Mario Casillo annuncia il piano per il rilancio della Circumvesuviana: nuovi treni, stazioni riqualificate e corse ogni 15 minuti.
La promessa è chiara: trasformare la Circumvesuviana da simbolo delle difficoltà del trasporto regionale a pilastro della nuova mobilità campana. A rilanciare il piano è Mario Casillo, che annuncia una nuova fase per EAV con l’obiettivo di aumentare frequenze, recuperare passeggeri e riportare il trasporto su ferro al centro della strategia regionale. A riportare la notizia è il quotidiano Metropolis.
Una sfida che non riguarda solo i treni, ma la credibilità stessa del sistema di mobilità pubblica in Campania.
La delibera in giunta e il piano per EAV
Casillo parla di un lavoro già avviato all’interno della Regione e destinato a tradursi rapidamente in atti concreti.
“Porteremo in giunta una delibera con cui daremo l’indirizzo delle azioni da portare avanti”, spiega il vicepresidente, indicando alcuni punti centrali del piano: acquisto di nuovi convogli, riqualificazione delle stazioni, potenziamento dei parcheggi di interscambio e possibile separazione societaria.
Un insieme di interventi che punta a intervenire non solo sull’emergenza quotidiana, ma sulla struttura stessa dell’azienda.

L’obiettivo: un treno ogni 15 minuti
Il cuore dell’annuncio riguarda la frequenza del servizio. Secondo Casillo, entro due o tre anni la Circumvesuviana dovrebbe garantire almeno un treno ogni 15 minuti, con tempi ancora più ridotti sulle tratte a maggiore domanda.
Un obiettivo ambizioso se confrontato con le criticità che hanno caratterizzato la rete negli ultimi anni: ritardi, soppressioni, guasti tecnici e carenza di convogli. Ed è proprio su questo terreno che si misura la sfida politica della Regione.
La crisi di fiducia attorno alla Circumvesuviana
Dietro il rilancio annunciato c’è un dato che pesa più di tutti: EAV avrebbe perso circa il 40% dei passeggeri rispetto al periodo pre-Covid. Un crollo che non viene letto solo in termini economici, ma come perdita di fiducia da parte degli utenti.
Per anni, infatti, la Circumvesuviana è stata percepita come un servizio instabile, spesso incapace di garantire puntualità e continuità. Recuperare quei passeggeri significa quindi non solo migliorare l’offerta, ma convincere nuovamente i cittadini a scegliere il trasporto pubblico.

Il modello Napoli e la sfida culturale
Nel ragionamento della Regione emerge un riferimento preciso: la metropolitana di Napoli. Il modello evocato è quello di un sistema frequente, affidabile e competitivo rispetto all’auto privata. L’idea è replicare quella capacità di attrazione anche sulla rete Circum, trasformando il treno in una scelta quotidiana e non residuale.
Una sfida che però non è soltanto infrastrutturale. È anche culturale: cambiare le abitudini di mobilità in territori dove l’uso dell’auto resta dominante.
Trasporti, ambiente ed economia
Il piano per EAV si inserisce dentro una visione più ampia che collega mobilità, sostenibilità e sviluppo economico. Una rete ferroviaria efficiente viene considerata strategica non solo per ridurre traffico e tempi di percorrenza, ma anche per migliorare la qualità della vita e ridurre l’impatto ambientale.
Sul fondo resta però una questione decisiva: la capacità di tradurre gli annunci in risultati percepibili dagli utenti. Perché sulla Circumvesuviana, più che altrove, il tema non è la promessa, ma la fiducia.
La partita politica dei trasporti regionali
Il rilancio di EAV assume inevitabilmente anche un peso politico. La gestione del trasporto pubblico campano è diventata negli anni uno dei temi più sensibili per cittadini e amministrazioni, soprattutto nelle aree servite dalla Circumvesuviana.
L’annuncio di Casillo si inserisce quindi in una fase in cui la Regione prova a rilanciare la propria immagine anche attraverso le infrastrutture e i servizi. E il successo o il fallimento di questo piano rischia di diventare uno dei principali parametri con cui verrà giudicata la capacità amministrativa regionale nei prossimi anni.
La Regione prova a rilanciare la Circumvesuviana con nuovi investimenti e obiettivi ambiziosi. Ma dopo anni di criticità, la sfida non sarà solo far arrivare nuovi treni. Sarà convincere i cittadini che il trasporto pubblico campano può finalmente diventare affidabile.


