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Auto dei Carabinieri - Immagine di repertorio

31 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Corruzione a Benevento, dirigente comunale arrestato per tangenti: sequestrati 150.000 euro

Un libero professionista denuncia il funzionario pubblico che richiedeva denaro per accelerare le pratiche amministrative. Sequestrati 157.000 euro in contante

Gennaro Santamaria, 63 anni, dirigente del Comune di Benevento è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di concussione. Un libero professionista ha denunciato ripetuti abusi da parte del pubblico ufficiale. Secondo le indagini, il funzionario avrebbe richiesto una somma di denaro per velocizzare il rilascio di pratiche amministrative e edilizie.

La denuncia e l’intervento delle forze dell’ordine

Il fatto che ha portato all’arresto è scaturito da una denuncia presentata da un libero professionista, amministratore di una società di progettazione locale. L’uomo ha raccontato agli inquirenti come il dirigente, abusando del suo ruolo, avrebbe creato una situazione di stallo nelle pratiche edilizie che gli erano state affidate. Inoltre, avrebbe messo in atto una serie di ritardi e richieste irragionevoli di integrazione documentale.

Il professionista ha spiegato che il funzionario non si limitava a rallentare deliberatamente l’iter burocratico. Infatti a un certo punto aveva anche chiesto una somma ingente di denaro, pari a 70.000 euro, per sbloccare definitivamente le pratiche. Il modus operandi era finalizzato a creare uno stato di disperazione e difficoltà economica nel richiedente. In questo modo lo costringeva di fatto a cedere.

La denuncia ha subito avviato un’indagine da parte del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Benevento. Gli investigatori hanno pianificato un’operazione in cui hanno pedinato i contatti tra il dirigente e il professionista. Grazie a questa operazione sono riusciti a individuare il momento in cui è avvenuta la consegna di una prima tranche di denaro: 4.000 euro in contante. Il denaro era stato precedentemente rilevato e registrato dalle autorità competenti.

L’arresto e il sequestro del denaro

L’operazione si è concretizzata nel tardo pomeriggio, quando i carabinieri hanno arrestato il dirigente, sorpreso in flagranza di reato. Durante la perquisizione nella sua abitazione, sono emersi ulteriori dettagli che hanno confermato la gravità della situazione. Oltre ai 4.000 euro in contante già restituiti al professionista, i militari hanno sequestrato una somma di denaro ancora più impressionante: 157.400 euro. Il totale era meticolosamente suddiviso in mazzette da 5.000 euro ciascuna, tutte etichettate con l’indicazione della cifra contenuta. Il denaro, custodito in vari luoghi della casa, è stato trovato con una precisione che ha lasciato intendere come il funzionario avesse organizzato in modo sistematico le sue richieste illecite.

Accanto al denaro, sono stati trovati anche orologi di lusso, il cui valore complessivo è stimato intorno ai 100.000 euro. Ciò dimostra uno stile di vita ben oltre le sue possibilità legittime. La quantità di contante trovato e la sua organizzazione suggeriscono un’attività illecita lunga e consolidata.

Comune di Benevento
Comune di Benevento Foto: social

Un’operazione mirata: le indagini e la responsabilità individuale

Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Benevento hanno permesso di cristallizzare l’azione del dirigente, senza che emergessero elementi di coinvolgimento di altre persone o settori dell’amministrazione comunale. In particolare, l’attività investigativa si è concentrata esclusivamente sulla condotta del funzionario. Quest’ultimo avrebbe agito in modo isolato, abusando del suo ruolo per ottenere vantaggi personali. Non sono emersi legami con altre pratiche o dinamiche amministrative. Di conseguenza questo ha permesso di limitare la portata delle indagini.

Secondo la ricostruzioni, le indagini hanno rivelato che il dirigente avrebbe sfruttato la sua posizione di potere per agire con una totale indifferenza rispetto alla legge. Inoltre, avrebbe condizionato in modo illecito le decisioni amministrative a vantaggio personale. Il caso solleva dunque preoccupazioni sulla necessità di rafforzare i controlli interni nelle amministrazioni pubbliche. Inoltre pone attenzione sulle pratiche di corruzione che minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. L’operazione dei carabinieri di Benevento, coordinata dalla Procura, rappresenta un chiaro segnale di come la corruzione venga combattuta a livello locale, grazie anche al coraggio dei singoli cittadini che decidono di denunciare abusi e illeciti. La denuncia del professionista, purtroppo costretto a cedere alle richieste del dirigente, è stata decisiva per mettere fine a un lungo periodo di pratiche illecite. La collaborazione tra le forze dell’ordine e la magistratura continua ad essere uno strumento fondamentale per garantire giustizia e trasparenza.

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