Ecologo che preleva campioni di acqua con provetta - immagine di repertorio
Ecologo che preleva campioni di acqua con provetta - immagine di repertorio

6 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Campania, falde contaminate da sostanze cancerogene: scatta l’allarme su acqua e salute. Verifiche urgenti della Regione

La Regione attiva verifiche urgenti dopo lo studio della Federico II: superati i limiti di sostanze tossiche in diverse province

Le acque sotterranee in Campania risultano contaminate da sostanze cancerogene oltre i limiti di legge. È quanto emerge da uno studio dell’Università Federico II di Napoli, che ha portato la Regione a richiedere verifiche urgenti alle Asl. Le criticità riguardano più territori, con concentrazioni significative nelle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno.

Le sostanze rilevate e i rischi per la salute

Al centro dell’allarme vi è il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) per due composti chimici: il tricloroetilene (Tce) e il tetracloroetilene (Pce). Il primo è classificato come cancerogeno ed è associato a tumori del rene, del fegato e al linfoma non-Hodgkin; il secondo è considerato probabile cancerogeno. La richiesta di intervento, avanzata dalla direzione generale della Sanità della Regione Campania, si basa su evidenze scientifiche trasmesse dall’ateneo napoletano il 20 febbraio scorso. Nella comunicazione, l’università ha evidenziato la necessità di attivare azioni immediate di sanità pubblica nelle aree interessate, alla luce dei dati raccolti. Le verifiche richieste alle Asl dovranno essere integrate e riguardare diversi ambiti: sanitario, ambientale, veterinario e della filiera alimentare. L’obiettivo è valutare il rischio complessivo per la salute pubblica derivante dalla contaminazione.

I territori coinvolti e i dati sulla contaminazione

La contaminazione interessa numerosi comuni distribuiti su più province campane. Nel Casertano, i livelli più elevati sono stati registrati a Villa Literno, dove i superamenti sono stati rilevati più volte tra il 2023 e maggio 2025. Le criticità hanno coinvolto non solo pozzi privati, ma anche strutture pubbliche, tra cui uffici comunali, scuole, impianti sportivi e sedi istituzionali.

Ulteriori sforamenti sono stati riscontrati nei comuni di Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo, delineando una situazione diffusa. Nel Napoletano, i dati indicano superamenti nei territori di Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano. In particolare, ad Acerra si registrano valori elevati di Tce, in un contesto già segnato da criticità ambientali e sanitarie. Per la provincia di Avellino, il fenomeno si concentra nel comune di Montoro, dove la contaminazione coinvolge direttamente la rete idrica, inclusi pozzi, serbatoi e sistemi di distribuzione. I superamenti sono stati rilevati nel corso del 2025 con valori ripetutamente oltre i limiti. Nel Salernitano, infine, le criticità riguardano i comuni di Scafati, Angri e Sarno, con dati rilevati nel primo trimestre del 2024.

Impatti ambientali e filiera agroalimentare

La Regione Campania ha sottolineato che la localizzazione delle contaminazioni in aree agricole e densamente abitate impone ulteriori verifiche sugli usi irrigui e sull’esposizione indiretta. In particolare, si evidenzia il rischio di interferenze con la filiera agroalimentare. La presenza di sostanze come Tce e Pce nelle acque sotterranee può determinare diverse modalità di esposizione: diretta, attraverso usi domestici non controllati, e indiretta, tramite la catena alimentare. A ciò si aggiungono possibili effetti sugli ecosistemi, inclusi fenomeni di bioaccumulo.

Severino Nappi
Severino Nappi

La polemica politica

Sulla vicenda si registra anche un intervento politico. Secondo quanto riporta Napoli Today, il consigliere regionale della Lega Severino Nappi ha criticato i tempi della reazione istituzionale, puntando l’attenzione sul ritardo tra la segnalazione scientifica e l’attivazione delle verifiche. “Ci chiediamo come sia possibile che a fronte di una situazione di grave rischio per la salute di tantissimi cittadini campani e di una nota ufficiale trasmessa dall’Università Federico II alla direzione regionale della Sanità quasi tre mesi fa, Palazzo Santa Lucia solo oggi si occupi della questione”, ha dichiarato. Secondo Nappi, l’amministrazione regionale si sarebbe limitata a disporre controlli senza prevedere interventi immediati per affrontare la criticità emersa.

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