Bagnoli blocco ai camion dagli attivisti No America'sCup.
Bagnoli blocco ai camion dagli attivisti No America'sCup.

13 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Bagnoli, nuovo blocco contro i camion dell’America’s Cup: “I palazzi vibrano, così non si può vivere”

Gli abitanti di via Diocleziano hanno fermato all’alba i mezzi pesanti diretti ai lavori dell’area ex Italsider: “Le vibrazioni fanno tremare i palazzi”

Nuovo blocco stradale questa mattina a Bagnoli, dove alcuni residenti hanno fermato i camion diretti ai cantieri dell’America’s Cup. La protesta è iniziata all’alba, intorno alle 4.30, in via Diocleziano. Gli abitanti segnalano forti vibrazioni provocate dal passaggio dei mezzi pesanti e chiedono interventi urgenti per la sicurezza degli edifici e per il rientro nelle abitazioni delle famiglie sgomberate.

Il blocco all’alba dei camion in via Diocleziano

Il presidio è scattato nelle prime ore del mattino, quando un gruppo di residenti della zona di via Diocleziano si è posizionato lungo la carreggiata all’altezza dell’incrocio con via Nuova Agnano, fermando il transito dei camion diretti ai cantieri dell’area di Bagnoli. Secondo quanto riporta Fanpage, il passaggio dei mezzi pesanti sarebbe alla base di vibrazioni percepite con intensità dagli edifici circostanti. Una condizione che, sempre secondo i residenti, alimenta preoccupazione per la stabilità delle strutture e per la sicurezza delle persone. Il blocco ha interessato in particolare l’area dove insiste il civico 660 di via Diocleziano, già al centro di interventi dopo lo sgombero disposto a seguito della voragine apertasi il 29 gennaio scorso. Le 54 famiglie coinvolte erano state invitate a lasciare temporaneamente gli appartamenti in attesa delle verifiche tecniche sulla stabilità dello stabile.

Le ragioni della protesta dei residenti

I cittadini scesi in strada chiedono interventi rapidi per la messa in sicurezza degli edifici e una riduzione dei disagi legati al traffico dei mezzi pesanti. Al centro delle contestazioni ci sono le vibrazioni prodotte dai camion, che secondo i residenti contribuirebbero al distacco di calcinacci e a condizioni di crescente insicurezza. Durante la manifestazione si sono aggiunti anche attivisti, collettivi e associazioni del territorio, che hanno espresso solidarietà agli abitanti della zona sgomberata. La richiesta principale è quella di accelerare i lavori di somma urgenza necessari a consentire il rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni. I manifestanti hanno inoltre sollecitato un intervento del Comune di Napoli per la gestione del traffico dei mezzi pesanti, con l’obiettivo di ridurre l’impatto sulle aree residenziali.

I lavori nell’area dell’ex Italsider e il progetto America’s Cup

Nel frattempo, nell’area del Sito di Interesse Nazionale Bagnoli-Coroglio, i lavori di riqualificazione procedono secondo il cronoprogramma previsto. Le attività si concentrano sull’area dell’ex Italsider, dove è in fase avanzata la copertura della colmata. Contestualmente proseguono le operazioni di rimozione del pontile e lo smontaggio dei cassoni, mentre è in corso la realizzazione dell’armatura della futura piattaforma che verrà completata nelle prossime settimane. Secondo le previsioni, l’area dovrebbe essere pronta tra maggio e giugno, periodo in cui è atteso l’arrivo dei primi team impegnati nella preparazione della Coppa America.

America’s Cup a Bagnoli
America’s Cup a Bagnoli

Le richieste al Comune e la situazione degli sgomberi

La situazione degli edifici sgomberati resta uno dei punti centrali della vertenza. Le famiglie allontanate dal civico 660 di via Diocleziano attendono ancora il completamento delle verifiche tecniche e l’avvio degli interventi necessari al rientro. I residenti chiedono tempi certi e un coordinamento più efficace tra lavori infrastrutturali e sicurezza urbana, evidenziando come la convivenza tra cantieri e abitazioni stia generando tensioni crescenti. La protesta si inserisce così in un quadro più ampio di conflitto tra esigenze di riqualificazione dell’area di Bagnoli e richieste di tutela da parte della popolazione residente, che continua a chiedere soluzioni immediate per la gestione dell’emergenza abitativa e dei disagi legati ai lavori in corso.

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