La Rete Sociale Nobox annuncia una mobilitazione per venerdì 15 maggio per ottenere informazioni su Ipa, Pcb, diossine, furani e composti organostannici
Un presidio davanti alla sede dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) è stato annunciato dalla Rete Sociale Nobox – Diritto alla Città per venerdì 15 maggio alle 12, in via Vicinale Santa Maria del Pianto. Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di monitoraggio e pubblicazione dei dati relativi agli inquinanti presenti nel Sin (Sito di interesse nazionale) Bagnoli-Coroglio. Secondo gli organizzatori, le attività legate all’America’s Cup e il più ampio progetto di bonifica dell’area procedono senza il necessario rispetto per l’ambiente e la popolazione. Inoltre, la Rete sostiene che, nonostante numerose mobilitazioni, esposti e denunce scientifiche, i cittadini non abbiano accesso alle informazioni fondamentali sui rischi per la salute.
Monitoraggio degli inquinanti: la richiesta della Rete Sociale Nobox
Secondo quanto riporta Napoli Today, la protesta si concentra su alcune sostanze chimiche particolarmente pericolose: Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), Pcb (policlorobifenili), diossine, furani e composti organostannici. Questi inquinanti, secondo gli attivisti, avrebbero dovuto essere rilevati sia nel mare sia nell’aria. In particolare, ciò sarebbe dovuto avvenire a seguito dell’avvio dei dragaggi dei fondali marini. “La preoccupazione tra i cittadini non riguarda solo gli abitanti di Bagnoli, ma l’intera comunità”, si legge in una nota della Rete Sociale Nobox. “Non sappiamo se i monitoraggi vengano effettivamente effettuati. Di sicuro sappiamo che l’Arpac non ha mai reso pubblici questi dati”. Gli attivisti chiedono quindi di essere ricevuti dalla direzione dell’agenzia regionale per ottenere chiarimenti e garantire trasparenza rispetto ai possibili rischi per la salute pubblica.
La storia della mobilitazione e la mancata risposta all’istanza formale
La Rete Sociale Nobox sottolinea che lo scorso 10 aprile è stata inviata una PEC all’Arpac con una richiesta formale di monitoraggio delle sostanze chimiche indicate. Tuttavia, a oggi, non è stata ricevuta alcuna risposta. “Questa assenza di comunicazione alimenta l’allarme sociale e la sfiducia nei confronti delle istituzioni preposte alla tutela ambientale”, spiegano gli organizzatori a Napoli Today. La mancanza di trasparenza, secondo la Rete, rappresenta un ostacolo alla partecipazione dei cittadini e dei comitati locali nei processi di bonifica e riqualificazione del territorio.

La bonifica di Bagnoli e le preoccupazioni dei cittadini
L’area di Bagnoli-Coroglio, interessata da decenni di attività industriali, è da tempo oggetto di interventi di bonifica. Tuttavia, gli abitanti e le associazioni denunciano la scarsità di informazioni sui metodi utilizzati e sugli effetti delle operazioni sull’ambiente.
In particolare, le attività di dragaggio dei fondali marini, necessarie per rimuovere i sedimenti contaminati, generano preoccupazioni circa la dispersione degli inquinanti in mare e nell’aria. Inoltre, la Rete Sociale Nobox invita comitati, associazioni e cittadini che da anni seguono le vicende dell’inquinamento a partecipare al presidio del 15 maggio. In tal modo si vuole chiedere maggiore trasparenza e controllo.
La mobilitazione si presenta come una tappa significativa nella lunga vicenda del Sin Bagnoli-Coroglio. Qui la tensione tra necessità di bonifica e diritto dei cittadini a conoscere i rischi ambientali resta centrale. Inoltre, il presidio di oggi vuole essere un momento di pressione civile affinché Arpac renda pubblici i dati sui principali inquinanti. Si chiede anche che chiarisca le modalità con cui vengono effettuati i monitoraggi ambientali.


