Palazzo Fienga
Palazzo Fienga
📍 Torre Annunziata

5 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Inizia la demolizione di Palazzo Fienga a Torre Annunziata, il covo della camorra dei Gionta denunciato da Giancarlo Siani

Le ruspe cancellano un simbolo della camorra denunciato dal giornalista Giancarlo Siani

Oggi, 5 maggio, a Torre Annunziata è cominciata la demolizione di Palazzo Fienga, storico edificio in cui il clan Gionta ha pianificato omicidi e alleanze criminali. L’evento ha segnato il primo passo concreto verso la trasformazione di quello che per decenni è stato un simbolo di violenza in un parco pubblico, alla presenza di rappresentanti dello Stato e della magistratura antimafia.

Una lunga attesa: dalla confisca al via ai lavori

La confisca di Palazzo Fienga risale al 2015, ma i lavori per la demolizione si sono concretizzati solo oggi, dopo anni di ritardi burocratici. La cerimonia di avvio dei lavori ha visto la partecipazione dei ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, della presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo, del prefetto di Napoli Michele di Bari e del sindaco della città metropolitana Gaetano Manfredi.

«Oggi raggiungiamo un risultato dal grande valore simbolico. Viene raso al suolo un palazzo che per troppo tempo è stato emblema della presenza pervasiva e sanguinaria della camorra. Grazie all’azione messa in campo da tutte le Istituzioni, quest’area, da posto tetro e opprimente, diventerà luogo di aggregazione, una piazza aperta a tutti coloro che vivono in questo territorio ricco di potenzialità, di vitalità, di storia. La lotta alle mafie si fa anche restituendo alla comunità i patrimoni confiscati, trasformandoli così da frutto di attività criminali in presìdi di legalità, sicurezza e di welfare. Quasi un risarcimento del danno a favore della collettività. Il mio augurio è che questa piazza possa essere intitolata a Giancarlo Siani», ha dichiarato nel corso del suo intervento il ministro Piantedosi.

Il palazzo, soprannominato dai magistrati “la fabbrica della morte”, era un punto strategico per il clan Gionta: qui venivano pianificati omicidi, nascosti latitanti e costretti imprenditori a pagare il pizzo. La demolizione segna dunque un momento simbolico nella lotta alla criminalità organizzata, ma anche l’inizio di una nuova vita per il quartiere di Fortapasc.

Testimonianze della lotta contro la camorra

Tra le voci più significative durante la cerimonia c’è stata quella di Pierpaolo Filippelli, procuratore aggiunto a Napoli, che ha raccontato la centralità di Palazzo Fienga per le attività criminali. “In questo luogo trovano rifugio i latitanti del clan Gionta, ma anche quelli dei clan alleati. Ci sono tantissime botole utilizzate come nascondiglio. Qui venivano portati gli imprenditori vittime di estorsione, ma soprattutto qui venivano pianificati omicidi e qualcuno è stato anche eseguito”. Paolo Siani, fratello di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra nel 1985 proprio per i suoi articoli sul clan e sul palazzo, ha sottolineato l’importanza della giornata a la Repubblica. “Sono emozionato, spero che attraverso i miei occhi mio fratello Giancarlo possa vedere tutto questo. È la sua rivincita. Aveva solo 23 anni quando scriveva i suoi articoli su Palazzo Fienga. Oggi va giù un simbolo, ma non va ancora giù la camorra”.

Manfredi commissario Bagnoli
Gaetano Manfredi

I messaggi delle istituzioni

Il sindaco Gaetano Manfredi ha definito la demolizione “un simbolo di cambiamento”. “Viviamo e conosciamo questi territori, sappiamo le difficoltà nella gestione dell’ordine pubblico, quanto la camorra è stata invasiva in queste comunità soprattutto perché si è sostituita allo Stato, è stato un punto di riferimento. È importante che si sia voluto demolire questo luogo. Ci sono dei momenti in cui la cancellazione rappresenta un simbolo di cambiamento. Tanti passi in avanti sono stati fatti e bisogna farne altri, è una battaglia di tutti”.

Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Campania, ha aggiunto: “L’abbattimento di Palazzo Fienga a Torre Annunziata costituisce un fatto assolutamente positivo, un avanzamento della civiltà nella lotta irrinunciabile contro la camorra e i suoi simboli. Torre Annunziata ha una storia nobile e persone perbene, merita sviluppo, legalità e crescita”.

Verso un futuro di legalità

Dopo anni di attesa e di burocrazia, l’inizio dei lavori segna la volontà dello Stato di riappropriarsi di spazi sottratti alla criminalità. L’obiettivo è trasformare l’edificio in un parco pubblico dedicato alla memoria di chi ha pagato con la vita la lotta contro i clan. L’ex covo della camorra, con le sue botole nascoste e i simboli dei Gionta ancora visibili, lascerà spazio a un luogo aperto alla comunità, un segnale concreto che legalità e memoria possono coesistere.

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