L’avvocato della famiglia accusa il medico di diffamazione a mezzo stampa per quanto dichiarato in un’intervista televisiva
Un nuovo capitolo si apre nel caso della morte di Domenico, il bambino di due anni e quattro mesi morto dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. Questa mattina, l’avvocato Francesco Petruzzi ha presentato una querela per diffamazione a mezzo stampa contro il cardiochirurgo Guido Oppido. L’azione legale riguarda le dichiarazioni fatte dal medico durante un’intervista al programma televisivo Mi manda Rai 3, andata in onda lo scorso dicembre. Il caso è legato al trapianto di cuore che il piccolo Domenico ha ricevuto, ma che non ha salvato la sua vita a causa di un danno subito dall’organo durante il trasporto da Bolzano.
Le dichiarazioni contestate
Il medico Guido Oppido, che il 23 dicembre scorso guidava il team che ha eseguito l’intervento al Monaldi, è accusato dalla famiglia Mercolino-Caliendo di aver diffamato la madre del bambino, Patrizia Mercolino, con una frase pronunciata durante l’intervista. La frase incriminata è stata: “Abbiamo detto tutto dall’inizio“. La madre del bambino, che aveva inizialmente denunciato quanto accaduto dopo la morte del figlio, ha interpretato questa dichiarazione come un’accusa di aver mentito riguardo le circostanze del trapianto.
L’avvocato Petruzzi, che rappresenta i genitori del piccolo Domenico, ha sottolineato come questa affermazione, nel contesto televisivo e della vicenda clinica, abbia danneggiato l’onore e la reputazione della sua assistita. Petruzzi ha dichiarato all’AGI che, sostenendo che ai genitori fosse stato detto tutto dall’inizio, il medico avrebbe praticamente accusato la madre di aver rilasciato dichiarazioni false alle autorità. “Se fosse stato come dice lui, la mia cliente avrebbe commesso un reato: false dichiarazioni all’autorità“, ha aggiunto.
Le implicazioni della querela
Il passo successivo in questo procedimento legale è stato la presentazione della querela per diffamazione, che si inserisce in un contesto già complicato di indagini che coinvolgono il cardiochirurgo. Oltre alla diffamazione, Guido Oppido è indagato per omicidio colposo e falso in cartella clinica, in merito alle circostanze che hanno portato alla morte del bambino.
Nel documento della querela, depositato presso l’Ufficio notizie di reato al Palazzo di giustizia di Napoli, si fa riferimento al fatto che la dichiarazione del medico non possa essere considerata una semplice difesa personale, ma piuttosto una smentita pubblica delle dichiarazioni della madre del bambino. Tale smentita è stata diffusa attraverso un mezzo di comunicazione nazionale, con la conseguenza che, nella narrazione del caso, si sottintende che quanto dichiarato dalla madre fosse falso.
La querela si inserisce in un disegno “criminoso” che si ritiene sia in atto, in relazione a fatti che sarebbero già stati oggetto di precedenti atti di denuncia e querela contro il medico. Secondo l’avvocato Petruzzi, la condotta diffamatoria di Oppido è un atto continuativo e parte di una strategia legale complessiva che coinvolge anche gli altri reati per i quali il chirurgo è indagato.

L’evoluzione del caso
L’inchiesta sul caso della morte di Domenico ha visto crescere il numero degli indagati. Oltre al cardiochirurgo Guido Oppido, sono coinvolte altre sei persone tra cui medici e professionisti sanitari. Gli sviluppi delle indagini sono attesi con grande attenzione, e la querela presentata oggi non fa che complicare ulteriormente la situazione legale del medico. La vicenda, che ha suscitato grande emozione nell’opinione pubblica, continua a sollevare interrogativi sulla gestione del trapianto e sull’integrità delle informazioni fornite alla famiglia.
Il prossimo passo per la famiglia Mercolino-Caliendo sarà seguire attentamente l’evolversi delle indagini, convinti che solo la verità possa fare giustizia per la morte di Domenico. Gli sviluppi legali, tra querela e indagini in corso, sono destinati a tenere alta l’attenzione mediatica su un caso che non smette di destare polemiche e incertezze.


