Il modello Fico va in frantumi, Casa Riformista e Sinistra Italiana pronti a sfidare lo “sceriffo”
Una mossa politica che segna un altro capitolo della lunga carriera di Vincenzo De Luca, il quale, con determinazione, è riuscito a stravolgere ancora una volta il panorama politico salernitano. L’ex governatore della Campania ha annunciato ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Salerno, forzando il Partito Democratico (ormai sotto la guida di suo figlio Piero) a non presentare il proprio simbolo alle elezioni. Questo spacca definitivamente il cosiddetto “campo largo” che avrebbe dovuto unire tutte le forze progressiste, lasciando Cinquestelle e Avs a correre da soli.
La scelta di De Luca: il ritorno al civismo
Vincenzo De Luca, sempre in cerca di consolidare il suo potere locale, ha scelto di presentarsi come un candidato civico. Nonostante l’appoggio di alcuni settori del Partito Democratico e dei socialisti, ha fatto in modo che il simbolo del Pd non venisse utilizzato nella campagna elettorale. La sua intenzione è chiara: non essere legato a logiche di partito, ma rimanere figura di riferimento per una parte significativa dell’elettorato salernitano, convinto che l’alleanza con il Pd non possa più soddisfare le sue ambizioni personali e politiche. Una scelta che, paradossalmente, non trova d’accordo il Movimento 5 Stelle, che con determinazione sta cercando di costruire una candidatura alternativa.
La sfida delle forze progressiste
Il Pd di Salerno, già indebolito dalla presenza di De Luca, si trova ora a dover fare i conti con la frammentazione dell’alleanza di centrosinistra. Mentre il Partito Democratico si arrende alla mossa del rais salernitano, Cinquestelle, Azione, Casa Riformista e Sinistra Italiana stanno lavorando per presentare un candidato alternativo. Il nome che più di tutti sembra emergere in queste ore è quello di Alberto Di Lorenzo, architetto e già dirigente di rilievo nel Comune di Salerno, noto per il suo impegno nelle grandi opere pubbliche della città. Un nome che, secondo alcuni, rappresenta la “società civile” e che potrebbe ottenere consensi trasversali.
Non è l’unico candidato sul tavolo. Tra gli altri, il deputato Franco Mari di Sinistra Italiana e i consiglieri comunali Elisabetta Barone e Donato Pessolano restano in corsa, così come il nome di Armando Zambrano, ex presidente dell’Ordine degli Ingegneri. Questi esponenti potrebbero rappresentare l’alternativa a De Luca, portando avanti una campagna incentrata su rinnovamento e trasparenza.
Il centrodestra: un quadro in evoluzione
Anche nel centrodestra la partita è aperta. Sebbene non ci sia ancora un candidato ufficiale, i nomi circolano. Tra i più discussi ci sono Alessandro Turchi, ex preside e leader del movimento “Salerno Migliore”, e Mimmo Ventura, candidato con il progetto “Dimensione Bandecchi”. Entrambi puntano a raccogliere consensi tra l’elettorato moderato e centrista, cercando di sfruttare la debolezza della sinistra e la divisione interna che il caso De Luca ha alimentato.

Il modello Napoli in frantumi
Il ritorno di De Luca a Salerno, infatti, mette in crisi non solo il Pd ma anche il “modello Napoli” che tanto ha caratterizzato la politica della Campania negli ultimi anni. Quella grande alleanza di centrosinistra che aveva visto l’unità intorno alla figura di Roberto Fico nelle recenti elezioni regionali sembra ormai un ricordo lontano. De Luca, con la sua posizione di potere salernitano, ha preso il sopravvento, ancora una volta imponendo la sua volontà e mettendo in discussione la leadership di Elly Schlein, segretario del Pd.
Quella che doveva essere una coalizione incentrata sul rinnovamento, sul dialogo e sulla costruzione di un’alternativa alla destra, si è infranta contro l’intransigenza dell’ex governatore, che non intende cedere terreno neppure sul suo terreno di casa, Salerno. I suoi avversari interni, che avevano sperato di porre fine al suo dominio, devono fare i conti con la realtà di un uomo che ha sempre avuto il “polso” della politica locale.
Le prossime settimane si preannunciano decisive per capire come si evolverà la politica salernitana. Le forze di centrosinistra dovranno unire le proprie forze per riuscire a contrastare la candidatura di De Luca, ma la frammentazione è ormai un fatto acclarato. Il Pd dovrà scegliere se sostenere un civico o correre in solitaria con il proprio simbolo. Il Movimento 5 Stelle, pur senza la sua tradizionale forza elettorale, tenta comunque di mantenere la propria identità. E il centrodestra, pur in una fase di incertezza, potrebbe rivelarsi un’ulteriore variabile nel complicato scenario salernitano.


