Bonus mamme lavoratrici 2026
Confermato e potenziato il bonus per le lavoratrici madri

6 Maggio 2026

Martina Sarracino

Maternità e lavoro, la Campania migliora ma resta tra le ultime regioni per le madri

In Italia si torna a parlare del tema della maternità in rapporto anche alle occupazioni: la Campania guadagna due posizioni, ma non mancano alcune criticità

Torna il dibattito sulla maternità e in particolare sul rapporto tra occupazione e cura dei bambini, ma anche tra desiderio e rinuncia. Molte carriere rallentano o addirittura si fermano. Ci si ritrova in estrema difficoltà, una volta superato il primo periodo, a rientrare nel mondo del lavoro. Questi sono i principali dati che emergono dall’XI edizione del rapporto “Le Equilibriste, la maternità in Italia”, diffuso oggi 5 maggio 2026, a pochi giorni dalla Festa della Mamma ed elaborato dal Polo di Ricerche Save The Children.

Il Mothers’ Index e il posizionamento della Campania

Il dossier propone, come tutti gli anni, Il Mothers’ Index regionale, realizzato in collaborazione con l’Istat, che misura le condizioni delle madri in merito a sette ambiti, ossia demografia, lavoro, rappresentanza, salute, servizi, soddisfazione soggettiva e violenza. Utilizza, inoltre, 14 indicatori provenienti da diverse fonti del sistema statistico nazionale. In questa edizione l’Emilia Romagna (110,115), risulta la regione più “amica delle madri”.

La Campania guadagna due posizioni rispetto allo scorso anno, ma comunque resta al 18esimo posto. Per quanto riguarda il numero di figli medi per donna, la Provincia Autonoma di Bolzano mantiene il primo posto, (130,0) seguita da altre regioni che presentano valori superiori alla media nazionale. Ci sono, infatti, la Provincia Autonoma di Trento (104,286), la Sicilia (102,571) e la Campania, che conferma la quarta posizione (101,714).

Una mamma lavoratrice con la propria figlia
Una mamma lavoratrice con la propria figlia

Dati sul lavoro in peggioramento e salute

Sul fronte lavoro c’è un peggioramento in tutte le regioni. Pesa particolarmente l’aumento della precarietà, con quota di donne occupate in lavori a termine da almeno 5 anni salita dal 17,4% al 19,1%. Cresce, inoltre, il numero di madri con figli piccoli che si dimettono dal lavoro. Si è passati dal 4,8 al 6,8% ogni 1.000 donne occupate. La Campania (77,723) passa dal 21esimo posto al 18esimo e guadagna tre posizioni. Registra un alto tasso di occupazione delle donne con figli minori, passando dal 37,2% al 39,9% tra il 2024 e il 2025. C’è anche una riduzione della quota di donne occupate in part-time involontario, dal dal 18,7% del 2023 al 16,2% del 2024.

La dimensione della Rappresentanza vede un miglioramento complessivo: nel 2025 l’Italia ottiene un valore di 108,108, con una crescente partecipazione delle donne alla vita politica a livello locale. La Campania guadagna 6 posizioni rispetto alla scorsa edizione, arrivando al 10° posto rispetto al 16°. Per quanto riguarda la salute, invece, in Campania si registra un peggioramento: la si trova al 21esimo posto.

I servizi per l’infanzia e i centri antiviolenza

Per quanto riguarda i servizi per la prima infanzia la Campania resta piuttosto limitata, raggiungendo la 20esima posizione. Calabria e Sicilia si fermano al 6,9%, 5,9% e 7,9% di presa in carico, contro una media nazionale del 18.5%. Tra i dati più significativi, vale la pena citare il Friuli Venezia Giulia, che raggiunge quota 40.5%. La dimensione della soddisfazione oggettiva delle donne mette in evidenza differenze piuttosto forti tra i territori. C’è un divario tra il primo e l’ultimo posto che supera ben 47 punti. Al primo posto si colloca la Provincia Autonoma di Bolzano (135,398), poi si collocano la Puglia (88,399) al 21esimo posto, preceduta dalla Campania (88,756) al 20esimo posto e Calabria.

Infine, c’è l’indice che misura la presenza dei centri antiviolenza e case di rifugio per 100.000 donne che evidenza una distribuzione particolarmente disomogenea sul territorio. Mostra, però, una sostanziale stabilità nel corso del tempo. Al primo posto c’è il Friuli Venezia Giulia (143,073), mentre la Campania migliora rispetto alla scorsa edizione. Conquista, così, la parte dell’Indice con l’ottavo posto rispetto al decimo di un anno fa.

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