Evento Elena Ferrante al Rione Luzzatti
Lino Zaccaria, Paolo Dordei e Francesco Russo
📍 Napoli

12 Maggio 2026

Martina Sarracino

Al Rione Luzzatti sulle tracce di Elena Ferrante: il mistero de L’amica geniale, tra realtà e finzione

Un incontro nella Biblioteca Collina nel Rione Luzzatti a Napoli alla scoperta di Elena Ferrante e dell’incredibile limite tra realtà e romanzo ne L’amica Geniale

Chi è Elena Ferrante? È questa una delle domande che più spesso ci si pone quando si pensa alla grande tetralogia de “L’amica Geniale”. Ne hanno discusso Lino Zaccaria, autore del romanzo “Elena Ferrante! Chi è costei?” e Francesco Russo coautore de “I luoghi dell’amica geniale” nella Biblioteca A. Collina nel Rione Luzzatti, a Napoli. Ospite dell’evento Paolo Dordei, che ha presentato l’opera “Elena Ferrante. Un’amica geniale, tra fantasia e realtà”. L’obiettivo era quello di analizzare il profilo dell’autrice, mostrando quanti elementi simili ci fossero tra romanzo e vita vera. Dietro il nome della grande autrice aleggia, da tempo, quello di un grande autore della letteratura italiana: Domenico Starnone.“Giovanni Polara, grande docente della Federico II, è mio amico e tramite lui conoscevo Starnone”, dichiara inizialmente il giornalista e scrittore Lino Zaccaria, che ha svolto un’indagine sulla presunta identità della scrittrice.

Evento Elena Ferrante al Rione Luzzatti
Alcune copie del libro di Paolo Dordei

Coincidenze di vita e famiglia

Ne “L’amica geniale” ha ampio spazio la storia di una famiglia, i Carracci, composta da Stefano, Pinuccia e Alfonso. Domenico Starnone, che ha vissuto fino a circa 24 anni nel Rione Luzzatti, ha un legame di parentela con i Mattiacci, il cui cognome rimanda incredibilmente alla famiglia del romanzo.“Sono bravissime persone, a differenza di quanto mostrato nell’opera. Nel caso fosse Starnone, si è servito dei nomi che hanno rappresentato la sua esperienza giovanile al Rione, per mescolare le carte e dare senso alla storia”, sostiene Zaccaria. Poi, continua: “A mio avviso Elena Ferrante è Domenico Starnone, seppur con l’inserimento nel secondo e terzo volume, di una mano femminile, presumibilmente di sua moglie Anita Raja”.

Evento Elena Ferrante al Rione Luzzatti
Lino Zaccaria, Paolo Dordei e Francesco Russo

Il collegamento con L’amore molesto

Perché un autore già molto affermato avrebbe dovuto usare un altro nome per scrivere un romanzo? Ancora una volta, a dare la risposta è proprio Lino Zaccaria, il quale sostiene che tutto sarebbe partito dalla stesura di un altro romanzo, “L’amore molesto”, che ha avuto un notevole successo antecedente a “L’amica geniale”. “È probabile che Starnone, avendo il suo quadernetto con il quale prendeva appunti sulla famiglia da ragazzo, ha poi iniziato la stesura de L’amore molesto. Qui c’è un passaggio di violenza che coinvolge i presunti appartenenti alla famiglia in modo molto negativo. Per cui, inizialmente potrebbe aver pensato di firmarsi con il suo nome, ma resosi conto che avrebbe facilmente identificato i parenti del rione, avrebbe quindi cambiato il suo nome”, sostiene Zaccaria.

Inoltre, l’autore dichiara che, molto probabilmente, sarebbe stata l’unica volta in cui si sarebbe identificato come Elena Ferrante. Non avrebbe mai potuto immaginare che un grande regista come Mario Martone avrebbe pensato di produrre un film sulla sua opera. “Non solo, gli organizzatori del premio Elsa Morante hanno premiato il libro. Dacia Maraini e Tiuna Notarbartolo si sono rivolte alla casa editrice alla ricerca della Ferrante per invitarla all’evento, ma lei non si è mai presentata. Da quel momento è nato il caso e la curiosità intorno alla sua vera identità”, dichiara infine lo scrittore e giornalista.

Evento Elena Ferrante al Rione Luzzatti
Allestimento ad opera di Antonio Gallinari in biblioteca

Le similitudini con la famiglia Mattiacci

“La lettura di questo libro mi ha fatto ancora di più giungere alla conclusione che c’è stata una vera e propria identificazione di tutti i protagonisti de L’amica geniale con i parenti della famiglia di Starnone e con se stesso”, continua Zaccaria, “Appare evidente che tutta la figura di Domenico Starnone collima con la figura di Nino Sarratore perché si sovrappongono. Nel caso fosse stato lui, è un gioco perfetto. Si identifica, infatti, anche nella figura di Lenù. Hanno fatto le stesse cose: hanno frequentato il Rione, si sono diplomati al Garibaldi, laureati in Lettere Classiche e hanno iniziato a scrivere per giornali di sinistra come Il Manifesto e l’Unità. Infine, hanno scritto libri entrambi, sia Lenù che Starnone”, conclude l’autore.

lucio ciotola
Lucio Ciotola, attore di teatro presente all’incontro

Paolo Dordei, proprio all’inizio del suo romanzo sostiene che la storia di Lila e Lenù si sovrapponeva con quella della madre, Nunzia detta Titina, e del suo compagno di giochi, Domenico Starnone (Mimmo o semplicemente Mimì). In “Via Gemito”, romanzo di Starnone, viene spesso messo in risalto il rapporto padre-figlio e anche in questo caso, il nome ‘Mimì’ torna ad essere presente. Dordei, inoltre, nella sua opera “Elena Ferrante. Un’amica geniale, tra fantasia e realtà”, identifica la figura di Lila in sua madre Nunzia, la quale ha vissuto esperienze, a detta sua, raccontate esattamente ne “L’amica geniale”. Solo Starnone, cresciuto con Nunzia, avrebbe potuto sapere che sua madre era claudicante (come la mamma di Lenù). Nunzia, inoltre, ha due fratelli: Rino ed Elena (detta proprio Lenù).

Allestimento ad opera di Antonio Gallinari in biblioteca
Allestimento ad opera di Antonio Gallinari in biblioteca

Il bar Solara e il legame con la pasticceria

Di fondamentale importanza è il bar Solara “Quello di nonno, aveva il retrobottega con la pasticceria ed era l’unico del Rione. Nato in un sottoscala come nel romanzo”, sostiene Dordei. Poi continua: “Non ha avuto successo come nel romanzo. Mio nonno rifiutò un carico di caffè dalla borsa nera”. Ancora sulla meravigliosa somiglianza tra Lila e la signora Nunzia sostiene: “Lila fa leggere a Lenù il suo libro ‘La fata blu’ e Sarratore invoglia Lenù a scrivere e pubblicare. Questa cosa la faceva mia mamma con Starnone. Lei era la sua prima lettrice e lo spingeva a spedire gli scritti per pubblicarli”.

La signora Nunzia, inoltre, racconta di essersi recata spesso alla Biblioteca Collina per leggere romanzi perché la sua famiglia non le aveva dato la possibilità di studiare, proprio come Lila. Esattamente come il personaggio di Elena Ferrante, la donna spiega di essersi sempre documentata da sola, per pura passione personale. Tutte fonti, queste, di una splendida intertestualità. Ad oggi, ancora non si ha certezza di chi possa essere la Ferrante. Certamente, le similitudini tra vita vera e romanzo sono più vive e forti che mai.

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