Il sequestro tessili Porto di Napoli
Il sequestro tessili Porto di Napoli

30 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Napoli, maxi-sequestro al porto: sequestrati 130 tonnellate di rifiuti tessili diretti in Nigeria

Sequestrati numerosi containers nel porto partenopeo: indumenti, scarpe e borse usate erano stati classificati erroneamente come oggettistica da rigattiere

In un’operazione coordinata dai funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Napoli insieme ai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, sono state sequestrate oltre 130 tonnellate di rifiuti tessili diretti in Nigeria. I contenitori, che si trovavano all’interno del porto di Napoli, contenevano indumenti, scarpe e borse usate. Questi materiali erano classificabili come rifiuti speciali non pericolosi. Tuttavia, non avevano subito i necessari processi di selezione e igienizzazione. I beni erano stati erroneamente accompagnati da documentazione che li descriveva come “oggettistica da rigattiere“. In realtà si trattava di rifiuti non trattati, pronti per essere esportati senza le necessarie autorizzazioni.

La scoperta e il sequestro

L’operazione è scattata dopo una specifica attività di analisi dei rischi da parte dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza. Quest’indagine ha portato alla scoperta di numerosi sacchi contenenti i materiali tessili provenienti da raccolte urbane. Questi materiali, non sottoposti ai corretti processi di selezione e trattamento, erano classificati come rifiuti tessili. Si tratta di una categoria che richiede precise procedure di smaltimento. La documentazione presentata, invece, riportava una falsa descrizione. Era mirata a eludere i controlli doganali.

Secondo le prime ricostruzioni, la spedizione era organizzata da due società. Come emerso dalle indagini, queste società non possedevano le necessarie autorizzazioni per il trattamento e la gestione dei rifiuti. Un ulteriore approfondimento ha rivelato che i containers erano destinati a una spedizione verso la Nigeria. Questo è un Paese dove i rifiuti tessili vengono frequentemente smaltiti in maniera non conforme alle normative internazionali.

Le accuse e le indagini

Al termine dei controlli, i rappresentanti legali delle due aziende coinvolte sono stati denunciati per traffico illecito di rifiuti e falso ideologico. Si tratta di un uomo di 47 anni, originario della provincia di Napoli, e una donna di 59 anni, proveniente dall’Ucraina. Entrambi sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Napoli. L’operazione ha messo in evidenza la collaborazione efficace tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza. Questi ultimi hanno lavorato insieme per contrastare il traffico illecito di rifiuti e tutelare l’ambiente. Come precisato dalle autorità competenti, il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

L’importanza della lotta contro il traffico illecito di rifiuti

Il traffico illecito di rifiuti rappresenta una delle principali minacce per la salute e l’ambiente, non solo in Italia, ma anche nei Paesi destinatari di queste spedizioni illegali. Le normative internazionali e locali stabiliscono che i rifiuti speciali, come quelli tessili, debbano essere trattati in modo appropriato. Ciò garantisce che vengano sottoposti a processi di selezione e igienizzazione prima di essere smaltiti o riciclati.

In questo caso, l’illecito traffico di rifiuti rischiava di generare un grave impatto ambientale sia in Italia, attraverso il rischio di contaminazione dei territori locali, che in Nigeria. In Nigeria, spesso i rifiuti tessili non vengono smaltiti in modo sicuro, finendo in discariche abusive o in impianti non a norma. L’operazione conferma l’importanza della cooperazione tra le autorità italiane nella prevenzione e nel contrasto delle attività illecite che danneggiano l’ambiente e la salute pubblica. Questo contribuisce a preservare la qualità dell’ambiente per le future generazioni.

L’intervento congiunto tra l’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza ha permesso di intercettare un ingente traffico illecito di rifiuti tessili. Così si è evitato che oltre 130 tonnellate di materiali non trattati venissero esportati illegalmente verso la Nigeria. La vicenda sottolinea la necessità di monitorare costantemente il commercio di rifiuti. Serve inoltre adottare misure severe per contrastare queste pratiche che compromettono la sicurezza ambientale globale.

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