Scattano già le prime misure contro gli incendi boschivi a Napoli: rischio roghi prima dell’estate
La Campania si trova ad affrontare in anticipo il rischio roghi, minaccia che solitamente esplode nei mesi più caldi. Il quadro emerso dal vertice tenutosi presso il Palazzo di Governo di Napoli, convocato dal prefetto Michele Di Bari, è piuttosto preoccupante. Durante l’incontro per fare il punto su strategie di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi, sono emersi già episodi che fanno scattare l’allarme. Gli incendi hanno colpito diverse aree del territorio, tra cui Serrara, Fontana, Vico Equense, Sant’Anastasia e l’Isola di Ischia.
Le misure preventive: comuni in prima linea
Durante l’incontro a Napoli, è stata ribadita la necessità per i comuni di adottare tempestivamente una serie di misure fondamentali. Tra queste, la verifica del corretto funzionamento delle prese idriche antincendio e la trasmissione della loro geolocalizzazione ai Vigili del Fuoco. Inoltre, è stato raccomandato il prolungamento degli orari di apertura delle isole ecologiche. Un modo, questo, per favorire lo smaltimento corretto dei rifiuti vegetali ed evitare pratiche altamente rischiose, come la combustione all’aperto. Di fondamentale importanza, anche l’aggiornamento dei Piani Comunali di Protezione Civile, con attenzione particolare alle sezioni dedicate proprio al rischio incendi.
La gestione delle infrastrutture
Agli enti competenti è stato chiesto anche di garantire la pulizia e lo sfalcio della vegetazione lungo le strade. In questo modo, si riduce il rischio di innesco e propagazione di roghi. Sono interventi ordinari, ma che hanno una fondamentale importanza dal punto di vista strategico, specie se si è in un contesto come quello della Campania, dove si sviluppa crescente vulnerabilità dal punto di vista ambientale.
Dal punto di vista operativo, i Vigili del Fuoco hanno assicurato la piena disponibilità di personale e mezzi per affrontare le eventuali emergenze. Di particolare importanza, anche la formazione di nuovi Direttori delle Operazioni di Spegnimento, figura essenziale nella gestione di interventi sul campo. Il reparto Aeronavale della Guardia di Finanza, inoltre, ha garantito l’impiego dei propri mezzi per supportare le operazioni, soprattutto nelle zone costiere e nelle aree insulari.
Non meno importante, l’aspetto della prevenzione e la repressioni di incendi di origine dolosa o colposa. A tal proposito, le Forze dell’Ordine hanno intensificato il pattugliamento delle aree maggiormente a rischi. Ancora, il sistema di videosorveglianza attivo del Parco Nazionale del Vesuvio è uno strumento essenziale per individuare velocemente eventuali focolai.

Un’emergenza che anticipa l’estate
Solitamente, il periodo di maggiore rischio incendi si colloca tra metà giugno e metà ottobre. I dati registrati all’inizio dell’anno segnalano una forte anomalia: il numero di roghi è già elevato e, per questo, le autorità stanno agendo preventivamente. Uno scenario che evidenzia una forte criticità legata non solo alle condizioni climatiche, ma anche alla gestione del territorio campano e, in alcuni casi, alla natura dolosa degli incendi.
Il dato che emerge, ossia che la Campania entra di fatto in una fase di emergenza ancor prima dell’inizio dell’estate, mette in allarme. Si tratta, infatti, di un segnale chiaro che impone un cambio nella gestione del rischio e anche una maggiore responsabilizzazione collettiva. Intanto, continueranno gli incontri periodici per monitorare la situazione e l’attuazione delle misure.


