voti e ottiene 2 seggi. A Testa Alta arriva al 7,83% con 1.787 voti e 2 seggi, mentre Civici e Progressisti conquista il 7,04% con 1.606 voti e altri 2 seggi.
Casa Riformista ottiene il 6,30% e 1 seggio, Alleanza Verdi e Sinistra-Cento Passi il 5,81% e 1 seggio, Per le Persone e la Comunità il 4,04% e 1 seggio, Quartiere Mio il 3,95% e 1 seggio. Avanti-PSI, pur presente nella coalizione, si ferma all’1,57% e non ottiene seggi secondo la ripartizione pubblicata.
Gli eletti nel nuovo Consiglio comunale
Secondo l’elenco degli eletti pubblicato dal Ministero dell’Interno e consultabile sul portale Eligendo, il nuovo Consiglio comunale di San Giorgio a Cremano sarà composto quasi interamente da consiglieri della coalizione a sostegno di Michele Carbone.
Per il Partito Democratico risultano eletti Mario Baggiò, Luigi Cozzolino, Cira Cozzuto, Pietro De Martino, Ciro Di Giacomo, Gilda Facciolla, Raffaella Iuliano, Nunzia Masi e Ciro Russo.
Per Progetto San Giorgio entrano in Consiglio Antonio Esposito, Maurizio Nasto, Carmela Punzo e Maria Tarallo.
Per la lista Ora risultano eletti Marco De Vito e Chiara Punzo. Per A Testa Alta entrano Carlo Lembo e Ginevra Palmentieri. Per Civici e Progressisti risultano eletti Giuseppe Borrelli e Mariacristina Romano.
Completano la maggioranza Antonio Emozione per Casa Riformista, Alessandro Cilento per Alleanza Verdi e Sinistra-Cento Passi, Giovanni Caiazzo per Per le Persone e la Comunità e Giuseppe Farina detto Peppe per Quartiere Mio.
L’unico seggio di opposizione va a Patrizia Nola, candidata sindaco sostenuta dal Movimento 5 Stelle. Restano fuori dal Consiglio, secondo la ripartizione disponibile, gli altri candidati sindaco: Roberto Galdieri, Maurizio Bruno, Patrizia Tramontano Guerritore e Salvatore Maddaloni.

Le prime parole di Carbone: “Da oggi ho una missione”
Dopo la vittoria, Michele Carbone ha affidato ai social un primo messaggio di ringraziamento alla città. Poche righe, ma politicamente molto significative, perché legano il trionfo elettorale non solo alla soddisfazione personale, ma soprattutto al peso della responsabilità.
“Semplicemente grazie. L’88% è un risultato che ha superato ogni più rosea aspettativa e questo mi onora e mi carica di una forte responsabilità che sento forte sulle spalle”, ha scritto Carbone.
Il nuovo sindaco ha poi indicato il cuore del mandato che si apre: “Da oggi ho una missione: quella di non tradire la fiducia di oltre 20 mila cittadine e cittadini che hanno messo una croce sul mio nome”.
È un passaggio che restituisce il tono della nuova fase: entusiasmo per la vittoria, ma anche consapevolezza del compito amministrativo. Carbone sa di partire da un consenso molto ampio, ma proprio per questo il margine di errore politico si riduce. Una città che consegna quasi tutto il Consiglio comunale alla stessa coalizione chiede continuità, risultati e capacità di governo.
Il rapporto con Giorgio Zinno e la continuità amministrativa
Nel messaggio pubblicato dopo l’elezione, Carbone ha rivolto anche un ringraziamento esplicito a Giorgio Zinno, definito “amico fraterno e guida autorevole” per il territorio e per la Regione Campania. Il riferimento è politicamente centrale, perché la vittoria di Carbone si inserisce nel solco dell’esperienza amministrativa precedente e ne raccoglie l’eredità.
San Giorgio a Cremano, infatti, non sceglie un cambio di campo, ma conferma in modo ancora più netto l’area politica che ha guidato la città negli ultimi anni. Già nel 2020 Giorgio Zinno era stato rieletto sindaco con il 65,8% dei voti, sostenuto da una coalizione ampia di centrosinistra e civiche. Il risultato del 2026, con Carbone all’87,67%, amplia ulteriormente quel consenso e lo trasforma in un mandato quasi totalizzante.
Questo dato apre una doppia lettura. Da un lato c’è la continuità amministrativa premiata dagli elettori. Dall’altro c’è la necessità, per la nuova amministrazione, di dimostrare che la continuità non sarà semplice conservazione dell’esistente, ma capacità di rilanciare la città su servizi, spazi pubblici, manutenzione, cultura, politiche sociali e qualità della vita.
Una coalizione larga, una responsabilità ancora più ampia
La coalizione di Carbone tiene insieme partiti, liste civiche e sensibilità diverse. Il risultato elettorale dimostra che questa architettura politica ha funzionato in campagna elettorale, ma la fase amministrativa richiederà equilibrio. Una maggioranza così ampia può essere una forza se riesce a muoversi come una squadra; può diventare più complessa se le diverse componenti iniziano a pesare sugli equilibri interni.
Carbone lo ha riconosciuto nel suo primo messaggio, ringraziando “tutti i candidati al Consiglio comunale” della coalizione per l’impegno “generoso, costante e appassionato” e facendo i complimenti ai neoeletti. “Saremo una squadra che farà crescere sempre più la nostra città”, ha scritto.
La parola “squadra” sarà probabilmente una delle chiavi del nuovo mandato. Perché il sindaco parte da una maggioranza numericamente fortissima, ma dovrà costruire un metodo di governo capace di valorizzare tutte le componenti senza disperdere la direzione politica.
L’opposizione ridotta a un solo seggio
Il dato forse più particolare di questa tornata è la composizione dell’opposizione. In Consiglio comunale entra soltanto Patrizia Nola, candidata del Movimento 5 Stelle, che con il 5,92% dei voti conquista l’unico seggio non riconducibile alla coalizione di Michele Carbone.
Sarà quindi un’opposizione numericamente molto debole, ma non per questo irrilevante. In un Consiglio così sbilanciato, il ruolo della minoranza potrà essere soprattutto quello del controllo politico e amministrativo, della richiesta di trasparenza e della rappresentanza di quella parte di elettorato che non ha scelto il progetto del nuovo sindaco.
L’assenza di altri candidati sindaco dai banchi consiliari segnala invece la difficoltà delle proposte alternative, che non sono riuscite a superare la soglia necessaria per incidere nella nuova assemblea cittadina.
San Giorgio a Cremano sceglie stabilità e continuità
Il voto del 24 e 25 maggio consegna a San Giorgio a Cremano una direzione molto precisa. Gli elettori hanno scelto stabilità, continuità e una guida politica fortemente radicata nella coalizione uscente. Michele Carbone eredita un patrimonio di consenso importante, ma anche un’aspettativa altissima.
Le sue prime parole indicano una consapevolezza: “Ora è il momento dei festeggiamenti. Poi inizia la parte più difficile: essere all’altezza della fiducia che in oltre 20mila avete riposto in me”.
È proprio da qui che comincia il nuovo mandato. Non dalla forza dei numeri, che pure sono imponenti, ma dalla capacità di trasformare quel consenso in scelte amministrative riconoscibili. San Giorgio a Cremano ha dato a Carbone una vittoria senza precedenti recenti per dimensione. Ora la sfida sarà dimostrare che un risultato così largo può diventare non solo potere politico, ma governo concreto della città.


