Antonietta Garzia
Antonietta Garzia
📍 Ercolano

2 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Ercolano, Antonietta Garzia sfida il futuro con leadership femminista e rilancio del territorio: “Basta essere la Cenerentola del Miglio d’Oro, il PUC sarà l’atto primo della rinascita”

Tra le macerie della Circumvesuviana e l’ombra del Vesuvio, l’avvocata lancia la scommessa del Campo Largo: una leadership che non vuole solo gestire, ma liberare risorse. “Il primo atto? Il Piano Urbanistico. Ercolano deve smettere di essere la Cenerentola del miglio d’oro”

La parola d’ordine è “ricucire”. In una città sospesa tra lo sfarzo millenario degli Scavi e l’affanno dei servizi che mancano, la candidatura di Antonietta Garzia si presenta come una rottura necessaria. Sintesi di un campo largo che mette insieme PD, Cinque Stelle e civismo attivo, Garzia lancia una scommessa ambiziosa: trasformare la memoria civile della lotta al racket in orgoglio quotidiano. È una sfida che parte dagli ultimi, dalle “ferite profonde” dei pendolari abbandonati e dalle donne che cercano riscatto. «Il potere ha senso solo se diventa possibilità per tutti», spiega la candidata.

Oltre il soffitto di cristallo: il potere come cura

Il cardine della sua proposta è un cambio di paradigma nell’amministrazione. Lo chiarisce subito, con una distinzione che profuma di teoria politica applicata alla strada: leadership femminista, non semplicemente femminile. Un ribaltamento semantico che ha l’obiettivo di scuotere i cardini della macchina amministrativa. “Ho dovuto convincere gli uomini che non avevo iniziato una guerra contro di loro – sottolinea -. Cosa intendo per leadership femminista? È una leadership che vuole guardare al mondo e al potere con gli occhi delle donne. La parola potere può essere declinata al positivo: come possibilità, come potere di liberare risorse ed energie. Se voglio mettere al centro la persona, non posso che avere uno sguardo femminista, perché le donne hanno una capacità di ascolto più spiccata e una visione più inclusiva”.

In una città che per trent’anni ha parlato il linguaggio del centrosinistra, anni di riscatto e di lotta durissima al racket che Garzia rivendica con orgoglio, oggi si avverte il bisogno di una “nuova linfa”. “La discontinuità proposta non è un rinnegamento del passato, ma un’evoluzione necessaria per combattere il mostro silente della politica moderna: l’astensionismo”.

Antonietta Garzia candidata sindaca Ercolano
Antonietta Garzia, candidata sindaca di Ercolano

La delibera zero: un PUC per liberare il futuro

Ercolano oggi appare come una città “ingessata”. I vincoli archeologici e paesaggistici, se non gestiti da una pianificazione moderna, rischiano di trasformarsi in catene. Per l’avvocata, la visione della città passa per un atto tecnico che è, prima di tutto, un atto politico: il Piano urbanistico Comunale.

La mia prima delibera sarà il PUC. Senza questo strumento non possiamo immaginare uno sviluppo economico, sociale e culturale. Anche un cambio di destinazione d’uso utile per aprire un’attività diventa un problema; è come se la città fosse zoppa. Ercolano ha tutte le condizioni per volare: dobbiamo mettere a sistema Vesuvio, Parco Archeologico, ville vesuviane e mare. Lavoreremo per la bandiera blu e per un waterfront che restituisca il mare ai cittadini e ai turisti”.

Ma la grande bellezza degli scavi deve fare i conti con la bruttezza dei disservizi. Il nodo è la Circumvesuviana, una “ferita profonda” che lacera la comunità da due anni. “La soppressione delle fermate è stata un colpo durissimo per i pendolari e per l’indotto turistico. Grazie alla sinergia con la Regione, stiamo già lavorando a un tavolo per risolvere il problema. Riportare e potenziare le fermate è la mia priorità assoluta”.

Gaetano Manfredi
Gaetano Manfredi

La diplomazia del territorio: l’asse con Manfredi e il sogno America’s Cup

Il progetto di Antonietta Garzia supera i confini comunali per agganciarsi ai grandi flussi del turismo internazionale. La sfida è trasformare Ercolano da tappa fugace a protagonista dei grandi eventi, sfruttando la sponda istituzionale con la città metropolitana e la Regione Campania.

Credo nella forza delle relazioni e la Coppa America rappresenta un’occasione imperdibile per l’intero territorio – sottolinea -. La sinergia con il sindaco Gaetano Manfredi e con la Regione ci permetterà di intercettare risorse e flussi turistici che spesso sfiorano Ercolano senza fermarsi. Dobbiamo smettere di agire come un’isola: attraverso accordi di programma mirati, i fondi destinati all’accoglienza per i grandi eventi internazionali devono tradursi in ricchezza reale per i nostri operatori e in visibilità per le nostre eccellenze. È questa la rete che serve per smettere di rincorrere le emergenze e iniziare finalmente a programmare la grandezza”.

Il “Modello Ercolano” 2.0: legalità ed etica della sicurezza

Per Antonietta Garzia, la legalità non deve essere solo una memoria civile da celebrare, ma un motore attivo di sviluppo e fiducia per le nuove generazioni. La sfida è trasformare il riscatto storico contro il racket in una qualità della vita tangibile, che passi per il decoro urbano e la protezione degli spazi comuni.

Abbiamo tenuto la schiena dritta contro ogni forma di prevaricazione, ora dobbiamo trasformare quel coraggio in orgoglio quotidiano – precisa -. La mia idea di città bella è legata a una sicurezza che sia rassicurante e non oppressiva. Immagino presidi serali della polizia municipale nei luoghi della movida e pattugliamenti costanti nei punti sensibili: vedere una volante trasmette un messaggio di cura ai turisti e ai cittadini. Se l’ercolanese torna a innamorarsi della sua terra e si sente protetto, sarà il primo a difenderla, a non gettare la carta per terra, a investire nel proprio futuro qui. Dobbiamo smettere di essere percepiti come la Cenerentola del territorio: la nostra identità è la nostra forza più grande”.

Welfare di prossimità e legalità etica

Sul fronte sociale, Garzia propone un modello basato sulla programmazione integrata, superando la logica degli interventi d’emergenza. Il cuore della sfida è la Legge 328, da utilizzare come leva per affrontare la disabilità gravissima e la violenza di genere, temi che la candidata affronta quotidianamente nella sua attività professionale.

Dobbiamo selezionare le emergenze e intervenire con coraggio. Una società inclusiva dove ciascuno si sente parte di un progetto è l’unica base possibile per una città turistica. Se il cittadino ercolanese non sta bene a casa sua, non può accogliere il turista. La mia idea di bellezza per questa città è etica, non solo estetica”.

Nonostante le tensioni della campagna elettorale e le recenti polemiche sui social, Garzia mantiene una linea di fermezza istituzionale, rifiutando il terreno dello scontro personale per restare sui temi. “Prendo le distanze da ogni aggressione o giudizio di valore. Abbiamo bisogno di identità e appartenenza. Voglio trasformare Pugliano e il mercato del vintage in un asset mondiale di sviluppo economico. Se gli ercolanesi torneranno a innamorarsi della loro terra, potremo fare miracoli”.

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