Dopo il furto di un auto e l’inseguimento dei militari, Antonio Pignetti e Carmine Liberti, tentano la fuga a piedi ma finiscono dritti nel cortile dei militari.
I Carabinieri di San Sebastiano al Vesuvio hanno arrestato Antonio Pignetti e Carmine Liberti. I due ladri, durante una fuga rocambolesca dai militari, hanno scavalcato per errore il muro della caserma, finendo dritti tra le braccia dei militari. La coppia aveva già fallito un colpo pochi giorni fa, schiantandosi contro un muro a causa del bloccasterzo inserito.
La fuga di Antonio Pignetti e Carmine Liberti, si è trasformata in un grottesco fallimento. I due complici hanno sottratto una Fiat 500X, ma la sorte ha giocato loro un brutto tiro. Durante il tentativo di dileguarsi, i malviventi hanno perso l’orientamento, finendo per scavalcare proprio il muro di cinta della caserma locale.
I militari hanno quindi bloccato i fuggitivi, che si sono consegnati involontariamente alla giustizia.
Un altro “errore” anche pochi giorni prima
Questo episodio segue un altro clamoroso errore commesso dalla coppia pochi giorni prima: i due si erano schiantati contro un ostacolo perché non avevano rimosso il bloccasterzo dell’auto rubata. Le autorità hanno contestato loro il furto e la resistenza, sottolineando l’assurda dinamica dell’evento. Questo grossolano errore tecnico li aveva condotti direttamente davanti al giudice. Nonostante il precedente fallimento, i due hanno scelto di reiterare il reato non appena tornati in libertà, collezionando una serie di disastri logistici davvero surreali.
Il furto e l’inseguimento serrato. Poi la fuga a piedi
Nel tardo pomeriggio, mentre la luce solare permetteva ancora di distinguere chiaramente ogni dettaglio urbano, i Carabinieri hanno intercettato Antonio Pignetti e Carmine Liberti subito dopo il furto di una vettura. I due complici hanno forzato l’auto in strada, ma si sono imbattuti improvvisamente in un posto di blocco dei militari.
I fuggitivi hanno scatenato un inseguimento serrato tra le vie cittadine, terminando la corsa in una strada senza uscita. Messi alle strette, i malviventi hanno abbandonato il veicolo rubato per tentare una disperata fuga a piedi. Nel tentativo di seminare le forze dell’ordine alle loro calcagna, i ladri hanno scavalcato con agilità una recinzione laterale. Tuttavia, la manovra si è rivelata un clamoroso errore tattico.

La consegna involontaria alla giustizia
I Carabinieri di San Sebastiano al Vesuvio hanno assistito a una scena surreale nel cortile della loro stazione. Antonio Pignetti e Carmine Liberti, nel disperato tentativo di seminare gli inseguitori, hanno compiuto una scelta tattica disastrosa scavalcando il muro di cinta della caserma. Invece della libertà, i due ladri hanno trovato ad attenderli i militari che si trovavano proprio nel piazzale in quel momento.
I fuggitivi sono letteralmente piovuti addosso ai carabinieri, che li hanno bloccati all’istante senza concedere loro alcuna via di scampo. L’intervento coordinato tra i militari presenti nel cortile e i colleghi che tallonavano i malviventi ha posto fine alla rocambolesca fuga. Questa incredibile consegna spontanea ha sorpreso persino le forze dell’ordine, trasformando un inseguimento ad alta tensione in un arresto fulmineo. La distrazione dei due ricercati ha così servito su un piatto d’argento la loro cattura definitiva.
Un pedigree criminale segnato da fallimenti
Il lungo pedigree criminale della coppia rivela una serie ininterrotta di interventi delle forze dell’ordine. Solo nello scorso febbraio, i Carabinieri hanno denunciato Antonio Pignetti per il possesso di chiavi alterate, collegandolo direttamente a due furti messi a segno il giorno precedente. Le indagini degli inquirenti hanno ricostruito le tracce dei complici fino a giugno 2025, quando i militari li hanno arrestati a Pollena Trocchia al termine di un pericoloso inseguimento a bordo di una Lancia Y rubata.
La carriera di Pignetti appare come una vera e propria eredità di famiglia. Già nel 2021, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno intercettato l’uomo a Poggioreale mentre tentava un colpo insieme al padre, Mariano Pignetti. Questa recidività sistematica conferma la scarsa perizia dei due ladri, i quali continuano a collezionare arresti e denunce nonostante i ripetuti fallimenti operativi e le goffe catture subite nell’hinterland vesuviano.
Gli arrestati attendono ora il giudizio, mentre la comunità osserva con ironia l’epilogo di questa vicenda, dove la distrazione ha superato di gran lunga l’abilità criminale.


