Domenico Caliendo
Domenico Caliendo
📍 Napoli

9 Maggio 2026

Martina Sarracino

Caso Domenico Caliendo, la Procura di Napoli accelera sull’inchiesta: al via l’esame delle prove. Petruzzi: “Momento importante”

La Procura di Napoli ha disposto la discovery della documentazione relativa al procedimento penale sulla scomparsa di Domenico Caliendo per accelerare sull’inchiesta.

La Procura di Napoli vuole dare una svolta veloce all’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, bimbo di due anni deceduto dopo un trapianto di cuore nell’ospedale Monaldi. La decisione dei magistrati permette ai sette indagati per omicidio colposo e a tutta la famiglia del bambino di esaminare più rapidamente gli elementi raccolti dai Carabinieri del Nas. A coordinare l’indagine è il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e il procuratore Antonio Ricci. Il provvedimento è stato reso necessario nell’ambito dell’incidente probatorio, iniziato lo scorso 3 marzo. L’obiettivo è quello di consentire ai periti di avere una visione ampia e completa dell’intero fascicolo.

La desecretazione dei documenti

Il deposito degli atti si inserisce nell’ambito dell’incidente probatorio avviato lo scorso 3 marzo, una fase fondamentale per consentire ai periti di lavorare su un quadro completo della documentazione disponibile. Con la desecretazione del fascicolo, le parti potranno analizzare prove ritenute centrali per la ricostruzione dell’intera vicenda clinica. Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i genitori del bambino. “È un momento importante dell’inchiesta e per la famiglia Caliendo”, ha spiegato. La chiusura del segreto istruttorio su questi documenti permetterà l’analisi più approfondita di elementi centrali per la ricostruzione dei fatti. Tra questi, ci sono video relativi alla fase del trapianto che è stato effettuato nella sala operatoria del Monaldi. Inoltre, ci sono anche i verbali delle sommarie informazioni testimoniali rilasciate dalle persone informate sui fatti.

Patrizia Mercolino mamma di Domenico
Patrizia Mercolino mamma di Domenico

I dubbi sull’intervento chirurgico

L’inchiesta ha l’obiettivo di fare luce sul delicato intervento cardiochirurgico a cui è stato sottoposto il piccolo Domenico Caliendo il 23 dicembre dell’anno scorso. L’operazione non ha avuto esito positivo e il bambino è deceduto circa due mesi dopo. L’obiettivo degli accertamenti tecnici e delle valutazioni peritali è quello di verificare la precisa dinamica, per accertare o escludere eventuali responsabilità nella gestione sanitaria del paziente. In questo modo, sarà garantita massima trasparenza su quanto accaduto.

La questione delle cartelle cliniche

Insieme all’indagine principale, continua anche il procedimento relativo a presunte irregolarità nella documentazione medica. Il reato di falso in cartella clinica è stato contestato al cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, Guido Oppido, e alla sua vice, Emma Bergonzoni. L’interrogatorio davanti al Giudice per le indagini preliminari, Mariano Sorrentino, è previsto per il 21 maggio anche se inizialmente sarebbe dovuto esserci a breve. Un tassello di fondamentale importanza per l’indagine che, nei prossimi giorni, potrebbe prevedere i magistrati impegnati nell’ascolto di alcuni dei sette indagati.

La morte di un bambino di appena due anni è una ferita estremamente profonda, non solo per la famiglia, ma per tutta la comunità. Il caso di Domenico Caliendo riporta al centro dell’attenzione il rapporto delicato tra fiducia nei confronti della sanità e al contempo la necessità di garantire trasparenza assoluta quando qualcosa non va come previsto. La medicina moderna compie ogni giorno interventi salvavita, ma proprio per questo ogni eventuale errore o omissioni assume un peso enorme. Adesso, il compito della giustizia nono è solo individuare eventuali responsabilità, ma anche restituire la verità ai familiari e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie.

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