Comune di Sorrento Foto: social
Comune di Sorrento Foto: social

10 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Sorrento scossa dalla corruzione: 15 nuovi indagati per appalti truccati e concorsi manipolati

La Procura chiede 21 misure cautelari per il “sistema” degli affidamenti pubblici. Nel mirino dirigenti, imprenditori e un ex consigliere. Sequestrati 115mila euro in contante a un intermediario dei concorsi

L’onda d’urto giudiziaria che sta travolgendo l’amministrazione comunale di Sorrento non si arresta. Questa mattina, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata hanno notificato 15 inviti a rendere interrogatorio preventivo ad altrettanti indagati. Questo è avvenuto nel quadro di un’inchiesta che ha già messo in luce uno scandalo senza precedenti. L’indagine, che si aggiunge al filone avviato lo scorso 20 maggio 2025 con l’arresto in flagranza dell’ex sindaco Massimo Coppola, ha permesso agli inquirenti di scoprire un collaudato sistema clientelare. Tra il 2022 e il 2024, questo sistema ha controllato la gestione degli appalti pubblici e la manipolazione dei concorsi comunali. Il “sistema” aveva come obiettivo la spartizione degli appalti. Inoltre, puntava al condizionamento delle procedure concorsuali a favore di imprese e soggetti “amici”.

21 richieste di arresto per dirigenti, imprenditori e un ex consigliere

L’ulteriore evoluzione dell’inchiesta ha portato la Procura della Repubblica di Torre Annunziata a richiedere 21 misure cautelari per altrettanti soggetti coinvolti. Tra questi ci sono dirigenti e funzionari del Comune di Sorrento, imprenditori e persino un ex consigliere comunale. Di questi, 4 sono accusati di dover scontare la detenzione in carcere. I restanti 17 potrebbero invece essere sottoposti alla detenzione domiciliare. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) dovrà ora decidere in merito. Per farlo, sentirà gli indagati nelle giornate del 16 e 17 aprile 2026.

L’indagine ha toccato i vertici dell’amministrazione locale. Infatti, tra gli indagati ci sono 3 dirigenti e 2 funzionari del Comune, ma anche sei imprenditori, un membro della commissione di valutazione degli appalti e numerosi privati. Le accuse sono di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbativa d’asta e turbativa della libertà di scelta del contraente. Questi sono reati che, se confermati, segnerebbero un duro colpo all’immagine e all’efficienza dell’amministrazione.

Gli appalti sotto la lente: dalle grandi opere al marketing turistico

L’inchiesta ha messo nel mirino una serie di importanti progetti che hanno riguardato la città di Sorrento negli ultimi anni. Tra i settori più sotto accusa ci sono il turismo e il marketing territoriale. In particolare, le indagini riguardano le campagne di promozione del brand “Sorrento” e gli appalti per la gestione di eventi e attività turistiche. Inoltre, le indagini hanno rivelato che molte di queste attività sono state affidate a società amiche, tra cui Kidea srl e Comunicando, tra il 2021 e il 2024.

Anche il settore delle grandi opere e della cultura è finito nel mirino degli inquirenti. L’adeguamento tecnologico e la gestione del Teatro Tasso, nonché i lavori di riqualificazione dello Stadio Italia, sono stati caratterizzati da una gestione “allegra” degli appalti. Tuttavia, non è solo la cultura a essere coinvolta: sono finiti sotto inchiesta anche servizi pubblici come la fornitura di arredi e l’ampliamento di strutture comunali. Tra queste, emerge il caso di un edificio riconvertito in asilo nido nella frazione Priora.

In tutti questi casi, le accuse ruotano intorno a bandi truccati e affidamenti “su misura” per favorire ditte e imprese in cambio di favori e utilità personali. Una gestione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe distorto gravemente il principio di trasparenza e concorrenza degli appalti pubblici.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza – Immagine di repertorio

Il “mercato” dei concorsi pubblici e i 115mila euro sequestrati

Un capitolo particolarmente delicato dell’inchiesta riguarda i concorsi pubblici banditi dal Comune di Sorrento per l’assunzione di personale. Secondo quanto emerso, alcuni concorsi sarebbero stati manipolati per favorire determinati candidati. Tra i protagonisti di questa parte dell’inchiesta c’è un intermediario. Il suo coinvolgimento nelle manovre di assunzione avrebbe portato al sequestro di una somma di 115mila euro in contante. La cifra, trovata dai finanzieri durante una perquisizione, è considerata un chiaro segnale delle “commissioni” versate per garantire l’esito favorevole dei concorsi.

Questo episodio ha contribuito a fare luce su una rete complessa di corruzione che ha permeato diversi settori dell’amministrazione comunale. Ora gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’intero giro di favori e scambi illeciti. Vogliono così mettere a nudo le modalità con cui il denaro pubblico è stato utilizzato per scopi privati.

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