Il consigliere regionale ha visitato l’insediamento insieme a rappresentanti di un comitato locale e ha denunciato condizioni “estremamente critiche” tra rifiuti e degrado
Questa mattina a Giugliano in Campania, nell’area metropolitana di Napoli, si è svolto un sopralluogo al campo rom di Ponte Riccio da parte del consigliere regionale Ciro Buonajuto, presidente della Prima Commissione con delega alla sicurezza. L’ispezione è avvenuta insieme a Raffaele Pacilio e Giovanni Papadimitra del Comitato Kosmos, realtà attiva sul territorio in progetti di tutela dei diritti e riqualificazione. L’iniziativa si inserisce in un contesto territoriale complesso, segnato da anni di criticità ambientali e sociali. Il sopralluogo, secondo quanto riportato, ha avuto l’obiettivo di verificare direttamente le condizioni dell’insediamento e raccogliere elementi utili per sollecitare interventi istituzionali.
Le condizioni dell’insediamento e la presenza di rifiuti
Nel corso della visita, Buonajuto ha descritto una situazione definita “estremamente critica”. Secondo le sue dichiarazioni, nell’area del campo sarebbero presenti cumuli di rifiuti “alti oltre tre metri”, tra i quali vivono centinaia di persone, inclusi numerosi bambini.
Il consigliere ha parlato di condizioni che “offendono la dignità umana”, sottolineando la persistenza di un quadro di degrado nonostante alcuni interventi avviati nel tempo. Le parole si inseriscono in una narrazione ricorrente sul territorio di Giugliano, spesso al centro del dibattito pubblico per le questioni legate alla gestione dei rifiuti e alla cosiddetta “Terra dei Fuochi”.
L’area di Ponte Riccio rappresenta da anni uno dei punti più delicati del territorio comunale, anche per la presenza di insediamenti informali e per le difficoltà legate alla gestione ambientale. Tuttavia, nel sopralluogo non sono stati indicati nuovi interventi operativi immediati, ma una richiesta di maggiore coordinamento istituzionale.
Le richieste al governo e il nodo degli interventi
Il passaggio centrale delle dichiarazioni di Buonajuto riguarda la necessità di un intervento del governo nazionale. Il consigliere ha affermato che, senza un’azione “seria” a livello centrale, gli sforzi locali e quelli delle associazioni rischiano di risultare insufficienti.
“Tornare qui significa rendersi conto, ancora una volta, di quanto lavoro ci sia da fare e di quanto impegno ci mettono i comitati, come quello di Raffaele Pacilio, le associazioni e anche le istituzioni locali per trovare soluzioni condivise, ma al contempo ci si rende perfettamente conto di quanto questi sforzi siano vani senza un intervento serio del governo nazionale”, ha dichiarato.
Nel suo intervento, Buonajuto ha anche criticato le parole del ministro Matteo Salvini, sostenendo che il governo disponga già degli strumenti necessari per affrontare la situazione. Il tema evocato è quello della bonifica ambientale e della gestione dei campi informali, che secondo il consigliere richiederebbero un piano strutturato e continuativo.

Sicurezza, bonifiche e il contesto della Terra dei Fuochi
Un altro elemento centrale emerso dal sopralluogo riguarda la richiesta dei cittadini di maggiore sicurezza e di bonifiche definitive. Secondo quanto riportato, la popolazione di Giugliano chiederebbe anche controlli più costanti sul territorio e interventi capaci di garantire condizioni di vita dignitose.
Il riferimento alla “Terra dei Fuochi” resta implicito ma costante nel discorso politico e istituzionale legato a questa area della Campania, dove negli anni si sono sovrapposte emergenze ambientali, sociali e di ordine pubblico. Buonajuto ha sintetizzato così la posizione raccolta sul territorio: i giuglianesi chiedono di poter “vivere con dignità e guardare al futuro con fiducia” anche se. Oggi, nel cuore di quest’area, quella fiducia è ancora lontana”, ha detto.
Il sopralluogo si chiude dunque con un richiamo politico forte alla necessità di interventi coordinati tra livelli istituzionali diversi. Una dinamica che, nel caso di Giugliano, si ripresenta ciclicamente nel dibattito pubblico senza che a essa segua sempre una trasformazione immediata delle condizioni sul territorio.


