Edmondo Cirelli attacca duramente Vincenzo De Luca dopo la visita all’ospedale Ruggi di Salerno: si riaccende il tema della sanità in Campania
Si riaccende il dibattito politico sulla questione della sanità in Campania, dopo la visita effettuata all’ospedale Ruggi di Salerno dai consiglieri regionali Fratelli d’Italia e dal gruppo ECR Conservatori. A intervenire con parole molto dure è stato proprio l’onorevole Edmondo Cirelli. Quest’ultimo, ha puntato il dito contro la gestione sanitaria degli ultimi anni nella Regione Campania.
La sanità campana sotto accusa
Stando a quanto riporta il parlamentare, sarebbero state effettuate delle verifiche che avrebbero portato alla scoperta di sospetti alimentati da anni. “La verifica svolta dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e del gruppo ECR Conservatori presso il Ruggi di Salerno conferma una realtà che denunciamo da anni: la sanità campana è stata devastata da una gestione fallimentare e da un sistema di potere costruito da Vincenzo De Luca, che ha prodotto inefficienze, carenze strutturali e mortificato territori fondamentali come quello salernitano”. Parole molto forti, un vero attacco diretto all’ex governatore campano Vincenzo De Luca e che riportano al centro del dibattito le criticità storiche dell’intero sistema sanitario regionale.
Le criticità dell’ospedale Ruggi
Al centro delle polemiche c’è soprattutto la situazione dell’ospedale Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, uno dei principali presìdi sanitari della provincia di Salerno. Durante la visita sarebbero emerse problematiche legate alla carenza di personale, alla pressione sul Pronto Soccorso e alle difficoltà organizzative che medici e infermieri affrontano quotidianamente.
Cirielli ha sottolineato come “Quanto emerso nel Pronto Soccorso e nei reparti dell’ospedale salernitano è allarmante. Medici e operatori sanitari continuano a garantire servizi essenziali con enorme professionalità e spirito di sacrificio, nonostante una cronica insufficienza di personale e organizzazione. È inaccettabile che un presidio strategico come il Ruggi debba operare con organici così ridotti, scaricando inevitabilmente il peso delle mancanze regionali su lavoratori e cittadini”. Il riferimento è a una situazione che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, penalizza sia il personale sanitario che i cittadini, costretti spesso a lunghe attese e a servizi non sempre adeguati alle esigenze del territorio.

Il riferimento alla nuova gestione regionale
Nel suo intervento, Cirielli ha anche distinto le responsabilità del passato da quelle dell’attuale amministrazione regionale. In particolare, il deputato ha escluso responsabilità dirette dell’attuale presidente Roberto Fico rispetto alle condizioni ereditate. “È altrettanto doveroso sottolineare che l’attuale gestione guidata dal presidente Fico non ha responsabilità rispetto al disastro ereditato. Al contrario, stanno emergendo primi segnali concreti di cambiamento, a partire dall’uscita dal piano di rientro, simbolo della pesante eredità lasciata dagli anni della precedente amministrazione regionale”. Parole che evidenziano la volontà politica di distinguere il nuovo corso amministrativo dalla precedente gestione regionale. Un modo, dunque, anche per riconoscere i primi segnali di rilancio della sanità campana.
L’esponente di Fratelli d’Italia ribadisce, infine, il proprio impegno politico sul tema sanitario. Indica, infatti, come priorità assoluta quella di garantire servizi più efficienti e strutture adeguate a tutti i cittadini in Campania. “Continuerò a sostenere ogni percorso di rinnovamento vero della sanità campana, nella convinzione che i cittadini, soprattutto quelli salernitani, abbiano diritto a strutture efficienti, servizi adeguati e una sanità finalmente sottratta a logiche di potere e gestione clientelare”, conclude infine. Le dichiarazioni arrivano certamente in una fase ancora delicata per il sistema regionale campano. Nella Regione si è ancora alle prese con problemi strutturali, carenze di personale e richieste sempre più pressanti da parte dei territori. La vera sfida ora sarebbe mettere in atto quanto effettivamente dichiarato.


