Terra dei Fuochi
Terra dei Fuochi

20 Maggio 2026

Martina Sarracino

Terra dei Fuochi, stretta sui reati ambientali tra Napoli e Caserta: aumentano controlli, sequestri e arresti

Cresce l’attenzione contro gli illeciti ambientali nella cosiddetta Terra dei Fuori: più controlli, sequestri e arresti tra Napoli e Caserta

La lotta agli illeciti ambientali nella Terra dei Fuochi entra in una nuova fase e accelera. Nel corso della decima riunione della cabina di regia convocata a Palazzo Chigi di Roma, il Governo ha fatto il punto sulle attività di contrasto avviate con il piano straordinario introdotto nel 2025. I numeri presentati mostrano un incremento significativo dei controlli e delle operazioni condotte tra le province di Napoli e Caserta, territori da anni segnati dal fenomeno degli sversamenti illegali e della gestione illecita dei rifiuti. “Rafforzamento dei controlli, incremento dei sequestri e una più intensa attività di contrasto alle violazioni in materia ambientale” sono stati indicati come gli elementi principali emersi dall’incontro coordinato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Le istituzioni unite contro gli sversamenti illegali

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti delle principali istituzioni impegnate sulla sicurezza ambientale e sulla legalità. Presenti esponenti del Governo, delle forze dell’ordine, della magistratura e degli enti tecnici coinvolti nelle operazioni di monitoraggio e bonifica. Tra i partecipanti c’erano anche il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava, il sottosegretario all’Economia Lucia Albano, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri e il procuratore di Napoli Nord Domenico Airoma. Al tavolo anche il procuratore generale Aldo Policastro, i prefetti di Napoli Michele di Bari e di Caserta Lucia Volpe, oltre al commissario unico per le bonifiche Giuseppe Vadalà. La presenza di magistratura, forze investigative e organismi tecnici mette certamente in evidenza la volontà di affrontare il fenomeno in maniera coordinata. Un modo, dunque, per agire sia sul piano repressivo che su quello del recupero ambientale.

Decreto Terra dei Fuochi

I numeri del 2026: sequestri e sanzioni in crescita

Durante l’incontro è stato tracciato un bilancio delle attività svolte tra il 1° gennaio e il 15 maggio 2026. I dati mostrano un netto aumento delle operazioni rispetto agli anni precedenti. Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, sono stati sequestrati 279 siti produttivi su 498 controllati. Per quanto riguarda i trasporti, invece, hanno sequestrato 529 veicoli su oltre 36mila verificati. Le attività ispettive hanno inoltre prodotto sanzioni amministrative per circa 4 milioni di euro. Sul piano penale, le persone denunciate per reati ambientali sono state 563. Inoltre hanno eseguito ben 34 arresti. A questi numeri bisogna aggiungere anche 90 patenti ritirate. Sono dati molto importanti che mostrano come ci sia stata un’intensificazione evidente dell’azione repressiva, oltre che una maggiore presenza dello Stato sul territorio.

Il confronto con lo stesso periodo del 2025 rende ancora più chiaro il cambiamento. Lo scorso anno i siti produttivi sequestrati erano stati 121 su 240 controllati, mentre i veicoli sequestrati si erano fermati a 300. Anche il numero delle persone denunciate era notevolmente più basso: 151, con appena 4 arresti complessivi. Un altro che la cabina di regia ha messo in risalto riguarda il potenziamento delle strutture tecniche. Sono entrati in servizio 23 nuovi specialisti nell’analisi dei campioni di rifiuti: 8 assegnati ad Arpac e 15 a Ispra. Un rafforzamento che punta a migliorare la capacità di individuare rapidamente sostanze tossiche e smaltimenti illegali.

Bonifiche e recupero del territorio

Oltre alla repressione dei reati ambientali, il Governo ha ribadito la necessità di proseguire con continuità nelle attività di bonifica e recupero delle aree compromesse. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire sicurezza ambientale e qualità della vita alle comunità locali che da anni esposte ai rischi derivanti dall’inquinamento e dai roghi tossici. La sfida resta, ancora oggi, particolarmente complessa.

La Terra dei Fuochi continua ad essere una delle emergenze ambientali più delicate del Paese. La criminalità organizzata, il traffico illecito di rifiuti e interessi economici si intrecciano costantemente. La vera sfida ora, sarà quella di trasformare l’aumento dei controlli in un cambiamento duraturo. La Terra dei Fuochi, del resto, non è solo un problema ambientale, ma anche una questione sociale e sanitaria che richiede continuità, trasparenza e responsabilità da parte di tutte le istituzioni.

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