Ischia si è risvegliata sconvolta dall’ennesimo episodio di maltempo estremo. Un nubifragio improvviso, concentrato in poco più di un’ora, ha riversato sull’isola quantità d’acqua paragonabili a quelle che nel 2022 causarono la tragica frana di Casamicciola. Le immagini di auto trascinate dalla furia dell’acqua e di interi quartieri allagati hanno riportato alla mente il fragile equilibrio idrogeologico che da anni caratterizza il territorio ischitano.
Pioggia torrenziale e danni in diversi comuni
Secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile, a Casamicciola sono caduti 76 millimetri di pioggia in sessanta minuti, mentre a Ischia Porto si sono registrati 62,5 millimetri e a Piano Liguori 44,8. Valori che, sebbene circoscritti temporalmente, hanno avuto effetti devastanti: scantinati e depositi invasi dall’acqua, mezzi spazzati via, attività commerciali bloccate.
Il quartiere di Monterone, nel comune di Forio, è stato tra i più colpiti. Qui gli abitanti hanno assistito impotenti allo scorrere impetuoso dell’acqua che ha trascinato con sé motorini e automobili parcheggiate. A Citara lo scenario è stato simile, con strade trasformate in torrenti e fango che ha invaso case e giardini.

Scuole evacuate e misure di sicurezza
La violenza del nubifragio ha costretto le autorità locali a disporre l’evacuazione preventiva di alcune scuole, soprattutto nelle aree più esposte. Dirigenti scolastici e personale hanno collaborato con Protezione Civile e Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza alunni e insegnanti. Fortunatamente non si registrano feriti, ma la paura è stata forte tra le famiglie.
Il ricordo della frana del 2022
La memoria della tragedia del 26 novembre 2022 è ancora viva. In quell’occasione, una colata di fango provocata da precipitazioni eccezionali causò la morte di 12 persone a Casamicciola. L’evento di oggi, con parametri pluviometrici simili, ha inevitabilmente riacceso timori e interrogativi sulla sicurezza dell’isola. I residenti chiedono interventi strutturali e un piano concreto di prevenzione.
La voce degli esperti
Meteorologi e geologi concordano: la conformazione morfologica di Ischia, unita all’abusivismo edilizio e alla cementificazione diffusa, aumenta la vulnerabilità del territorio. Le piogge torrenziali, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, trovano terreno fertile per trasformarsi in emergenze. Serve un approccio integrato che metta insieme monitoraggio costante, manutenzione dei versanti e politiche urbanistiche sostenibili.

Interventi immediati e prime stime dei danni
La macchina dei soccorsi si è attivata fin dalle prime ore. Vigili del Fuoco, Protezione Civile e volontari hanno lavorato per liberare le strade e assistere la popolazione. I danni economici sono ancora da quantificare, ma si parla già di milioni di euro tra abitazioni allagate, attività commerciali ferme e infrastrutture danneggiate. Le amministrazioni comunali hanno chiesto lo stato di calamità naturale.
Ischia e il rischio idrogeologico cronico
L’isola non è nuova a episodi di questo tipo. La sua natura vulcanica, le pendenze accentuate e la pressione urbanistica hanno creato un equilibrio fragile. Gli esperti parlano di “bomba a orologeria” pronta a esplodere a ogni precipitazione straordinaria. Nonostante le raccomandazioni di urbanisti e ambientalisti, spesso le politiche locali non hanno saputo rispondere in maniera sistematica al problema.
Le testimonianze dei cittadini
Gli abitanti raccontano di aver visto l’acqua salire in pochi minuti. “Ho parcheggiato l’auto la sera prima, la mattina non c’era più”, spiega un residente di Forio. “Il rumore del fiume d’acqua che scendeva dalle strade era assordante, abbiamo avuto paura che accadesse di nuovo una tragedia come nel 2022”, aggiunge un’anziana di Casamicciola. Testimonianze che descrivono l’angoscia di chi vive costantemente con il timore di eventi estremi.
L’isola turistica di fronte all’emergenza
Ischia è una meta turistica di fama internazionale. Ogni emergenza climatica ha ripercussioni dirette sull’immagine dell’isola e sull’economia legata al turismo. Gli operatori del settore chiedono investimenti urgenti per garantire sicurezza e continuità, consapevoli che la percezione di rischio può allontanare i visitatori.
Clima e prevenzione: cosa fare per il futuro
Il nubifragio del 23 settembre 2025 rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme. Per gli esperti, la strategia deve essere duplice: da un lato interventi strutturali per mettere in sicurezza i versanti e migliorare il deflusso delle acque, dall’altro campagne di sensibilizzazione per i cittadini, con piani di evacuazione chiari e una maggiore cultura del rischio. La sfida climatica richiede risposte immediate, ma anche una visione di lungo periodo che superi logiche emergenziali.


