Tutto Shakespeare minuto per minuto
Tutto Shakespeare minuto per minuto
📍 Napoli

22 Maggio 2026

Paolo Marsico

“Tutto Shakespeare minuto per minuto”, in scena al Piccolo Bellini di Napoli

Una sfida contro il teatro, contro ciò che si immagina possano essere i limiti artistici

Una sfida al limite, una sfida a ciò che potrebbe in qualche modo avvenire tra un gruppo di attori intenti a portare in scena un tasto di uno dei mostri sacri della letteratura inglese e non solo, Wiliam Shakespeare. Uno spettacolo tutto da gustare che affronta con realismo e certo cinismo anche, se vogliamo, la situazione nel teatro contemporaneo, tra giovani, attori veri o presunti e tanto ego.

Lo spettacolo

Uno spettacolo di Archè Teatro, liberamente ispirato a “The complete works of William Shakespeare”, di Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield. La regia è di Andrea Cioffi, mentre i protagonisti in scena saranno Mario Cangiano, Anfrea Cioffi, Sara Guardascione, Davide Mazzella e Simone Mazzella. La produzione è di Fondazione Teatro di Napoli Teatro Bellini.

Tutto Shakespeare minuto per minuto
Tutto Shakespeare minuto per minuto

La trama dello spettacolo “Tutto Shakespeare minuto per minuto” che andrà in scena al Teatro Piccolo Bellini di Napoli dal prossimo 26 maggio, è molto semplice, cinque attori si ritrovano in scena con una missione, per cosi dire, molto particolare, al limite del proibitivo, rappresentare tutto il repertorio di Shakespeare in meno di un’ora e mezza. L’ostacolo tra loro e il compimento della stessa missione imposta sarà rappresentato dalla stessa presenza degli attori, o meglio dallo specifico carattere di ognuno di loro.

Ovviamente il tutto sarà condito da citazioni, gag suggerite dallo stesso contesto, e da una partecipazione particolare da parte del pubblico, che in un modo o nell’altro riuscirà ad essere parte integrante della stessa messa in scena. Lo spettatore che chiaramente in quel contesto specifico fa parte assolutamente del gioco, e ne diventa parte integrante.

Andrea Cioffi

“Il fine ultimo del teatro – spiega il regista Andrea Cioffi – è, ed è sempre stato, quello di porre, per così dire, uno specchio alla  natura. Nel 1642, dopo la peste, a causa dei Puritani, il teatro diventò illegale. Eppure non svanì.
Senza un palcoscenico, senza costumi o oggetti di scena, qualcuno fece del continuare a recitare  e di mantenere in vita il teatro di Shakespeare la propria missione”.

“Un manipolo di attori disperati – continua Cioffi – probabilmente cani, sicuramente analfabeti, decisero di  mettere insieme scene shakespeariane ricordate a metà e strani intermezzi medievali,  immergendoli nel sesso, nella violenza e nell’umorismo osceno e non intellettuale, pronti a  scappare, a bordo del loro carretto, prima di essere presi dalle guardie. Fu così che nacque uno  strano e pericoloso nuovo tipo di teatro illegale: Il Droll. Quasi quattrocento anni dopo, siamo punto e a capo”.

Il filo conduttore con la realtà

Considerare le ragioni che possono spingere un gruppo di attori a comportarsi in un modo più o meno simile a distanza di centinaia di anni è una operazione molto interessante. Cosa può spingere all’imitazione della prima impresa, forse. Quali sentimenti, esigenze, visioni, possono portare verso una simile modalità di elaborazione del tutto.

Cogliere una sfida, immaginare di dover dimostrare qualcosa di specifico per farsi notare, o magari soltanto per se stessi. Farlo in un luogo sicuro, che metta al riparo dai rischi. Una missione si diceva all’inizio, una competizione con un’altra parte di se, o forse con quella che si sente più vicina, o anche più lontana. Una bella sfida insomma. Non resta che vedere come andrà a finire.

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