La cucina italiana Unesco è sempre più vicina a un riconoscimento storico. Giovedì 30 ottobre 2025, a Paestum, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) aprirà la sua XXVII edizione con una conferenza dedicata alla candidatura della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale dell’umanità. L’evento si terrà a poco più di un mese dall’attesa decisione ufficiale, prevista per il 10 dicembre a Nuova Delhi, in India, e sarà un’occasione per ribadire il valore universale della nostra tradizione culinaria.
Paestum, luogo simbolo della candidatura
Non è un caso che l’appuntamento si svolga a Paestum. La città, porta d’ingresso del Cilento, rappresenta un punto di riferimento per la cultura alimentare italiana: qui, a pochi chilometri, nacque la Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’Unesco nel 2010 come primo modello alimentare ad entrare nella lista del patrimonio immateriale.
La BMTA, sin dalle sue prime edizioni, ha giocato un ruolo centrale nella riflessione su patrimonio materiale e immateriale. Già nel 2002, proprio a Paestum, prese forma la “Carta di Paestum” che aprì la strada alla Convenzione Unesco del 2003 per la salvaguardia del patrimonio immateriale.

Cucina italiana Unesco, identità culturale di un popolo
La candidatura della cucina italiana Unesco si fonda sull’idea che il cibo non sia solo nutrimento, ma identità culturale. Le ricette, le pratiche e i riti collettivi raccontano la storia di intere comunità e costituiscono un patrimonio condiviso, capace di unire generazioni e territori diversi.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato come «la nostra tradizione culinaria non rappresenti soltanto un insieme di ricette, ma il cuore stesso della Dieta Mediterranea, caratterizzata da prodotti d’eccellenza, varietà e biodiversità».
Il Pranzo della Domenica e la diretta su Rai1
A sostegno della candidatura, grande rilevanza ha avuto l’iniziativa nazionale Il Pranzo della Domenica – Italiani a tavola, celebrata lo scorso 21 settembre. Un rito antico e irrinunciabile, simbolo della cucina italiana, è stato riproposto con tavolate collettive in decine di città italiane.
L’evento, trasmesso in diretta su Rai1 all’interno di Domenica In, ha visto la partecipazione di testimonial d’eccezione come Gigi D’Alessio e lo chef Alessandro Borghese, insieme al Presidente del Consiglio e ai ministri della Cultura e dell’Agricoltura.

Per la Campania, Napoli ha guidato un gruppo di Comuni aderenti, tra cui Gragnano, Monte di Procida, Portici e Pollica. Un segnale forte che ribadisce come la cucina italiana sia molto più di un insieme di piatti: è un legame identitario che unisce l’Italia dentro e fuori i confini nazionali.

Gli ospiti della conferenza a Paestum
La conferenza inaugurale della BMTA vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale, culturale ed economico:
- Pier Luigi Petrillo, coordinatore del dossier di candidatura;
- Liborio Stellino, ambasciatore italiano all’Unesco;
- Andrea Prete, presidente nazionale delle Camere di Commercio;
- Gian Domenico Auricchio, presidente del Touring Club Italiano;
- Mounir Bouchenaki, presidente onorario della BMTA ed estensore della Convenzione Unesco del 2003;
- Fabrizio Parrulli, comandante del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri.
I lavori saranno moderati da Maddalena Fossati, direttrice della storica rivista La Cucina Italiana, che rappresenta una delle tre comunità promotrici della candidatura.
Archeologia e gastronomia, un binomio vincente
Il legame tra patrimonio archeologico e gastronomico è stato rafforzato più volte dalle istituzioni. Nel 2023, al Parco Archeologico di Pompei, fu presentato ufficialmente il logo della candidatura della cucina italiana Unesco, sottolineando la continuità tra la cultura alimentare romana e quella contemporanea.
Pietanze come il garum, il farro, l’olio e il vino raccontano una storia millenaria che trova ancora oggi applicazione nella tradizione culinaria italiana.
Cucina italiana Unesco, un patrimonio universale
La cucina italiana non appartiene solo agli abitanti della Penisola. È un patrimonio universale, amato da oltre 60 milioni di connazionali all’estero e da milioni di stranieri che ne condividono i valori.
Il riconoscimento Unesco sarebbe un premio alla qualità, ma soprattutto un atto di tutela, di trasmissione e di consapevolezza per le generazioni future.

Il valore per la Campania e per l’Italia
La conferenza di Paestum assume un valore speciale per la Campania, regione che custodisce eccellenze come la mozzarella di bufala DOP, il pomodoro San Marzano, la pasta di Gragnano e il vino Lacryma Christi.
La candidatura della cucina italiana diventa quindi anche un’opportunità di promozione per il territorio, capace di coniugare turismo, cultura ed enogastronomia.


