La comunità di Ponticelli si è stretta attorno alla famiglia del 20enne ucciso da un colpo d’arma da fuoco all’alba del 7 aprile
Il funerale di Fabio Ascione si è svolto a Napoli, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo del quartiere Ponticelli, nella zona orientale della città. Il giovane, 20 anni, è stato ucciso da un colpo di pistola al torace nella notte tra il 6 e il 7 aprile. Alla cerimonia hanno partecipato centinaia di persone, insieme alle autorità locali e all’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia. La bara bianca è stata accolta da una folla di parenti, amici e residenti del quartiere. La cerimonia si è svolta in forma pubblica, dopo una decisione della Questura di Napoli che nelle ore precedenti aveva valutato anche l’ipotesi di funerali privati per ragioni di ordine pubblico, poi rientrata. Non è stato invece autorizzato il corteo funebre.
La cerimonia nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nel cuore di Ponticelli, si è riempita fin dalle prime ore del pomeriggio. Il feretro di Fabio Ascione è arrivato circondato da una grande partecipazione della comunità locale, che si è raccolta in silenzio davanti all’ingresso. Sulla bara bianca erano state deposte una maglia del Bingo di Cercola, dove il ragazzo lavorava, e una maglia bianca dell’A.S.D. “Barone Calcio” con il numero 7 e il cognome Ascione. Presenti anche fotografie e simboli religiosi, tra cui due rosari. La madre del giovane, Rita, si è lasciata andare al dolore al momento dell’ingresso del feretro, seduta nei primi banchi insieme ai familiari. Fuori dalla chiesa erano esposti manifesti di cordoglio che parlavano di una “incomprensibile tragedia”. In molti hanno sottolineato la partecipazione di giovani del quartiere, compagni di lavoro e amici del 20enne.
Il messaggio dell’arcivescovo Domenico Battaglia
La messa funebre è stata celebrata dall’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, che ha rivolto parole di forte impatto durante l’omelia. Il presule ha ricordato come, da quando è a Napoli, abbia celebrato numerosi funerali di giovani vittime di violenza armata. «Da quando sono a Napoli, sono stati troppi i funerali di giovani, di ragazzi, di fratelli uccisi da proiettili assassini», ha affermato Battaglia, sottolineando come queste morti rappresentino “vite spezzate” e “sogni infranti”.
Nel corso dell’omelia ha inoltre rivolto un appello alla città: «Napoli deve avere il coraggio di guardarsi allo specchio», evidenziando le disuguaglianze sociali e la difficoltà di una parte della popolazione giovanile a costruire percorsi di vita alternativi alla violenza. Le sue parole hanno richiamato la necessità di una risposta collettiva della comunità per interrompere la spirale di episodi violenti che coinvolgono soprattutto i più giovani.

Le indagini e la reazione del quartiere
Secondo quanto emerso dalle ricostruzioni investigative, la morte di Fabio Ascione sarebbe avvenuta a seguito di un colpo partito accidentalmente da un’arma da fuoco. Nelle ore precedenti alla cerimonia funebre, sono stati eseguiti provvedimenti legati alle indagini: un 23enne si è costituito, mentre un minorenne è stato fermato dagli inquirenti.
La dinamica dell’episodio, secondo quanto riferito, sarebbe collegata a una sparatoria avvenuta poco prima in un contesto di contrasti tra gruppi criminali della zona. Il giovane sarebbe stato colpito mentre si trovava nei pressi di un bar, senza essere coinvolto nei fatti. Nel quartiere Ponticelli il funerale ha rappresentato un momento di forte partecipazione collettiva. Molti residenti hanno parlato di una comunità colpita e scossa, stretta attorno alla famiglia del ragazzo. Le associazioni antiracket e per la legalità hanno diffuso messaggi in cui viene ribadita la necessità di interrompere la normalizzazione della violenza e rafforzare il tessuto sociale del territorio.


