Sette arresti e due divieti di dimora per corruzione e turbativa d’asta in Comune, coinvolti anche figure insospettabili
La Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha eseguito stamattina le misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sistema di corruzione negli appalti pubblici di Sorrento. L’indagine, coordinata dalla Procura oplontina, ha già visto protagonista l’ex sindaco Massimo Coppola, arrestato in flagranza di reato per aver intascato una mazzetta.
Arresti e misure cautelari
A quasi un mese dagli interrogatori preventivi nei confronti di quindici indagati, il gip Mariaconcetta Criscuolo ha disposto sette arresti e due divieti di dimora, su richiesta del procuratore Nunzio Fragliasso e del sostituto Giuliano Schioppi. I reati contestati comprendono corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente. Gli indagati, convocate dinanzi al gip tra aprile e maggio, sono al centro di un’inchiesta che ha già rivelato una rete strutturata di favori, tangenti e raccomandazioni.
Il ruolo dell’ex sindaco e dei collaboratori
L’indagine ha preso avvio dall’arresto in flagranza dell’ex sindaco Massimo Coppola, sorpreso mentre riceveva denaro contante da un collaboratore. Le dichiarazioni rese da Coppola e da Raffaele Guida, noto come “Lello il sensitivo” e ritenuto suo uomo di fiducia, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire le dinamiche dei concorsi e degli appalti pubblici nel Comune tra il 2022 e il 2024. Le indagini hanno evidenziato un vero e proprio “sistema Sorrento”, dove le decisioni amministrative venivano influenzate da tangenti e pressioni politiche. L’inchiesta non esclude il coinvolgimento di altre figure politiche.

Sequestri e figure insospettabili
Durante le perquisizioni effettuate un mese fa, i finanzieri hanno sequestrato 115.000 euro in contanti, trovando anche documenti e strumenti legati alla gestione illecita degli appalti. Tra i coinvolti è emersa la figura di un insospettabile barbiere della penisola sorrentina, al centro di un giro di tangenti e raccomandazioni. Secondo gli investigatori, la sua mediazione sarebbe stata determinante in alcune assegnazioni di lavori pubblici e concessioni comunali.
Le prospettive dell’inchiesta
Il procedimento giudiziario, già al terzo capitolo dopo i precedenti arresti e perquisizioni, potrebbe portare a ulteriori sviluppi. La Procura di Torre Annunziata continuerà a ricostruire la rete di favoritismi, con particolare attenzione alle connessioni politiche e alle responsabilità nella macchina comunale. L’operazione non si limita a episodi isolati, ma mira a smantellare un sistema consolidato di corruzione e ad assicurare trasparenza nelle procedure di appalto e concorso pubblico.
L’inchiesta sul presunto “Sistema Sorrento” rappresenta un capitolo significativo nella lotta alla corruzione a livello locale, confermando come procedure amministrative e appalti pubblici possano essere oggetto di condizionamenti illeciti. Le misure cautelari eseguite oggi testimoniano l’impegno della Procura e della Guardia di Finanza nel garantire trasparenza e legalità nella gestione comunale. Gli sviluppi futuri dell’indagine, ancora in corso, potrebbero chiarire il ruolo di ulteriori soggetti e accertare eventuali collegamenti con figure politiche nazionali. La vicenda rimane sotto stretta osservazione, mentre la magistratura prosegue con gli accertamenti sulle responsabilità degli indagati.


