Caserta continua a fare i conti con l’inquinamento ambientale e questa volta si parla di acque inquinate e contaminate da sostanze pericolose
Le nuove evidenze sull’inquinamento delle falde acquifere a Caserta riportano al centro dell’attenzione una problematica che da anni pesa sul territorio senza mai essere realmente risolta. Dal litorale domizio fino all’agro aversano, gli ultimi studi ambientali descrivono una situazione ancora critica, segnata dalla presenza di sostanze altamente inquinanti nelle acque sotterranee. Un quadro che riaccende paure e preoccupazioni tra i cittadini, già profondamente segnati dalla lunga emergenza ambientale della cosiddetta Terra dei Fuochi.
L’appello della CISAL Caserta
Per molte comunità locali, queste notizie rappresentano l’ennesima conferma di una realtà che continua a incidere sulla qualità della vita e sulla fiducia verso le istituzioni. Le falde acquifere, risorsa essenziale per l’agricoltura e per l’approvvigionamento idrico, non sono altro che il simbolo di una crisi ambientale mai davvero superata. Sulla vicenda è intervenuto Ferdinando Palumbo, Segretario Generale della CISAL Caserta, che ha lanciato un nuovo appello affinché il problema venga affrontato con decisione e senza ulteriori ritardi. “Ci risiamo”, ha dichiarato Palumbo, sottolineando come il territorio venga ancora una volta travolto da notizie legate alla contaminazione ambientale e alla presenza di sostanze pericolose.
“Ancora una volta il nostro territorio viene travolto da notizie che parlano di contaminazione ambientale e della presenza di sostanze pericolose, questa volta nelle falde acquifere. Tutto ciò dimostra come la questione dell’inquinamento, nella sua complessità, non sia mai realmente giunta a conclusione. Archiviato il clamore mediatico legato alla cosiddetta Terra dei Fuochi, il problema è rimasto profondamente radicato nel territorio, continuando a produrre conseguenze che non possono più essere ignorate”. Palumbo evidenzia la necessità di un cambio immediato. C’è l’esigenza di più controlli, monitoraggi continui e una maggiore comunicazione trasparente nei confronti della popolazione.

Controlli, bonifiche e diritto alla sicurezza
La CISAL Caserta chiede innanzitutto di verificare rapidamente lo stato delle falde acquifere e di monitorare costantemente sia i pozzi pubblici sia quelli privati. Inoltre, si ribadisce la necessità di accelerare i processi di bonifica. Troppo spesso sono rallentati da iter burocratici complessi e da carenze strutturali. “Non bastano più annunci o interventi sporadici”, spiega. “È necessario verificare con tempestività lo stato delle falde, monitorare i pozzi pubblici e privati, accelerare le bonifiche e garantire ai cittadini il diritto alla sicurezza ambientale e sanitaria. Le famiglie hanno il diritto di conoscere le reali condizioni del territorio in cui vivono e le misure che le istituzioni intendono adottare per tutelarle”.
Per Palumbo, il Casertano continua a pagare, ancora oggi, il prezzo di decenni segnati da sversamenti illeciti, ritardi nelle bonifiche e infrastrutture spesso inadeguate. “Non possiamo consentire”, conclude, “che tutto venga ricordato soltanto quando emergono nuovi dati allarmanti. Serve continuità nell’azione istituzionale e, soprattutto, la volontà di affrontare definitivamente una delle ferite più dolorose della nostra provincia”.
Ambiente e salute: un legame da non sottovalutare
L’inquinamento delle falde acquifere nel Casertano non riguarda solo l’ambiente, ma tocca direttamente anche il tema della salute pubblica. L’esposizione prolungata a sostanze contaminanti può avere conseguenze importanti sulla salute. Questo peggiora soprattutto nelle zone dove i controlli sono insufficienti o tardivi. Acqua, aria e suolo sono elementi essenziali per la vita quotidiana e non dovrebbero essere compromessi. Quando questo avviene, si rischia di creare impatti negativi che coinvolgono intere comunità. La tutela ambientale, dunque, non dovrebbe mai essere separata da quella della salute: proteggere il territorio significa prevenire rischi sanitari futuri.


