operaio - immagine di repertorio
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27 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Campania, allarme sicurezza nei luoghi di lavoro: cresce la mortalità e la regione finisce in zona rossa

Federcepicostruzioni: cresce l’allarme per infortuni in itinere e criticità strutturali nei cantieri

In Campania la sicurezza sul lavoro resta un tema di forte emergenza, con la regione che rientra nella cosiddetta “zona rossa” per l’incidenza dei decessi. Secondo i dati diffusi nel 2025, il numero di morti sul lavoro supera di oltre il 25% la media nazionale. Il quadro si inserisce alla vigilia della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, richiamando l’attenzione delle associazioni di categoria e delle istituzioni.

Il quadro degli infortuni in Campania nel 2025

La Campania si conferma tra le regioni italiane con il maggior numero di vittime complessive sul lavoro, insieme a Lombardia, Veneto, Sicilia, Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio. Nonostante una sostanziale stabilità del dato complessivo delle denunce nel Mezzogiorno, la regione mostra segnali di peggioramento su alcune tipologie di infortuni.

In particolare, nel 2025 si registra un incremento degli infortuni in itinere pari al +14,2% rispetto all’anno precedente. Un dato che colloca la Campania tra le realtà territoriali con la crescita più significativa in questo segmento. Si tratta degli incidenti che avvengono durante gli spostamenti casa-lavoro e lavoro-casa, una componente spesso indicativa di criticità legate alla mobilità, all’organizzazione dei turni e alla sicurezza stradale. Il dato più rilevante resta però quello dell’incidenza dei decessi: a fine 2025 la Campania rientra tra le regioni classificate in “zona rossa”, con un tasso di mortalità sul lavoro superiore di oltre il 25% rispetto alla media nazionale, fissata a 33,3 decessi per milione di lavoratori. Un indicatore che, secondo gli esperti del settore, evidenzia una fragilità strutturale del sistema produttivo regionale.

L’allarme di Federcepicostruzioni e il focus sull’edilizia

A richiamare l’attenzione sulla situazione è Federcepicostruzioni, che alla vigilia della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro chiede un cambio di passo concreto nel comparto delle costruzioni. «Non possiamo accompagnare questa Giornata, anche quest’anno, soltanto con l’ennesimo bollettino di vittime», ha dichiarato il presidente nazionale Antonio Lombardi. «La sicurezza va resa quotidiana, reale, verificabile».

Secondo l’associazione, il settore edile continua a rappresentare uno dei comparti a più alto rischio, sia per la complessità delle lavorazioni sia per la presenza diffusa di cantieri temporanei e mobili. In questo contesto, la Campania evidenzia criticità particolarmente accentuate, che si riflettono nei dati sugli infortuni gravi e mortali.

Lombardi sottolinea come la posizione della regione tra quelle con più vittime e con un’incidenza superiore alla media nazionale imponga interventi strutturali: «Non basta indignarsi: bisogna intervenire su organizzazione del lavoro, controlli, formazione, qualificazione delle imprese e tecnologie di prevenzione, soprattutto nei cantieri, dove il rischio continua a essere altissimo».

Infortuni in itinere e vulnerabilità del sistema produttivo

Uno degli aspetti più critici evidenziati dai dati riguarda l’aumento degli infortuni in itinere. Il +14,2% registrato in Campania nel 2025 rappresenta un segnale che va oltre il singolo episodio e rimanda a fattori sistemici. Tra questi, la congestione del traffico urbano e metropolitano, la frammentazione dei tempi di lavoro e l’utilizzo di mezzi di trasporto non sempre adeguati. Elementi che contribuiscono ad aumentare il rischio per i lavoratori durante gli spostamenti quotidiani.

L’incidenza complessiva dei decessi, superiore di oltre un quarto rispetto alla media nazionale, viene interpretata dagli operatori del settore come indicatore di una vulnerabilità più ampia. Non solo legata alla sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche alla qualità dell’organizzazione produttiva e alla capacità di prevenzione. In questo scenario, il tessuto economico regionale mostra una forte eterogeneità, con la presenza di imprese strutturate accanto a realtà più piccole e meno attrezzate sul piano della sicurezza.

operaio edile - immagine di repertorio
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Verso la Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro

La ricorrenza del 28 aprile arriva dunque in un contesto che in Campania si conferma particolarmente delicato. Le associazioni di categoria chiedono che la giornata non si traduca in una semplice occasione commemorativa, ma in un momento di verifica delle politiche di prevenzione.

Il tema centrale resta quello dell’efficacia dei controlli, della formazione obbligatoria e dell’adozione di tecnologie in grado di ridurre il rischio nei cantieri e nei luoghi di lavoro. La sfida è trasformare la sicurezza da obbligo formale a pratica quotidiana. In una regione che continua a registrare numeri superiori alla media nazionale per mortalità sul lavoro, l’obiettivo indicato è quello di un intervento coordinato tra istituzioni, imprese e parti sociali, capace di incidere in modo concreto sulla riduzione degli incidenti.

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