Luigi De Magistris sindaco Napoli
📍 Napoli

12 Maggio 2026

Martina Sarracino

Napoli, l’ex sindaco Luigi De Magistris si difende sul caso Ctp: “Ho agito per salvare un servizio pubblico”

L’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris risponde sul caso Ctp e sostiene di aver agito sempre per il bene comune, credendo a pieno nel lavoro dei magistrati

Luigi De Magistris, ex sindaco della città di Napoli, si difende essere stato citato in giudizio da parte della procura regionale della Corte dei conti per la Campania sulla vicenda relativa alla ricapitalizzazione di Ctp. In quest’occasione, rivendica con forza la correttezza del proprio operato amministrativo. L’ex sindaco di Napoli affida a una lunga dichiarazione la propria difesa politica e personale, sostenendo di aver sempre agito nell’interesse pubblico e nel rispetto della Costituzione. “Sono certo della correttezza assoluta formale e sostanziale del mio operato. Ho agito, come sempre, per il bene comune e per salvare un servizio pubblico di rilevanza costituzionale, un’azienda pubblica e la vita di centinaia di famiglie. Da sindaco di NAPOLI, con la Costituzione nel cuore e nella testa, abbiamo salvato il Comune e tutte le aziende pubbliche che erano sull’orlo del fallimento”, sostiene.

Le difficoltà durante i mandati amministrativi

L’ex primo cittadino ha ricordato tutte le difficoltà riscontrare durante i mandati amministrativi. Inoltre, ha rivendicato tutti i risultati ottenuti in condizioni economiche non proprio favorevoli. “Lo abbiamo fatto senza soldi e con tanta tenacia, onestà e coraggio. Difendendoci dai poteri forti che scommettevano sul fallimento. In città metropolitana anche abbiamo fatto lo stesso lavoro, senza percepire da sindaco metropolitano un euro di stipendio. Non siamo riusciti a completare il lavoro per CTP perché è terminato il mio mandato ed altri dopo di noi hanno deciso di non proseguire il salvataggio dell’azienda. E caso strano si deve difendere chi salva la Costituzione e un servizio pubblico e non chi decide di privatizzare”.

Secondo De Magistris, il percorso di salvataggio della Ctp non sarebbe stato completato non per responsabilità della sua amministrazione, ma per scelte successive. “Non siamo riusciti a completare il lavoro per CTP perché è terminato il mio mandato ed altri dopo di noi hanno deciso di non proseguire il salvataggio dell’azienda. E caso strano si deve difendere chi salva la Costituzione e un servizio pubblico e non chi decide di privatizzare”, ha aggiunto l’ex sindaco.

Luigi de Magistris

La questione degli uffici competenti

Nella sua ricostruzione, De Magistris evidenzia inoltre di aver agito sulla base di valutazioni tecniche favorevoli da parte degli uffici competenti. “Ho agito per CTP con i pareri favorevoli del segretario generale, del direttore generale, del ragioniere generale e di tutti i dirigenti e funzionari. Che altro avrei potuto fare? Davvero incredibile”, afferma. Inoltre, ha usato parole dure anche sul piano personale e istituzionale. L’ex sindaco parla apertamente di accanimento nei suoi confronti e ricorda il numero elevato di procedimenti affrontati nel corso della sua carriera.

“Non mi aspettavo medaglie e applausi dal potere, ma doversi difendere è davvero ancora una volta troppo. Avrei sbagliato se non avessi agito, quella sarebbe stata una colpa. È paradossale che nella mia vita istituzionale mi debba ancora difendere, siamo ad oltre centro procedimenti, perché prima da magistrato e poi da sindaco, stando fuori dal sistema, sono stato troppo onesto e troppo ubbidiente alla Costituzione e ho sempre perseguito interesse pubblico e bene comune pagando prezzi altissimi da ogni punto di vista”.

Fiducia costante nei magistrati

Nonostante la vicenda giudiziaria, De Magistris assicura di non volersi assolutamente arrendere. “Non mollerò mai, anzi più le ingiustizie non si fermano e più lotterò fino a quando verità e giustizia non trionferanno a tutti i livelli”, ha dichiarato. Infine, l’ex sindaco ribadisce la propria fiducia nella magistratura. “Ancora una volta nutro fiducia che da magistrati autonomi e indipendenti verrà accertata la totale correttezza del nostro operato”. Infine conclude con un duro riferimento alla situazione della città: “In una città in cui dilagano sempre di più negli ultimi tempi violenza e corruzione anche ad alti livelli, si deve ancora una volta difendere chi ha combattuto e combatte da sempre un sistema criminale che è penetrato sino al cuore dello stato e che attua la costituzione con coraggio senza rimanere pavido, indifferente o complice”.

Lascia un commento