Buco in banca: rapina a Napoli
Buco in banca: rapina a Napoli
📍 Napoli

17 Aprile 2026

Giuseppe Barone

Napoli, rapina da film tra il ‘napoletano stretto’ e le battute: “Siamo lavoratori come voi”

Emergono ulteriori novità dopo la rapina in banca di ieri a Napoli. Stavolta a descrivere la giornata surreale sono gli ostaggi

Quella di ieri è stata una giornata da film per la città di Napoli, che si è fermata per la rapina effettuata alla filiale Credit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro. Un’operazione di stampo quasi ‘cinematografico’ tra le ricostruzioni degli ostaggi e quanto emerso poi dalle indagini anche in relazione al metodo di fuga impiegato dai rapinatori. I banditi, dopo aver usato un cunicolo fognario, hanno razziato oltre 100 cassette di sicurezza per un valore da stimare nell’ordine dei milioni di euro. Il tutto è quindi culminato con fuga e mancato arresto, mentre nel mezzo non sono mancate anche premure e gentilezze da parte degli stessi malviventi. Curiosità emerse dal racconto di alcune persone presenti.

Napoli, una rapina surreale: “Siamo lavoratori come voi”

Napoli ha quindi regalato un’altra storia ai confini della realtà. A raccontare ulteriori dettagli è stato un ostaggio rimasto anonimo, che ha svelato svariati retroscena ai colleghi di ‘NapoliToday.it’. Un’esperienza descritta persino come “divertente” e mai davvero pericolosa. Trattati con sorprendente gentilezza, ma con ordini in “napoletano stretto”, gli ostaggi hanno vissuto ore che certamente ricorderanno per tanto tempo.

Rapina carabinieri a Napoli
Immagini sul luogo della rapina a Napoli

Nel racconto è emerso che quando è stato chiaro il tentativo di rapina, c’è chi ha esclamato: “Dovevate venire proprio oggi?”. Non è mancata la risposta di uno dei rapinatori: “Eh, certo, mica potevamo venire domani che è venerdì 17!. Indossando passamontagna e forse mascherine anti-riconoscimento biometrico, i ladri hanno invitato a lasciare borse e cellulari su una scrivania, rassicurando: “Siamo lavoratori come voi, non vi prendiamo i soldi vostri”.

Una situazione quindi molto particolare in cui una signor in crisi d’ansia è stata persino calmata con tanto di invito a bere un po’ d’acqua. All’arrivo dei carabinieri: “E mo’ a questi chi li ha chiamati?”, ha esclamato un bandito.

Il cunicolo per la fuga

La stessa fonte ha quindi sottolineato anche che le indagini hanno svelato il punto di accesso. Un cunicolo di meno di 20 metri collegato al sistema fognario, con diametro di circa un metro, utile proprio per dileguarsi. L’esperto del sottosuolo napoletano, Gianluca Minin, ha ispezionato il tunnel trovando un generatore arrugginito, repertato dalla scientifica.

Una fuga da film o serie tv che ha consentito ai rapinatori di portare via cifre importanti anche se complesse da definire. Si tratterebbe di svariati milioni di euro. Sono infatti stare razziate oltre un centinaio di cassette di sicurezza, quelle dei clienti storici della vecchia filiale di via Scarlatti 200, trasferite lì dopo la chiusura. Intatte le casseforti del caveau principale.

Fiducia nella banca nonostante la rapina

Non sono mancati in queste ore clienti in fila per verificare i danni. Una signora a ‘NapoliToday’ ha comunque confermato la propria fiducia: “sono cose che possono succedere ovunque e no, non sposterò altrove i miei beni“. C’è però anche chi dopo un’esperienza simile non si sente del tutto al sicuro.

Una rapina cinematografica che a conti fatti ai diretti interessati non ha lasciato troppa paura, ma che fa comunque riflettere sulla sicurezza delle banche.

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