Antonietta Garzia eletta sindaca di Ercolano con il 68,63% dei voti: il centrosinistra conquista la città al primo turno. Affluenza in calo, maggioranza ampia e prime parole dedicate alla ricucitura della comunità.
Antonietta Garzia è la nuova sindaca di Ercolano. La candidata del centrosinistra ha vinto al primo turno le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, ottenendo 17.977 voti, pari al 68,63%, quando lo scrutinio è stato completato in tutte le 47 sezioni cittadine. Un risultato netto, superiore alla soglia necessaria per evitare il ballottaggio, che consegna alla nuova amministrazione una maggioranza ampia e un mandato politico chiaro. I dati ufficiali rilanciati dalle piattaforme elettorali nazionali indicano anche un’affluenza al 63,01%, in calo rispetto al 68,23% della precedente tornata amministrativa.
Una vittoria netta nel segno della continuità, ma con una leadership nuova
Il voto di Ercolano consegna alla città una nuova fase amministrativa, ma non una frattura politica rispetto al percorso degli ultimi anni. Garzia raccoglie infatti l’eredità dell’area di centrosinistra che ha governato la città con Ciro Buonajuto, oggi consigliere regionale, e lo fa alla guida di una coalizione larga, costruita intorno al Partito Democratico e al Movimento 5 Stelle, con il contributo di Casa Riformista, Avanti-PSI-Nuovo Cdu, Progetto Civico Italia per Ercolano, Per le Persone e la Comunità, Si Riparte da Herculaneum e Alleanza Verdi e Sinistra.
La portata del risultato è politica prima ancora che numerica. Garzia non si limita a vincere: supera di quasi cinquanta punti il principale sfidante, Pietro Sabbarese, fermo al 19,63% con 5.142 voti. Molto più indietro i tre candidati dell’area di centrodestra: Luigi Fiengo al 4,96%, Luciano Schifone al 4,59% e Nicola Abete al 2,20%.
Il dato conferma due elementi: da un lato la forza del campo largo quando riesce a presentarsi unito, dall’altro la difficoltà del centrodestra ercolanese, arrivato al voto diviso in più candidature e incapace di trasformare il consenso potenziale in una proposta competitiva.

Il peso delle liste: il Pd primo partito, Casa Riformista sopra il 15%
Dentro la coalizione vincente, il Partito Democratico si conferma il perno principale. La lista dem ottiene 7.890 voti, pari al 30,79%, e conquista 9 seggi in Consiglio comunale. È il risultato più consistente dell’intera competizione e certifica la centralità del Pd nel nuovo equilibrio amministrativo cittadino.
Alle spalle del Pd si colloca Casa Riformista, che con 3.849 voti e il 15,02% ottiene 4 seggi. Un risultato politicamente rilevante, perché conferma il peso dell’area riformista legata alla precedente esperienza amministrativa e destinata ad avere un ruolo importante nella costruzione della nuova giunta e negli equilibri del Consiglio.
Buono anche il dato di Avanti-PSI-Nuovo Cdu, che raggiunge l’8,91% e ottiene 2 seggi, così come Progetto Civico Italia per Ercolano, all’8,16% con altri 2 seggi. Completano il quadro della maggioranza Per le Persone e la Comunità, con il 4,79% e 1 seggio, il Movimento 5 Stelle, con il 4,38% e 1 seggio, e Si Riparte da Herculaneum, con il 3,47% e 1 seggio. Alleanza Verdi e Sinistra, pur sostenendo Garzia, si ferma al 2,90% e non conquista seggi secondo la ripartizione riportata dai dati disponibili.
La composizione del nuovo Consiglio comunale
Il nuovo Consiglio comunale di Ercolano prende forma con una maggioranza molto ampia a sostegno della sindaca Antonietta Garzia e con tre candidati sindaco eletti tra i banchi dell’opposizione. L’elenco degli eletti pubblicato dal Ministero dell’Interno conferma il peso determinante della coalizione di centrosinistra, che porta in aula consiglieri del Partito Democratico, Casa Riformista, Avanti-PSI-Nuovo Cdu, Progetto Civico Italia per Ercolano, Movimento 5 Stelle, Per le Persone e la Comunità, Si Riparte da Herculaneum ed Ercolano in Azione.
