Nel progetto di riqualificazione della costa occidentale di Napoli, il commissariato conferma interventi sul sistema fognario e sugli scarichi di troppo pieno, in particolare nella zona di Bagnoli. L’obiettivo è ridurre l’impatto sui fondali tra Nisida e la Gaiola.
Nel tratto di mare tra Napoli e l’area di Bagnoli-Coroglio prosegue il confronto sullo stato dei fondali e sull’impatto degli scarichi urbani. A seguito di un articolo che ha riportato la presenza di rifiuti e materiali plastici sui fondali, il Commissariato per la bonifica ha ribadito l’esistenza di un piano di intervento già in corso. L’obiettivo è ridurre il rischio di sversamenti durante eventi meteorici intensi. Inoltre, si vuole migliorare la qualità delle acque lungo la fascia costiera occidentale.
Le criticità del sistema di scarico in condizioni di pioggia intensa
La questione riguarda in particolare la configurazione degli scarichi di “troppo pieno” della rete fognaria. In caso di precipitazioni molto intense, parte delle acque può essere convogliata a mare senza aver completato il trattamento negli impianti dedicati. Secondo quanto riportato in una nota attribuita al subcommissario straordinario per la bonifica e rigenerazione urbana dell’area, questa criticità non sarebbe stata trascurata. Essa è stata invece inserita all’interno di una più ampia strategia di intervento. Infatti, il problema degli sversamenti temporanei è considerato uno degli elementi tecnici più delicati nella gestione delle reti miste urbane. Questo è vero soprattutto in aree costiere densamente urbanizzate come quella occidentale di Napoli.
L’attenzione si concentra anche sulla presenza di rifiuti solidi, tra cui plastiche, salviette e materiali assorbenti. Questi possono raggiungere il mare durante gli episodi di sovraccarico della rete.
Il piano di riqualificazione del sistema fognario
Il progetto di riqualificazione del sistema fognario della fascia costiera occidentale, promosso dal Commissario Straordinario di Governo e da Invitalia, prevede un insieme coordinato di interventi infrastrutturali. Tra le principali misure figura il convogliamento dei reflui verso l’impianto di pretrattamento di Coroglio. L’obiettivo è ridurre il rilascio diretto in mare nei momenti di emergenza idraulica. Inoltre, è prevista l’introduzione di sistemi di grigliatura verticale con maglie da circa 30 millimetri, collocati a monte degli scarichi di troppo pieno.
Questi dispositivi avrebbero la funzione di intercettare i materiali solidi prima che possano raggiungere l’ambiente marino. Così si riduce la dispersione di rifiuti galleggianti e micro-detriti. Secondo la documentazione progettuale richiamata nelle comunicazioni istituzionali, l’intervento rientra in un più ampio piano di potenziamento dell’impianto di trattamento. Inoltre, si mira alla gestione controllata delle portate di piena. L’obiettivo dichiarato è migliorare la resilienza del sistema in caso di eventi meteorici estremi. Questi risultano sempre più frequenti negli ultimi anni.

Tutela degli habitat marini tra Gaiola e Nisida
Un aspetto centrale del progetto riguarda la tutela degli ecosistemi marini presenti nel tratto costiero tra Gaiola e Nisida. Si tratta di un’area caratterizzata da habitat di pregio e da una forte biodiversità. Le autorità coinvolte sostengono che la riduzione del carico di rifiuti solidi e il miglioramento del trattamento delle acque possano contribuire alla salvaguardia degli ambienti sommersi. L’intervento viene quindi inquadrato non solo come opera infrastrutturale, ma anche come misura di protezione ambientale a lungo termine. Il tema della compatibilità tra infrastrutture urbane e tutela del mare resta centrale. Ciò è vero soprattutto in un contesto in cui la pressione antropica sulla costa è storicamente elevata.
Il quadro amministrativo e la fase di attuazione
Il piano rientra nel più ampio programma di rigenerazione urbana e ambientale dell’area di Bagnoli-Coroglio, coordinato dal Commissariato straordinario. Alcuni passaggi progettuali sono stati oggetto di valutazione anche da parte del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, che ne avrebbe confermato la validità in sede giurisdizionale. La strategia complessiva si inserisce in un percorso di lungo periodo. Essa punta alla riconversione dell’ex area industriale e al miglioramento della qualità ambientale del litorale. In questo quadro, il potenziamento della rete fognaria viene considerato uno degli elementi infrastrutturali fondamentali per sostenere la trasformazione urbana.
Secondo le istituzioni coinvolte, gli interventi previsti dovrebbero consentire una progressiva riduzione dell’impatto degli scarichi non trattati. I benefici attesi sono sia per l’ambiente marino sia per la fruibilità della costa.


