Tir - immagine di repertorio
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📍 Caserta

20 Aprile 2026

Ilenia Violante

Tragedia San Nicola la Strada, incidente mortale sull’A1 durante il corteo dei tir: morto un camionista 55enne investito da un’auto

Il conducente era sceso dal mezzo per partecipare al corteo contro il caro carburante: i sindacati sospendono immediatamente la mobilitazione

Un camionista di 55 anni è morto investito da un’auto mentre manifestava sull’autostrada A1 durante la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante. L’incidente è avvenuto poco dopo la mezzanotte di lunedì 20 aprile, all’altezza dell’area di servizio di San Nicola la Strada, nel Casertano. Il conducente dell’auto si è fermato ed è stato denunciato. La protesta dei tir è stata sospesa nelle ore immediatamente successive alla tragedia.

La dinamica dell’incidente sull’A1

La vittima, originaria di Marano di Napoli, aveva lasciato il proprio mezzo pesante per unirsi al corteo organizzato da Trasportounito lungo la carreggiata autostradale. La colonna di tir era ferma sul margine destro, qualche chilometro prima dello svincolo di Caserta Sud e dell’innesto con l’A30. Il 55enne si trovava tra la prima e la seconda corsia, lasciata libera al traffico, quando è stato travolto da un’auto in transito. Nonostante i soccorsi, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Sul posto è intervenuta la Polizia Stradale, che ha effettuato i rilievi e sta conducendo le indagini del caso. Il conducente dell’automobile si è fermato ed è stato denunciato.

La protesta sospesa dopo la morte del camionista

La notizia della morte ha fermato tutto. Il segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo, ha annunciato la sospensione immediata della mobilitazione, dichiarandosi sconvolto per quanto accaduto. La vittima era un uomo ancora giovane, con una famiglia. Il blocco dei tir era stato programmato per sei giorni consecutivi, dal 20 al 25 aprile, con inizio a mezzanotte e termine alle ore 24:00 di sabato. La protesta si è conclusa anticipatamente poco prima delle 5 del mattino.

Va ricordato che la Commissione di Garanzia sugli scioperi aveva già richiesto la revoca o la riformulazione del fermo nazionale, ritenendolo non conforme alla legge. Gli organizzatori avevano però confermato la mobilitazione fino alla tragedia di questa notte.

Il caro carburante alla base della protesta

Dietro alla protesta c’è una crisi economica sempre più pesante per il settore dell’autotrasporto. Il gasolio è stabilmente sopra i 2 euro al litro, trascinato in alto dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, e le piccole imprese del settore denunciano una situazione ormai al limite della sostenibilità. “Di questo passo c’è il rischio che molte piccole imprese di autotrasporti chiudano i battenti per sempre“, si legge nella nota diffusa da Trasportounito nei giorni scorsi. Gli autotrasportatori giudicano insufficienti gli interventi del Governo messi in campo finora per calmierare i prezzi, e avevano scelto lo sciopero generale come forma estrema di pressione.

Le ripercussioni della protesta, prima che venisse sospesa, si erano già fatte sentire. Rallentamenti e blocchi sulle principali arterie autostradali, con il rischio concreto, nelle intenzioni degli organizzatori, di ritardi nelle consegne e carenze di prodotti nei supermercati. Una pressione che ora lascia spazio soltanto al dolore per la perdita di un lavoratore che quella battaglia la stava combattendo in prima persona, sceso dal suo mezzo nel cuore della notte per far sentire la propria voce.

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