Secondo l’elenco pubblicato dal Ministero dell’Interno nella sezione dedicata agli eletti, il nuovo Consiglio comunale di Ercolano risulta composto nel seguente modo.
Per il Partito Democratico risultano eletti Marco Cozzolino, Anna Giuliano, Naomi Iodice, Giuseppina Liberti detta Pina, Gennaro Oliviero detto Maurizio, Assunta Riccio detta Assia, Carmelina Saulino detta Carmela, Nunzia Scognamiglio detta Nancy e Pasquale Vitiello detto Lino.
Invece per Casa Riformista entrano in Consiglio Mariarca Cascone detta Mariarca, Andrea Formicola detto Andrea, Maria Grazia Prillo e Luigi Simeone.
Per Avanti-PSI – Nuovo Cdu Cristiani Democratici Uniti risultano eletti Rossella D’Agostino detta Rossella e Aniello Iacomino detto Nello. Per Progetto Civico Italia per Ercolano entrano Elisa Spina e Simone Tarallo.
Completano la rappresentanza della maggioranza Domenico De Vito detto Mimmo per Per le Persone e la Comunità, Giuseppe Nocerino detto Peppe per il Movimento 5 Stelle, Raffaele Petruolo per Si Riparte da Herculaneum.
Tra i banchi dell’opposizione entrano invece i candidati sindaco Pietro Sabbarese, Luigi Fiengo e Luciano Schifone e Ciro Santoro, candidato nella lista Ercolano in Azione. Si tratta di una minoranza numericamente contenuta, chiamata però a rappresentare una parte della città che non si è riconosciuta nella proposta della nuova sindaca.
Il dato politico è evidente: Garzia potrà contare su una maggioranza larga e articolata, ma proprio l’ampiezza della coalizione renderà centrale la capacità di tenere insieme anime diverse, interessi territoriali, sensibilità civiche e appartenenze politiche. Il voto consegna alla nuova sindaca una forza amministrativa importante, ma anche una responsabilità proporzionata alla dimensione del consenso ottenuto.

Le prime parole di Garzia: “Sarò la sindaca di tutti”
Il primo discorso di Antonietta Garzia dopo la vittoria ha insistito su un concetto preciso: ricucire Ercolano. Davanti ai sostenitori, la neoeletta ha rivendicato il carattere collettivo del risultato e ha scelto di aprire il suo intervento non soltanto con un ringraziamento alla coalizione, ma anche con un messaggio rivolto a chi non l’ha votata, a chi ha scelto altri candidati e a chi non si è recato alle urne.
“Voglio dire, prima ancora di ringraziare voi che con me stasera state festeggiando, io ringrazio prima di tutto chi non mi ha votato, chi non è venuto alle urne e chi ha votato altro. E dico che sarò la sindaca di tutti”, ha detto Garzia.
È un passaggio politico rilevante, perché arriva in una città in cui la vittoria è stata larghissima ma la partecipazione è scesa rispetto a cinque anni fa. Garzia ha riconosciuto apertamente questo dato, definendolo un segnale da non sottovalutare. “Oggi abbiamo registrato un dato che è certo, un’affluenza più bassa rispetto a cinque anni fa. È un dato che non possiamo sottovalutare”, ha dichiarato.
La nuova sindaca ha poi collegato il tema dell’astensione alla necessità di ricostruire un rapporto utile e credibile tra cittadini e istituzioni. “La politica con noi ritornerà ad essere percepita come utile, perché solo quando la politica viene percepita come utile i cittadini ci vengono a votare”, ha aggiunto.
“Ricucire la città”: il messaggio politico della nuova sindaca
Il verbo scelto da Garzia, “ricucire”, non è casuale. È stato uno dei fili conduttori della campagna elettorale e torna ora come impegno di governo. Ercolano, nelle parole della nuova sindaca, è “una città straordinaria, bellissima e piena di contraddizioni”, ma anche una comunità attraversata da fragilità che chiedono presenza amministrativa, ascolto e decisioni condivise.
