Campi flegrei
Emergenza Campi Flegrei: il fronte comune di Regione e Sindaci

23 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Campi Flegrei, il nuovo studio sul bradisismo accende la polemica: l’INGV frena e dice “no allarmismi”

L’Istituto interviene dopo la diffusione di un preprint scientifico sul bradisismo nell’area flegrea e invita a non trasformare ipotesi di ricerca in previsioni operative

La diffusione di un nuovo studio preliminare sull’evoluzione del bradisismo nei Campi Flegrei ha riacceso il dibattito scientifico e alimentato preoccupazioni tra i cittadini dell’area napoletana. Nelle ultime ore, l’INGV è intervenuto con una nota ufficiale per chiarire la natura del lavoro e smentire interpretazioni ritenute non corrette o eccessivamente allarmistiche. L’istituto ha ribadito che non si tratta di una previsione di eventi sismici o eruttivi imminenti, ma di un’ipotesi di ricerca ancora in fase di revisione.

Il preprint e la diffusione delle interpretazioni sui media

Al centro della discussione c’è un preprint scientifico pubblicato sulla piattaforma arXiv, che analizza l’andamento della deformazione del suolo nell’area flegrea e ipotizza possibili evoluzioni del sistema nel medio periodo. Il lavoro, come chiarito dagli stessi ricercatori e ripreso nella nota dell’INGV, non contiene previsioni deterministiche ma scenari teorici basati su modelli matematici e osservazioni geofisiche. Secondo quanto riporta Napoli Today, alcune ricostruzioni apparse su diversi media avrebbero attribuito allo studio contenuti non presenti nel testo originale, generando una rappresentazione considerata impropria. In particolare, viene evidenziato come il riferimento a tecniche di “forecasting” sia stato interpretato in modo fuorviante rispetto al suo significato scientifico, legato alla validazione metodologica e non a previsioni segrete o riservate.

Campi Flegrei
Campi Flegrei

La posizione dell’INGV: “Studio preliminare, non previsioni”

Nella nota diffusa, l’INGV ha sottolineato con decisione che il lavoro scientifico in questione è uno studio preliminare e non rappresenta in alcun modo una previsione di eventi futuri. L’istituto ha evidenziato che il fenomeno del bradisismo ai Campi Flegrei è oggetto di monitoraggio continuo e che l’interpretazione dei dati richiede un approccio rigoroso, basato su evidenze consolidate e su processi di revisione scientifica.

L’INGV ha inoltre precisato che alcune letture divulgative dello studio avrebbero amplificato contenuti non presenti nel lavoro originale, contribuendo a creare un quadro percepito come più allarmante rispetto a quanto effettivamente sostenuto dagli autori. L’istituto invita quindi a distinguere tra ricerca scientifica in fase di elaborazione e comunicazione ufficiale dei rischi.

Monitoraggio costante e rete di sorveglianza attiva

Un punto centrale ribadito dall’INGV riguarda la continuità delle attività di monitoraggio nell’area flegrea. Il sistema di sorveglianza, attivo 24 ore su 24, si basa su reti multiparametriche che includono dati sismici, geodetici e geochimici. Questo consente agli esperti di seguire in tempo reale l’evoluzione del fenomeno bradisismico e di aggiornare costantemente le valutazioni scientifiche.

L’istituto ha ricordato che la complessità del sistema vulcanico dei Campi Flegrei richiede prudenza nella comunicazione dei risultati scientifici, soprattutto quando si tratta di studi ancora non sottoposti a revisione paritaria completa. La distinzione tra ricerca in corso e comunicazioni istituzionali è considerata essenziale per evitare interpretazioni distorte.

Reazioni e impatto sulla popolazione locale

La pubblicazione del preprint ha generato discussioni tra i residenti dell’area flegrea, dove il tema del bradisismo è particolarmente sensibile per la storia geologica del territorio e per la frequenza di eventi sismici registrati negli ultimi anni. L’attenzione dell’opinione pubblica si è concentrata soprattutto sulla possibilità di scenari evolutivi a medio termine, interpretati da alcuni come segnali di rischio immediato.

Le istituzioni scientifiche e di protezione civile hanno però ribadito la necessità di attenersi alle comunicazioni ufficiali, evitando letture semplificate di studi complessi. L’obiettivo indicato è quello di mantenere un’informazione corretta, basata su dati verificati e su valutazioni condivise dalla comunità scientifica.

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