Ospedale Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli
📍 Napoli

28 Marzo 2026

Chiara Imbimbo

Caso Monaldi, arriva la risposta dell’Azienda dei Colli:”Pronti al confronto, ma nel rispetto delle procedure legali e della riservatezza”

La nota sottolinea come il 24 marzo sia pervenuta una richiesta di incontro presa subito in carico ma la controparte ha scelto una strategia di esposizione mediatica.

Dopo la lettera aperta, diffusa dal legale della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, arriva la risposta del Monaldi attraverso la nota ufficiale dellavvocato Anna Iervolino, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli che esce così dal silenzio di cui era stato accusato.

Respinta l’accusa di assenza di dialogo: indagini preliminari ancora in corso

L’Azienda risponde alle dichiarazioni dell’avvocato Francesco Petruzzi precisando di aver ricevuto una proposta stragiudiziale riservata il giorno successivo alle esequie del piccolo Domenico. I legali della controparte hanno quantificato la richiesta risarcitoria in 3.000.000 di euro, definendo tale cifra come non negoziabile.

“In merito a quanto scritto dall’avvocato Francesco Petruzzi, è opportuno chiarire che l’Azienda ha ricevuto una proposta stragiudiziale, il giorno dopo il funerale del piccolo Domenico, espressamente qualificata come riservata, contenente una richiesta risarcitoria di 3.000.000 di euro e formulata in termini dichiaratamente non negoziabili. La vicenda cui la proposta si riferisce è, come noto, attualmente all’esame dell’Autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari. La valutazione della richiesta risarcitoria impone lo svolgimento di approfondite valutazioni tecnico-legali, anche alla luce degli accertamenti in corso e, per loro natura, non possono essere compresse entro i rigidi termini unilaterali indicati dalla controparte. Non può pertanto parlarsi di mancata apertura di una trattativa, in assenza di un effettivo spazio negoziale nella proposta ricevuta.”, si legge nella nota

Poiché l’Autorità giudiziaria sta ancora svolgendo le indagini preliminari, la società sottolinea la necessità di compiere approfondite valutazioni tecnico-legali prima di procedere. L’Azienda chiarisce che la natura del caso non permette di rispettare i rigidi termini temporali imposti unilateralmente dalla controparte. Di conseguenza, la direzione respinge l’accusa di aver rifiutato il dialogo: l’assenza di un reale spazio negoziale nella proposta ricevuta ha, di fatto, precluso l’avvio di una trattativa costruttiva. La società attende dunque l’esito degli accertamenti in corso per definire la propria posizione in modo rigoroso.

Ospedale Monaldi
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Discussione al di fuori dei confini professionali

L’Azienda esprime profonda sorpresa per la diffusione pubblica di una comunicazione nata come strettamente riservata. Tale scelta appare incoerente con la natura della trattativa stragiudiziale e ostacola un confronto sereno tra i legali delle parti. Nonostante l’Ufficio Legale abbia preso in carico la richiesta di incontro pervenuta martedì 24 marzo, avviando subito l’iter organizzativo, la controparte ha scelto una strategia di forte esposizione mediatica.

“Solo martedì 24 marzo è pervenuta una richiesta di incontro della controparte, che l’Ufficio Legale ha immediatamente preso in carico, avviando le necessarie attività organizzative. Tale iniziativa è stata tuttavia preceduta da una evidente strategia di esposizione mediatica della vicenda, che rischia di sovrapporre il piano della comunicazione a quello, ben diverso, del corretto confronto tecnico-giuridico.”, continua il Monaldi.

Questa condotta precede le sedi istituzionali e rischia di confondere il piano della comunicazione pubblica con quello, ben distinto, del confronto tecnico-giuridico. La società ribadisce che la pressione mediatica non favorisce la corretta risoluzione della vicenda. L’Azienda invita dunque a riportare la discussione entro i confini professionali e legali propri della materia, nel rispetto delle attività organizzative già avviate per rispondere formalmente alla richiesta di incontro ricevuta solo pochi giorni fa.

L’Azienda chiarisce che il percorso transattivo procede nel pieno rispetto delle norme e delle procedure poste a tutela dell’interesse pubblico, seguendo rigorosamente l’istruttoria degli uffici competenti.

L’ulivo un gesto spontaneo e sentito

In merito ai gesti simbolici, la direzione precisa che tutto il personale ha promosso la piantumazione dell’ulivo come iniziativa spontanea e sentita.

I signori Patrizia e Antonio, così come sottolinea la nota, hanno accolto con favore questo omaggio, ribadendo di non nutrire sentimenti di rancore verso i medici e gli infermieri, pur chiedendo legittimamente che si faccia piena luce sull’accaduto. La società sottolinea come i vertici e i dipendenti si associno con determinazione alla loro richiesta di giustizia.

“Con l’occasione si precisa che la piantumazione dell’ulivo è un’iniziativa che il personale tutto dell’Azienda ha maturato spontaneamente, è stata apprezzata dalla signora Patrizia e dal signor Antonio che – ancora una volta – hanno riferito di non nutrire sentimenti di rancore verso i medici e gli infermieri, pur chiedendo legittimamente giustizia per quanto accaduto. Una richiesta di giustizia alla quale ci siamo sempre associati e che tutti noi vogliamo con determinazione.”, termina la nota.

L’Azienda conferma dunque il proprio impegno nel collaborare affinché emerga la verità, mantenendo una distinzione netta tra la partecipazione umana al dolore della famiglia e il necessario iter amministrativo volto a garantire la correttezza di ogni fase negoziale.

Al di là del botta e risposta l’obiettivo primario resta quello di onorare la memoria del piccolo Domenico attraverso la ricerca della verità oggettiva.

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