Garzia ha promesso un metodo di governo fondato sul confronto periodico con la città. “Nessuna decisione verrà presa dall’alto. Due volte all’anno ci incontreremo qui e faremo il punto della situazione”, ha detto, spiegando che non sempre sarà possibile soddisfare tutte le aspettative, ma che ogni scelta dovrà essere assunta con responsabilità e trasparenza.
Il passaggio più forte riguarda l’idea di Ercolano come città che deve tornare a sentirsi orgogliosa di sé stessa. “Vi farò ritornare ad essere orgogliosi di essere cittadini di Ercolano perché noi non siamo secondi a nessuno”, ha affermato Garzia, legando il futuro amministrativo alla valorizzazione dell’identità cittadina.
Turismo, comunità e fiducia: le sfide del nuovo mandato
Nel suo discorso, Garzia ha richiamato anche uno degli obiettivi strategici più importanti per Ercolano: diventare “una destinazione e non un paese da attraversare”. È un’immagine efficace, che richiama il tema del turismo, del patrimonio archeologico, della vivibilità e della capacità della città di trattenere valore sul territorio.
La sfida sarà trasformare la forza simbolica degli Scavi e del Vesuvio in una politica urbana più ampia: servizi, decoro, mobilità, commercio, cultura, sicurezza, spazi pubblici, opportunità per giovani e imprese. Ercolano ha un capitale storico e identitario enorme, ma da anni convive con la difficoltà di rendere questo patrimonio una leva stabile di sviluppo diffuso.
La vittoria di Garzia apre dunque una stagione in cui il centrosinistra non potrà limitarsi alla gestione della continuità. Il risultato elettorale consegna forza, ma anche aspettative. La nuova amministrazione dovrà dimostrare di saper passare dalla promessa della ricucitura alla pratica quotidiana del governo.
Una donna alla guida di Ercolano dopo vent’anni
Il successo di Antonietta Garzia ha anche un valore simbolico. Diverse cronache locali hanno sottolineato il ritorno di una donna alla guida della città degli Scavi a distanza di vent’anni dall’esperienza di Luisa Bossa.
Garzia, avvocata, già capogruppo del Partito Democratico e assessora nella giunta guidata da Nino Daniele, ha costruito la propria candidatura dentro un accordo largo del centrosinistra, capace di mettere insieme Pd, Movimento 5 Stelle, Casa Riformista, Avanti, Alleanza Verdi e Sinistra, esperienze civiche e PER.
Ora però la fase della coalizione elettorale lascia spazio alla prova amministrativa. La vittoria è stata larga, ma il mandato sarà misurato sulla capacità di rispondere ai bisogni concreti della città.
Il centrodestra diviso resta ai margini
Il risultato di Ercolano segnala anche una difficoltà evidente dell’area alternativa al centrosinistra. Luigi Fiengo, Luciano Schifone e Nicola Abete si sono presentati separati, frammentando il campo moderato e di centrodestra. Nessuno dei tre è riuscito ad avvicinarsi alla soglia del 5% in modo politicamente incisivo, fatta eccezione per Fiengo che si ferma al 4,96%, mentre Schifone ottiene il 4,59% e Abete il 2,20%.
Il principale polo di opposizione sarà dunque quello di Pietro Sabbarese, che con il 19,63% diventa il riferimento più forte dell’area alternativa alla maggioranza. Anche qui, però, il distacco dalla vincitrice è ampio e racconta una competizione che non è mai apparsa realmente in bilico nella fase finale dello spoglio.
Ercolano riparte da un mandato forte
La nuova sindaca parte da un consenso molto ampio. Questo le consentirà di governare con numeri solidi, ma renderà anche più alta l’aspettativa della città. Dopo una campagna elettorale intensa, Ercolano chiede risposte su vivibilità, servizi, turismo, coesione sociale, partecipazione e qualità dell’amministrazione.
Garzia ha chiuso il suo primo intervento con una promessa diretta: “Grazie alla fiducia che ci avete dato, noi, io, non la tradiremo”. È da questa frase che comincia il nuovo mandato. Non più la campagna elettorale, ma la prova del governo. Non più soltanto il campo largo, ma la responsabilità di trasformare una vittoria larga in un’amministrazione capace di parlare davvero a tutta Ercolano.


