Marco Nonno
Marco Nonno

25 Marzo 2026

Chiara Imbimbo

Campania, stop al subentro di Marco Nonno: il Consiglio regionale congela il seggio di Fratelli d’Italia per i nodi della Legge Severino

L’istruttoria del Consiglio regionale sulla condanna per i fatti di Pianura blocca l’ingresso del coordinatore Fdi: si attende l’esito del supplemento d’indagine entro l’8 aprile.

Il Consiglio regionale della Campania blocca il subentro di Marco Nonno, esponente di Fratelli d’Italia. L’assise dispone un supplemento d’indagine sulla sua posizione per i nodi legati alla Legge Severino. La condanna per i disordini di Pianura rallenta così l’ingresso del consigliere, impedendogli di occupare il seggio lasciato libero da Edmondo Cirielli. Per il momento la rappresentanza del partito di Giorgia Meloni nell’assise campana resta sospesa.

Il nodo della Legge Severino

Il Consiglio regionale della Campania congela ufficialmente l’ingresso di Marco Nonno. La Giunta delle Elezioni, guidata dal presidente Massimiliano Manfredi, ha deliberato uno stop temporaneo al subentro dell’esponente di Fratelli d’Italia. Nonno, primo dei non eletti, aspirava a occupare lo scranno lasciato libero da Edmondo Cirielli, il quale ha rassegnato le dimissioni per mantenere l’incarico di viceministro agli Esteri.

Il nodo della questione riguarda la Legge Severino. Poiché Nonno subì già una decadenza durante la scorsa legislatura a causa di una condanna definitiva, l’ufficio di presidenza richiede ora un’istruttoria aggiuntiva. I tecnici devono stabilire se i precedenti legali precludano ancora l’accesso alla carica pubblica o se il consigliere abbia riacquisito pienamente l’elettorato passivo.

I fatti risalgono al 2007

La vicenda affonda le radici nel 2007, quando Marco Nonno guidò le accese proteste popolari contro la riapertura della discarica di Pianura. Inizialmente, i magistrati contestarono all’esponente politico il reato di concorso in devastazione, infliggendo una condanna di otto anni in primo grado. Successivamente, i giudici d’Appello ridussero la pena a due anni per il reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Nonostante la riduzione della condanna, nel 2022 il verdetto giudiziario ha fatto scattare i severi meccanismi della Legge Severino. Questa norma impone la decadenza, l’incandidabilità o l’ineleggibilità per i rappresentanti politici condannati in via definitiva per reati gravi. Di conseguenza, il provvedimento ha interrotto il mandato di Nonno come consigliere regionale, sollevando oggi nuovi dubbi sulla sua capacità di subentrare nuovamente nell’assise campana. Il Consiglio regionale deve ora valutare se gli effetti di quella condanna precludano ancora il suo ritorno ufficiale tra i banchi dell’opposizione.

L’accusa di concorso in devastazione

Dopo il rigetto del primo ricorso presso il Tribunale Civile, la vicenda giudiziaria di Marco Nonno ha subito una svolta inaspettata. Nel 2023, la Corte di Cassazione ha accolto l’istanza della Procura generale, annullando parzialmente le decisioni precedenti. Gli ermellini hanno rispedito gli atti alla Corte di Appello, riaprendo di fatto il capitolo relativo all’accusa più grave.

L’ex paracadutista attende ora un processo d’appello-bis per determinare la sua responsabilità nel reato di concorso in devastazione. Questo nuovo scenario processuale complica ulteriormente il quadro normativo, alimentando i dubbi del Consiglio regionale sulla sua attuale eleggibilità.

Cirielli liste
Edmondo Cirielli

Un dilemma giuridico

L’esponente di Fratelli d’Italia, mancata l’elezione diretta alle Regionali 2025, punta al seggio lasciato da Edmondo Cirielli. Tuttavia, un complesso dilemma giuridico ne frena l’ascesa. La Cassazione considera definitiva la condanna a due anni per resistenza a pubblico ufficiale, richiamando i vincoli della Legge Severino.

Al contrario, Nonno esibisce un certificato dei carichi pendenti che definisce la sentenza d’appello «annullata con rinvio» e un casellario giudiziale che la riporta come «nulla». La Giunta delle Elezioni analizzerà ora questi documenti al microscopio per sciogliere il contrasto tra il giudicato della Suprema Corte e le risultanze amministrative.

Nomina congelata

Il Consiglio regionale della Campania congela temporaneamente il subentro di Marco Nonno. Il presidente Massimiliano Manfredi ha già avviato una preistruttoria tecnica, interpellando il Tribunale e la Corte di Appello di Napoli per inquadrare correttamente la posizione giuridica dell’esponente di destra. Tuttavia, il consigliere Raffaele Pisacane ha ottenuto un ulteriore supplemento d’indagine per fugare ogni dubbio sulla compatibilità del collega con la Legge Severino.

Nonno, intanto, ha presenziato personalmente agli uffici del Centro Direzionale in attesa di sviluppi. La Giunta delle Elezioni si riunirà nuovamente a stretto giro, certamente prima della seduta consiliare fissata per l’8 aprile 2026. Se gli accertamenti confermeranno l’incandidabilità di Nonno, il seggio di Edmondo Cirielli passerà a Lea Romano, imprenditrice di Brusciano e prima dei non eletti dopo il coordinatore cittadino. La decisione finale stabilirà dunque se Fratelli d’Italia schiererà il veterano delle battaglie di Pianura o il nuovo volto dell’imprenditoria campana.

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